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LE TRE CATEGORIE DI CRISTIANI RIMANENTI NELLA PROFEZIA BIBLICA - Studio n. 451

 di RR 28-10-26   Nel panorama biblico ed escatologico, la Scrittura rivela un disegno chiaro riguardo al popolo di Dio attraverso le varie epoche della storia umana e profetica. Mantenendo una prospettiva evangelica pre-tribolazionista, è possibile individuare con precisione tre distinti gruppi o "rimanenti" di credenti che attraverseranno le tappe fondamentali del piano di Dio, fino all'ingresso nella dimensione eterna.   1. Il rimanente cristiano di adesso (L’Era della Chiesa) Nel mondo odierno siamo abituati a vedere un panorama cristiano frammentato in centinaia di denominazioni, confessioni, etichette ed enti ecclesiastici. Tuttavia, agli occhi del Signore, le divisioni umane non hanno il valore che attribuiamo loro. Davanti al Suo trono non ci saranno sigle o appartenenze denominazionali: esisterà un’unica reale categoria di credenti, ovvero coloro che Egli riconoscerà come Suoi, accoglierà e rapirà per stare sempre con Sé [Nota fp 1]. A questo punto sor...

Cosa significa “morire a se stessi e vivere in Cristo” - Studio approfondito - n. 450

di RR  22-10-26  “Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Marco 8:34)     Analisi Parola per Parola (dall'Originale)   1. «Se uno vuole» (Ei tis thélei — Εἴ τις θέλει) Analisi: Il verbo thelō indica volontà, desiderio profondo, scelta deliberata. Il commento: Gesù non forza mai nessuno. Il discepolato cristiano non è un obbligo imposto per legge o per nascita, ma un atto d'amore e di volontà libera. Il "se" (ei) pone una condizione d'ingresso radicale: la sequela di Cristo richiede un'adesione consapevole e volontaria.   2. «venire dietro a me» (opisō mou elthein — ὀπίσω μου ἐλθεῖν) Analisi: Opisō significa letteralmente "indietro", "nelle tracce di". Il commento: Nel mondo antico il discepolo camminava letteralmente dietro al maestro, calpestandone le orme nella polvere per non perderne la direzione. Significa mettersi in...

ILLUSIONE DI UN CRISTIANESIMO SENZA CROCE - Dio libera afflitto mediante afflizione e gli apre gli orecchi mediante la sventura (Gb 36:15) - n. 449

 di RR  21-10-26 1.    1. L’illusione di un cristianesimo "senza croce"   Le parole di Giobbe 36:15 risuonano oggi come una scossa elettrica in un panorama cristiano spesso abituato a messaggi rassicuranti e anestetizzanti:  "Dio libera l’afflitto mediante l’afflizione e gli apre gli orecchi mediante la sventura." Oggi si assiste sempre più spesso alla diffusione di un cristianesimo "a buon mercato", plasmato sui desideri dell'uomo moderno. È una fede che cerca solo il benessere emotivo, la prosperità materiale, il successo lavorativo, la guarigione fisica immediata e una costante euforia esteriore. Quando tutto va bene, quando si ride e si ha successo, si proclama che "Dio è grande". Ma non appena sopraggiunge la prova, il dolore o la perdita, questa fede vacilla o crolla, concludendo superficialmente che Dio non c'è o che ha abbandonato il credente. Questa visione rifiuta sistematicamente la sofferenza e, così facendo, rigett...

LE PAROLE CHE MI HAI DATE LE HO DATE A LORO – n. 448

 di RR  20-10-26 Giov. 17 Parte 1 – Il Pane della Parola la nostra missione la speranza del ritorno del Signore   Il capitolo 17 del Vangelo secondo Giovanni riporta un’intensa preghiera rivolta da Gesù al Padre. Comunemente viene chiamata «preghiera sacerdotale» perché Egli intercede per i Suoi davanti al Padre. Questo Suo ministero celeste continua tuttora, proprio come un Sommo Sacerdote che intercede continuamente per il suo popolo (cfr. Ebrei 7:25).   Approfondimento sul luogo e il contesto della preghiera 1.      Davanti a chi? o     Solo con i discepoli (gli undici): La preghiera fa parte del Discorso d'addio pronunciato dopo l'Ultima Cena. Giuda Iscariota ha già lasciato la stanza (Gv 13:30). Pertanto, la preghiera viene espressa esclusivamente alla presenza dei discepoli fidati, non davanti alle folle o ad estranei. 2.      All'aperto o al chiuso? o     Ipotesi Cenacol...

CAMMINARE NELLA LUCE: COMUNIONE CON DIO E PURIFICAZIONE DEL CUORE - n. 447

di RR  20-10-26   PASSO BIBLICO: 1 Giovanni 1:3-7 «³ quel che abbiamo visto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché voi pure siate in comunione con noi; e la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. ⁴ Queste cose vi scriviamo perché la nostra gioia sia completa. ⁵ Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che vi annunciamo: Dio è luce, e in lui non ci sono tenebre. ⁶ Se diciamo che abbiamo comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. ⁷ Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.»   Commento breve per l'applicazione al credente oggi: L’apostolo Giovanni ci ricorda che la vita cristiana non è una teoria o un’adesione formale a una religione, ma un’esperienza reale di comunione ( koinonìa ) sia verticale (con Dio Padre e con il Figlio) che orizzontale (con i fratelli ...