Dal Santuario alla Luce: Il Viaggio verso la Gerusalemme Celeste - Prima parte

 di Renzo Ronca – 17-4-25

 Dopo il nostro importante Dossier “Percorso dell’Uomo nel Santuario di Mosè come Il Cammino della Nostra Vita”,[1]  ci concentriamo adesso su un arredo significativo del santuario: l’”Altare dei Profumi”, e lo intendiamo come ultima fase prima di entrare al cospetto di Dio. Vedremo come la simbologia di questo altare interessa direttamente i fedeli cristiani dei nostri tempi in attesa del rapimento.

Siccome sono passati anni dal nostro primo studio, vediamo di riprendere lo schema integrale del santuario che Dio aveva “dettato” a Mosè per realizzarlo, dal recinto esterno a quanto vi è dentro.

Fig1


  1)    Altare di bronzo con sopra una grata di rame;

2)     Conca di rame;

3)     Luogo Santo;

4)     Luogo Santissimo.

Attenzione: non si tratta di uno studio di archeologia di un tempio ebraico qualsiasi. Era il luogo in cui Dio si manifestava. La sua importanza è fuori discussione; infatti come già dicemmo allora: “E’ il progetto di Dio per la salvezza dell’uomo. ‘E mi facciano un santuario perch'io abiti in mezzo a loro’  (Esodo 25:8)”.

A noi cristiani inoltre è stato rivelato che si tratta della perfetta architettura profetica estendibile al nostro corpo terreno che, dopo Gesù, è diventato a sua volta il tempio di Dio Spirito Santo:  “Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (1Corinzi 3:16).

Ora cerchiamo di approfondire meglio “l’altare dei profumi”, che nella figura 2 è di colore giallo:

Fig2


Vedete, entrando nel recinto del Santuario, dopo quello degli Olocausti, l’Altare dei Profumi  è il secondo altare, e si trova proprio davanti alla cortina che divideva il Luogo Santo dal Luogo Santissimo.

Nel Luogo Santissimo, sopra il coperchio dell’Arca o Propiziatorio, Dio manifestava la Sua Presenza al Sommo Sacerdote.

L’altare per definizione indicava l’offerta a Dio di un “sacrificio” (=fatto sacro).

Nell’Altare degli Olocausti, che si trova nel cortile all’esterno della tenda del Tabernacolo, l’offerta era concreta: un animale senza difetto. Il sacrificio viene chiamato “sostitutivo”, perché, l’animale veniva ucciso a causa del peccato della persona che faceva l’offerta. In pratica la colpa del peccato commesso dalla persona, veniva a scaricarsi sulla vittima sacrificale al posto del peccatore. Il peccatore stesso doveva uccidere la vittima (es. l’agnello senza difetti) per far comprendere che il peccato da lui commesso era stato espiato col dolore e la morte della vittima. Un atto che doveva generare assieme alla liberazione dal peccato, anche la responsabilità la contrizione, perché un essere senza colpa aveva pagato per lui.  Sappiamo che tutto questo venne poi ad essere realizzato per noi da Gesù Cristo, offerto per togliere i nostri peccati, avendo preso i nostri peccati su di Sé, morendo al posto nostro.

Nell’Altare dei Profumi che si trova all’interno della tenda del Tabernacolo, il principio è lo stesso ma l’offerta è spiritualizzata e il profumo indica la nostra preghiera, l’offerta di lode di noi stessi, resi sacri da un percorso di santificazione per i meriti di Cristo per mezzo di Dio Spirito Santo: “1 Dio ha manifestato la sua misericordia verso di noi. Vi esorto dunque, fratelli, a offrire voi stessi a Dio in sacrificio vivente, a lui dedicato, a lui gradito. È questo il vero culto che gli dovete. 2 Non adattatevi alla mentalità di questo mondo, ma lasciatevi trasformare da Dio con un completo mutamento della vostra mente. Sarete così capaci di comprendere qual è la volontà di Dio, vale a dire quel che è buono, a lui gradito, perfetto” (Rom 12:1-2 TILC).   

