Realismo del Cammino Cristiano tra Speranza di Risurrezione e Croce – Studio n. 337
di Renzo Ronca 12-3-26 (Visibile anche su Youtube in https://www.youtube.com/watch?v=K89JgngbVlA )
C’è spesso un aspetto romantico e
sognatore nell’essere cristiani. La persona incline al sentimentalismo, che
idealizza la bellezza e l’amore, si troverà inevitabilmente a fare i conti con
la realtà concreta.
Questo scritto si propone di bilanciare
fin da subito, con un sano realismo, l’aspetto sognante del missionario che
evangelizza sul suo destriero.
Nel cammino cristiano vi sono elevazioni
e gioie sublimi che sgorgano dal nostro spirito; ma qui ci occuperemo
soprattutto della loro trasmissione verso la vita concreta, cioè di come
i sentimenti di Dio Spirito si incarnano e si esprimono nel nostro corpo e
nella nostra esperienza quotidiana.
Nel cristianesimo è presente la croce. Che poi essa diventi risurrezione è vero, ma noi
viviamo per fede: nell’oggi percepiamo soprattutto la croce. Per questo, in
questo scritto, metteremo maggiormente in evidenza il contrario delle
illusioni, così da non coltivare un’idea teorica del Vangelo e
dell’evangelizzazione, ma una visione realistica della nostra serenità raggiungibile
sulla Terra, seppure contrastata.
Gesù non ha mai detto a chi desiderava
seguirlo di evitare la croce; al contrario, ha comandato di prenderla ogni
giorno (Luca 9:23). È una frase che suona quasi eroica, soprattutto per un
giovane convertito, e spesso viene ripetuta con entusiasmo. Tuttavia, raramente
ci si sofferma abbastanza per comprenderla davvero. Il rischio è un brusco
risveglio: una delusione fuori luogo, come se il Signore non ci amasse quando
incontriamo sofferenze o opposizioni.
Per questo desidero riportare molte
affermazioni del Nuovo Testamento che elencano le difficoltà che il cristiano
incontrerà nel suo cammino. Sono parole che oggi vengono spesso trascurate,
perché la predicazione moderna parla quasi esclusivamente di pace e benessere.
Eppure, dentro il cristiano sono spesso in atto conflitti profondi, e
questi aumentano negli ultimi tempi. Non dimentichiamo che Gesù, alla fine
della sua missione, fu consegnato alla croce: sofferenze indicibili,
ingiustizie, derisioni.
La fine di queste tribolazioni, per noi,
sarà il ritorno del Signore, preceduto da prove sempre più intense. In
questo studio svilupperemo, a un livello accessibile, le tribolazioni che
stanno progressivamente manifestandosi, riconoscendo anche la loro radice: forze
spirituali maligne che agiscono sia all’interno che all’esterno dell’uomo.
Elenco delle affermazioni del NT
sulle difficoltà del discepolo
(Tutti i riferimenti sono NR 2024,
come da tua preferenza.)
1. La povertà e la precarietà del
Figlio dell’uomo
- “Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo.” Luca 9:58
2. L’odio del mondo verso i discepoli
- “Hanno odiato me, odieranno anche voi.” Giovanni 15:18–19
- “Vi scacceranno dalle sinagoghe… chi vi ucciderà
crederà di rendere un servizio a Dio.” Giovanni 16:2
3. La divisione anche nelle famiglie
- “Non pensate che io sia venuto a portare pace
sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma spada.” Matteo 10:34
- “Sono venuto a separare il figlio dal padre, la
figlia dalla madre…” Matteo
10:35–36
- “D’ora in poi, in una casa di cinque persone,
saranno divisi tre contro due e due contro tre.” Luca 12:51–53
4. La necessità di rinnegare sé
stessi
- “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinunci a
sé stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.” Luca 9:23
5. Le persecuzioni inevitabili
- “Tutti quelli che vogliono vivere piamente in
Cristo Gesù saranno perseguitati.”
