Basi Più In Profondità per Discernere gli Spiriti negli Ultimi Tempi - Parte 11 -n. 267

 di Renzo Ronca  1-1-26   Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/01/panoramica-di-alcuni-studiosi.html


 

Introduzione: un tempo di intensificazione spirituale

Viviamo un tempo in cui il male sembra avanzare con una forza crescente. La Scrittura ci avverte che negli ultimi giorni “molti saranno purificati, resi bianchi e affinati” (Daniele 12), mentre l’iniquità si moltiplicherà. Non è un caso: Dio permette che Satana e i suoi agenti esercitino una maggiore influenza, sia sul piano visibile della storia, sia sul piano più sottile dei pensieri e delle inclinazioni del cuore umano.

Questo non avviene fuori dal controllo divino. Fa parte di un disegno che conduce alla rivelazione finale del male e alla purificazione del popolo di Dio.

 

Il duplice movimento del piano di Dio

 

1. Il male che si manifesta con maggiore intensità

La triade malvagia — Satana, l’Anticristo e il Falso profeta — avrà un ruolo crescente nella storia umana. Non solo attraverso eventi politici e culturali, ma anche attraverso un’azione più nascosta: la manipolazione delle menti, l’indurimento dei cuori, la diffusione di inganni che seducono chi non ha radici profonde nella fede negli insegnamenti del Signore Gesù.

È la continuazione più “evoluta” dell’inganno primordiale: una voce che promette progresso, forza, dominio… ma che conduce alla distruzione.

 

2. La Chiesa rimanente che viene affinata

Parallelamente, Dio sta perfezionando il Suo rimanente: uomini e donne che, pur deboli, desiderano sinceramente camminare nella luce. La vicinanza del male non li distrugge, ma li affina. La tristezza per il mondo che si allontana da Dio diventa per loro un richiamo alla vigilanza, alla preghiera, alla santificazione.

Molti credenti, vedendo ciò che accade, sentiranno una spinta interiore a cercare Dio con più intensità. La loro fede diventerà più preziosa, più limpida, più consapevole. È come se lo Spirito Santo stesse preparando le “primizie” da raccogliere al momento del rapimento.

 

Il dono del discernimento spirituale

La Scrittura parla del “discernimento degli spiriti” usando l’espressione greca diákrisis pneumátōn (διάκρισις πνευμάτων), che significa “capacità di distinguere, separare, valutare le influenze spirituali”. È un dono necessario negli ultimi tempi.

Non tutto ciò che arriva alla nostra mente ha la stessa origine:

  • alcuni pensieri vengono dallo Spirito Santo,
  • altri dalla nostra psiche,
  • altri ancora possono essere suggestioni ingannevoli.

Il discernimento non è un’intuizione improvvisa, ma una sensibilità che cresce nella persistenza santificante: preghiera, sobrietà, distacco dal mondo, ascolto della Parola.

 

Un accenno prudente al libro di Enoc

Il libro di Enoc non appartiene al canone biblico (benché citato dalla lettera di Giuda 14-15), ma riflette una consapevolezza antica presente nel giudaismo del Secondo Tempio: l’idea che alcuni esseri spirituali ribelli abbiano trasmesso agli uomini conoscenze che l’umanità non era in grado di gestire senza esserne travolta. Non lo citiamo come autorità dottrinale, ma come testimonianza storica che illumina un meccanismo spirituale ricorrente e, pensiamo, anche attuale.

In alcuni passaggi, Enoc descrive angeli decaduti che “insegnano agli uomini l’arte della guerra”, “la fabbricazione delle armi”, “la lavorazione dei metalli per strumenti di offesa”, e persino “segreti nascosti” che accelerano una conoscenza non maturata nella sapienza di Dio.

È lo stesso meccanismo dell’inganno primordiale: una creatura spirituale ribelle offre all’uomo una “scorciatoia” verso un potere che non è in grado di governare.

 

Un esempio moderno: la scissione dell’atomo

La scoperta della scissione dell’atomo — una delle intuizioni più potenti mai avute dall’umanità — è stata immediatamente trasformata in un’arma capace di annientare città intere. Non perché la scienza sia malvagia, ma perché il cuore dell’uomo, senza Dio, non è in grado di gestire un potere così grande.

È come se l’uomo avesse ricevuto una conoscenza “troppo veloce”, troppo grande per la sua maturità morale. Una conoscenza che, invece di servire la vita, è stata piegata alla logica della distruzione.

 

Un altro ambito delicato: la genetica senza controllo

Qualcosa di simile accade oggi in alcuni settori della genetica. Non parliamo della ricerca medica onesta, che cerca di alleviare sofferenze e curare malattie. Parliamo invece di quelle frontiere dove la ricerca sembra spingersi oltre il limite della creatura, verso un’idea di ibridazione, di trapianti estremi, di trasferimento di funzioni mentali, quasi come se l’uomo volesse riprodurre se stesso in forme nuove, ibride, artificiali.

È il sogno antico dell’uomo‑dio: non guarire, ma superare i limiti della creatura; non curare, ma ricreare la vita a propria immagine; non servire la vita, ma controllarla.

Quando la conoscenza non è accompagnata dalla sapienza di Dio, diventa un peso che schiaccia.

 

Discernere l’origine delle “intuizioni”

Il credente rimanente dei nostri tempi deve imparare a distinguere:

  • ciò che viene dallo Spirito Santo,
  • ciò che nasce dalla propria emotività,
  • ciò che può essere un suggerimento ingannevole.

Il discernimento non è solo capire, ma scegliere: se riconosco che un pensiero non è secondo il Vangelo, devo distaccarmene; se percepisco che una “scoperta” porta verso la violenza o la superbia, devo respingerla; se intuisco che una voce interiore non porta alla pace di Cristo, devo ignorarla.

Il discernimento senza obbedienza non serve.

 

La via del credente rimanente

Il credente non è chiamato a combattere il male con le sue forze, né a distruggerlo con mezzi umani. Questo compito appartiene a Dio e si compirà alla venuta del Signore. A noi spetta:

  • custodire il cuore,
  • mantenere la mente sobria,
  • rimanere nella Parola,
  • pregare,
  • digiunare dalla mondanità,
  • sostenere i fratelli più deboli,
  • essere luce in mezzo alle tenebre.

Il discernimento è un dono, ma anche una responsabilità: serve a proteggere la fede, non a giudicare gli altri.

 

Conclusione: la sentinella nella notte

Il credente rimanente è come una sentinella posta sulle mura (Isaia 21). Non fugge dal mondo, ma non si lascia assorbire dal mondo. Vive tra gli uomini, ma il suo cuore è altrove. Osserva la notte, riconosce i movimenti dell’ombra, discerne le voci che salgono dal basso… e attende l’alba.

La santificazione essenziale è proprio questo: un cuore che rimane limpido, una mente che rimane sobria, una fede che rimane vigile, mentre il mondo si agita.

Il rimanente non è forte: è fedele. Non domina: veglia. Non si esalta: attende.

E mentre la notte avanza, la sentinella sa che l’alba è vicina.


(continua in https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/01/intrighi-crisi-e-discernimento-la.html


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