Questa offerta consapevole spirituale di noi stessi indica la fase più matura del nostro percorso di santificazione per i meriti di Cristo.  Siamo a un passo dall’incontro con la Gloria di Dio. Egli ci ha resi sacri (sacrificio=fatto sacro) affinché potessimo presentarci direttamente davanti a Dio senza essere distrutti a causa del peccato. Le nostre preghiere o offerte di lode, passano attraverso la cortina dal Luogo Santo dove sono i sacerdoti (‘fatti-sacri’), verso il Luogo Santissimo, dove solo il Sommo Sacerdote poteva entrare (simbolo del Cristo risorto, nostro Sommo Sacerdote per sempre). L’unità spirituale con il nostro Signore si sta per realizzare, come si realizzò quella di Gesù Cristo risorto riunendosi a Dio Padre, essendo UNO con Lui. Anche noi saremo UNO con l’unico Dio.

Il profumo di incenso, che dal Luogo Santo intermedio passa al Luogo Santissimo davanti a Dio, indica che lo spirito nostro è già vicino a Dio ed unito a Lui. Manca solo la trasformazione che avverrà nel rapimento o nella prima resurrezione, vale a dire la nostra trasformazione completa in corpi spirituali eterni. Anche se per fede siamo già con Dio in Cristo che ci ha preparato la via, resta ancora un corpo carnale che deve seguire l’ultimo passaggio.

“1 Se voi siete risuscitati insieme con Cristo, cercate le cose del cielo, dove Cristo regna accanto a Dio. 2 Pensate alle cose del cielo e non a quelle di questo mondo.  3Perché voi siete già come morti: la vostra vera vita è nascosta con Cristo in Dio. 4 E quando Cristo, che è la vostra vita, sarà visibile a tutti, allora parteciperete anche voi visibilmente alla sua gloria.” (Colossesi 3:1-4 TILC)

Che sarebbe come dire Se voi siete risuscitati [per fede] insieme con Cristo, [mentre siete ancora terreni]  cercate…

3Perché voi siete già come morti…  Siete “COME MORTI”:  la nostra persona non è morta nella sua totalità, perché la parte carnale ancora esiste secondo le leggi carnali di questo mondo, però siamo COME MORTI riguardo alla promessa di Dio, in quanto il nostro spirito, quello minuscolo dentro al nostro cuore,  è come se fosse vivente e risorto in Cristo, Il Quale sta già accanto al Padre, nel cielo.  Infatti aggiunge: “la vostra vera vita è nascosta con Cristo in Dio  la nostra vera vita esiste, già c’è, ma ci è nascosta. Noi su questo sistema di cose attuale non possiamo percepire la dimensione dell’eternità che è su un altro piano. Manca ancora l’ultimo atto della promessa del Signore: il Suo ritorno per rapire la Sua Chiesa e poi per governare nel Suo Regno millennario. Infatti completa così il passo: “4 E quando Cristo, che è la vostra vita, sarà visibile a tutti, allora parteciperete anche voi visibilmente alla sua gloria.”  Lode a Dio.

Questa ultima parte di noi cristiani fedeli rimanenti, in cui la notte sta per finire ma non è ancora giorno, è la più difficile. Ma come vedremo in seguito, il Signore non si dimentica della nostra debolezza umana ancora esistente e saprà come consolarci e rafforzarci. 

Intanto dal punto in cui il Signore ci ha condotto dopo un lungo cammino, più consapevoli di tante cose, proseguiamo proprio come ha detto: “cercate le cose del cielo, dove Cristo regna accanto a Dio. 2 Pensate alle cose del cielo e non a quelle di questo mondo”; quindi approfondiremo ancora l’Altare dei Profumi, che rappresenta il nostro stato di adesso. (continua)

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