2 Timoteo 3:12
- “Vi consegneranno ai tribunali… sarete odiati da
tutti a causa del mio nome.” Marco
13:9–13
6. Le sofferenze come parte della
vocazione cristiana
- “A voi è stato concesso, riguardo a Cristo, non
solo di credere in lui, ma anche di soffrire per lui.” Filippesi 1:29
- “Se soffriamo con lui, con lui anche saremo
glorificati.” Romani 8:17
7. Le tribolazioni come via
necessaria
- “Dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso
molte tribolazioni.” Atti
14:22
8. Il combattimento spirituale
- “La nostra battaglia non è contro sangue e carne,
ma contro… le potenze spirituali della malvagità.” Efesini 6:12
- “Siate sobri, vegliate: il vostro avversario, il
diavolo, va attorno come un leone ruggente.” 1 Pietro 5:8–9
9. Le sofferenze di Cristo come
modello
- “Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un
esempio.” 1 Pietro 2:21
- “Considerate colui che ha sopportato una tale
ostilità… per non stancarvi.” Ebrei
12:3
10. L’ultimo tempo come tempo di
prove crescenti
- “Negli ultimi giorni verranno tempi difficili.” 2 Timoteo 3:1
- “Sorgeranno falsi cristi… e vi sarà angoscia come
mai prima.” Matteo 24:21–24
La progressione verso la tribolazione
La progressione verso la tribolazione
sulla Terra è in atto. Lo abbiamo già studiato e non lo riprenderemo qui in
dettaglio. Ricorderò soltanto che tale progressione non è lineare: non
avanza un poco alla volta in modo prevedibile, ma segue una velocità
esponenziale. Questo significa che, soprattutto negli ultimi tempi, ci darà
l’impressione di un arrivo improvviso, rapido, quasi inaspettato.
Un altro punto importante da ricordare è
che queste progressioni di tipo esponenziale — che si manifesteranno in
terribili giudizi — non sono modificabili. Dio, dal Suo “tempo”
nell’eternità, le ha già stabilite e fissate nel nostro tempo terreno con una
precisione sorprendente. La Scrittura parla infatti di un’ora, un giorno, un
mese e un anno già determinati:
“Poi il sesto angelo suonò la tromba,
e udii una voce dai quattro corni dell'altare d'oro che era davanti a Dio. La voce diceva al sesto angelo che aveva la
tromba: ‘Sciogli i quattro angeli che sono legati sul gran fiume Eufrate’. E
furono sciolti i quattro angeli che erano stati preparati per quell'ora, quel
giorno, quel mese e quell'anno, per uccidere la terza parte degli uomini.” Apocalisse
9:13–15 (NR 2024)
Questa precisione divina ci ricorda che Dio
non scherza: Egli ha stabilito i tempi della Terra, del giudizio, della
tribolazione, del millennio e del giudizio finale. Alcuni sono chiamati a
servirlo sapendo che non è una passeggiata. Il realismo cristiano non è
pessimismo, ma consapevolezza: il Signore guida la storia con fermezza, e chi
lo segue deve sapere che il cammino passa attraverso prove necessarie, ma anche
attraverso una speranza certa.
Non dobbiamo sempre preparare il cibo
con contorni, spiegazioni e attenuanti. Il cibo solido è anche risveglio, è
presa di coscienza di ciò che realmente accade. L’idea di un Dio “bonaccione”,
accomodante, che chiude un occhio e poi l’altro, non appartiene alle
Scritture. Egli è infinitamente buono — e lo ha dimostrato non distruggendo
l’umanità nonostante millenni di ribellioni — ma è anche Colui che tiene in
mano una verga di ferro.
Quando Dio dice “basta”, è basta. Quando
stabilisce un tempo, quel tempo arriva. Quando separa, separa davvero: chi è
dentro è dentro, chi è fuori è fuori.
Questo non è durezza: è santità, è
giustizia, è verità. È il realismo che la Bibbia ci consegna e che il cristiano
maturo deve accogliere senza illusioni.
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