Intrighi Crisi e Discernimento: la Fedeltà del Rimanente – Studio Parte 12 – n. 268

 di Renzo Ronca  2-1-26  Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/01/basi-piu-in-profondita-per-discernere.html


Introduzione: quando la verità sembra soffocata dagli intrighi

La Scrittura mostra che il popolo di Dio, in molte epoche, è stato circondato da trame oscure, manipolazioni, inganni, momenti in cui la verità sembrava quasi irraggiungibile. Il discernimento diventava difficile, la giustizia vacillava, e i cuori dei fedeli erano messi alla prova.

Questi scenari antichi non sono lontani dalla situazione attuale delle chiese.  Anche oggi molte realtà si presentano come “chiesa”, ma sono in realtà anti‑chiese, luoghi dove la verità è mescolata con l’inganno, dove il nome di Cristo è usato per sostenere ciò che non viene da Lui.

Per comprendere questo tempo, guardiamo a tre quadri biblici: gli intrighi nella corte di Davide, la certezza del giudizio nel Salmo 52, e la crisi spirituale ai tempi di Acab ed Elia.

 

1. Gli intrighi nella corte di Davide (2 Samuele 14)

 

Un regno attraversato da manipolazioni

Il capitolo 14 di 2 Samuele mostra un momento drammatico del regno di Davide. Una donna si finge vedova per manipolare il re (2 Samuele 14:2–20); Joab trama nell’ombra; i figli di Davide si contendono il potere; uno di essi arriva perfino a voler uccidere il padre (2 Samuele 15–18). È un intreccio di inganni, ambizioni, mezze verità, silenzi colpevoli.

Discernere la verità diventa quasi impossibile.

 

Un’ombra che attraversa i secoli

Come abbiamo detto questa atmosfera ricorda, in modo lontano ma significativo, la situazione odierna: una parte della Chiesa appare come Chiesa, ma è un’anti‑chiesa; una parte dei credenti sembra seguire Cristo, ma in realtà segue altri spiriti.

E ricorda anche il clima in cui visse Gesù: tradito dai suoi (Matteo 26:47–56), circondato da intrighi religiosi (Matteo 26:59), osteggiato da uomini che parlavano di Dio ma non conoscevano Dio.

 

2. Il Salmo 52: la certezza del giudizio

Nel Salmo 52 Davide parla dell’“artefice degli inganni” (Salmo 52:2), colui che usa la lingua come una lama affilata. E afferma con sicurezza:

  • “Dio ti distruggerà per sempre” (Salmo 52:5)
  • “Ti estirperà dalla terra dei viventi” (Salmo 52:5)

Questa certezza non nasce da vendetta personale, ma dalla consapevolezza che Dio giudica il male.

 

Proiezione escatologica

Il Salmo anticipa, in modo profetico, ciò che accadrà al ritorno del Signore:

  • l’Anticristo (Apocalisse 19:20),
  • il Falso Profeta (Apocalisse 19:20),

saranno gettati nello stagno di fuoco e zolfo, la “seconda morte”. Il Diavolo sarà imprigionato nell’abisso per mille anni (Apocalisse 20:1–3). Il fuoco scenderà dal cielo per distruggere gli eserciti ribelli (Apocalisse 20:9).

Il giudizio delle nazioni non è un’idea astratta: è la risposta definitiva di Dio agli inganni che oggi sembrano trionfare.

(Nota marginale: John F. Walvoord e J. Dwight Pentecost sottolineano come questi giudizi escatologici siano la risposta finale di Dio alla ribellione satanica e alla corruzione delle nazioni.)

 

3. Acab e Iezabel: quando il popolo di Dio si corrompe

 

Un re debole, una regina idolatra

Acab, re d’Israele, non seguì i comandamenti del Signore (1 Re 16:30–33). Per alleanza politica sposò Iezabel, figlia di Etbaal, re e sacerdote idolatra (1 Re 16:31). Con lei entrarono in Israele:

  • falsi profeti,
  • culti idolatrici,
  • altari dedicati a Baal e ad Astarte.

Il nome Astarte è collegato alla radice semitica ‘Aštart, spesso tradotta come “regina del cielo”. Un titolo che, in forme diverse, ritorna ancora oggi in contesti religiosi che mescolano devozione e idolatria.

 

Una corruzione rapida e profonda

In poco tempo, Iezabel:

  • condizionò Acab,
  • sovvertì il culto dell’Eterno,
  • fece uccidere i profeti del Signore (1 Re 18:4),
  • impose un sincretismo religioso devastante.

