Perché il Cristiano può Gioire pur nelle Preoccupazioni e Sofferenze? - studio n. 414
di RR 27-8-26 Sintesi dell’approfondimento che seguirà. Dopo l’uscita dall’Eden, teoricamente l’essere umano non avrebbe alcun motivo per rallegrarsi o essere felice, perché ha perduto la grazia: la condizione originaria di comunione con Dio che lo avrebbe condotto alla vita eterna in un corpo nuovo e glorioso. Questa era la finalità per cui l’essere umano era stato creato. In un tempo terreno che appare lungo perché misurato in millenni, la grazia si manifesta di nuovo in Cristo, quando per i Suoi meriti, nel tempio si strappa il velo del Luogo Santissimo. Si apre così il varco della grazia e della comunione con il Padre. La vita del credente, seppure convertito, rimane una lotta con svariate prove, tra mente, spirito e corpo. Queste sono parti che procedendo a velocità diverse, cercano un riallineamento progressivo in un mondo ancora sotto il dominio del peccato. La gioia del cristiano, nonostante tutto, non dipende dalla carne, né dalla mente, né dal corpo: è un...