Il popolo di Dio era quasi perduto.

(Nota marginale: Arnold Fruchtenbaum evidenzia come il sincretismo religioso sia uno dei pericoli più ricorrenti nella storia di Israele e della Chiesa.)

 

4. Elia sul Carmelo: il fuoco dal cielo e la crisi del profeta

 

La potenza di Dio che irrompe nella storia

Il fuoco dal cielo è un filo che attraversa tutta la Scrittura. È la manifestazione della potenza divina che:

  • accoglie l’offerta del giusto (1 Re 18:38),
  • giudica il male (Genesi 19:24),
  • purifica (Levitico 9:24),
  • protegge (2 Re 1:10–12),
  • apre la via al rimanente.

È la stessa potenza che scese come lingue di fuoco a Pentecoste (Atti 2:3) e che scenderà ancora alla venuta del Signore (Apocalisse 20:9).

La Bibbia lascia intuire che Dio dispone di un esercito celeste (2 Re 6:17), di angeli che eseguono i Suoi giudizi e proteggono i Suoi fedeli. Questa potenza è spesso “dietro le quinte”, ma quando il male sta per sovvertire il popolo fedele, Dio non tarda.

 

La sfida ai profeti di Baal

Elia affronta i profeti di Baal sul monte Carmelo (1 Re 18:20–40). Il fuoco dal cielo scende sull’altare bagnato, consumando tutto (1 Re 18:38). È la risposta di Dio alla seduzione idolatrica di Iezabel.

 

La minaccia di Iezabel e la fuga nel deserto

Nonostante la vittoria, Elia crolla. Iezabel lo minaccia di morte (1 Re 19:2), e il profeta fugge nel deserto, desiderando di morire (1 Re 19:4).

 

Il sostegno soprannaturale ai profeti

Dio non abbandona i Suoi servitori.

  • Prima, presso il torrente Cherit, Elia è nutrito dai corvi (1 Re 17:4–6).
  • Poi, nel deserto, è un angelo a toccarlo e a offrirgli pane e acqua (1 Re 19:5–8).

È un sostegno che unisce mezzi ordinari e interventi straordinari, mostrando che il Signore non abbandona i Suoi profeti né nella siccità esterna né nella crisi interiore.

(Nota marginale: William MacDonald sottolinea come Dio alterni mezzi naturali e soprannaturali per sostenere i Suoi servitori, secondo la loro necessità spirituale.)

 

5. Due considerazioni decisive

 

a) Il silenzio del popolo

Quando Elia dice: “Fino a quando zoppicherete dai due lati?” (1 Re 18:21) il popolo non risponde nulla.

Quel silenzio è terribile. È il silenzio della chiesa tiepida, come Laodicea (Apocalisse 3:14–22). È il silenzio di molti credenti di oggi, che dicono: “Cristiano sì… ma a modo mio.”

Molti pastori conoscono questo gelo nel cuore quando predicano.

 

b) La solitudine del servitore fedele

Elia si sente solo (1 Re 19:10). È la solitudine di molti responsabili oggi: non esiste una chiesa perfetta, e chi vuole rimanere fedele spesso si sente isolato.

Ma Dio dice: “Ho lasciato in Israele settemila uomini che non hanno piegato le ginocchia davanti a Baal” (1 Re 19:18).

Il rimanente esiste. È piccolo, ma reale. È nascosto, ma vivo.

 

Conclusione: conforto per il rimanente

Non importa la quantità. Dio conosce il numero dei Suoi. Conosce coloro che non hanno piegato le ginocchia davanti a Baal. Conosce il rimanente che, a Dio piacendo, farà parte della Chiesa rapita e preservata dalla tribolazione (1 Tessalonicesi 4:16–17; Apocalisse 3:10).

Il cammino di Elia nel deserto — sostenuto da cibo celeste, distaccato dal mondo, guidato dalla voce sottile — può essere visto come un’ombra della via del rimanente: un popolo che attraversa la notte, che non si lascia sedurre, che attende il ritorno del Signore.

E quando Cristo verrà nella Sua gloria, distruggerà ogni falso profeta, ogni anticristo, ogni inganno (Apocalisse 19:11–21).

Il rimanente sarà raccolto, custodito, consolato. E la potenza di Dio, che oggi sembra nascosta, si manifesterà in tutta la sua gloria.


(continua in https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/01/la-famiglia-e-il-singolo-credente-negli.html)


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