Dal Santuario alla Luce: Il Viaggio verso la Gerusalemme Celeste - Seconda parte

di Renzo Ronca – 17-4-25

 Dal punto di vista cristiano, tenendo presente la Fig.2 qui sotto, che già vedemmo la volta precedente, potremmo dire che il percorso dell’uomo, secondo il piano di Dio, dal sacrificio cruento dell’AT si evolve, e con la comprensione del sacrificio di Cristo, diventa spiritualizzato.

Questo non vuol dire che tutto è un simbolo una immagine teorica, al contrario, la Legge era insita in Gesù Cristo – seme di resurrezione - che come giudeo la rispettava e non ha mai inteso cambiarla,[1] ma ha aperto il significato della Legge da un punto divista più ampio ed elevato; l’ha portata a compimento una volta per sempre con il Suo sacrificio. Noi cristiani non possiamo tornare all’olocausto verso degli animali che dovremmo uccidere; siamo passati ad un nuova difficile maturità, che in modo semplicistico potremmo definire “stato intermedio”.  

 Esempio del baricentro

Per comprendere meglio credo sia bene riprendere quanto detto inserendo l’esempio del “baricentro”:

Il cammino progressivo dell’Uomo cristiano può essere visto come un viaggio spirituale, simile allo spostamento di un baricentro interno. In principio, nell’Antico Testamento, l’uomo viveva guidato dall’istinto, legato alla materialità e spesso immerso in azioni cruente, con poca consapevolezza spirituale. Il suo rapporto con Dio era mediato da riti e sacrifici, segni di una religiosità ancora imperfetta.

Con il primo avvento di Gesù Cristo, avviene una svolta cruciale: l’uomo comprende che il vero tempio di Dio non è più un luogo fisico, ma il suo stesso corpo, la sua stessa esistenza. Cristo svela la chiave per entrare in una nuova dimensione di fede, dove la comunione con Dio non dipende più dai sacrifici materiali, ma dal rinnovamento interiore.

Da quel momento, il baricentro spirituale continua a muoversi verso l’unità con Dio. Lo spirito umano percepisce già la presenza divina attraverso Cristo, ma il corpo rimane legato alle leggi terrene, simbolo dell’ultima fase di transizione. Possiamo paragonare questo periodo all’altare dei profumi nel santuario di Mosè: il profumo della santificazione, della consacrazione e della preghiera si innalza verso il Luogo Santissimo, dove risiede la gloria di Dio, eppure la realtà fisica trattiene ancora l’uomo in un mondo imperfetto.

Viviamo oggi in questa fase delicata: il nostro spirito è in Dio, ma il corpo ci ancora a una dimensione terrena destinata al dissolvimento. Eppure, l’attesa non è vana. Il momento del rapimento e del ritorno di Cristo si avvicina, e il nostro baricentro definitivo si sposterà dalla condizione carnale a quella spirituale. Saremo trasformati, assumeremo un corpo nuovo, un’identità nascosta in Cristo, uniti a Lui nella perfezione divina.

La Scrittura lo conferma con parole che risuonano come una chiamata alla perseveranza:

«Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo è seduto alla destra di Dio. Pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Poiché voi moriste, e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. Quando Cristo, la vita vostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete manifestati con lui in gloria.»  (Colossesi 3:1-4 TILC)

La nostra missione ora è resistere, rimanere fedeli, servire il Signore e il prossimo, con la certezza della gloria futura. Il cammino è difficile, ma l’approdo sarà glorioso.

 Sintesi di tutto il piano di Dio con la Gerusalemme Celeste

l cammino dell’umanità verso Dio è un progressivo avvicinamento alla Sua presenza, un percorso che si manifesta tanto nella spiritualità quanto nella struttura del divino. Questo processo può essere simboleggiato dall’evoluzione dei luoghi sacri nella rivelazione biblica, con una connessione tra l’altare dei profumi, il Luogo Santissimo e la Gerusalemme celeste.

L’altare dei profumi, di forma quadrata, rappresenta l’offerta di preghiera e santificazione, un passaggio essenziale verso la comunione con Dio. Il Luogo Santissimo, invece, è un cubo perfetto: una dimensione superiore, un quadrato che si espande nella pienezza tridimensionale, simbolo della completa presenza di Dio. Da questo modello prende forma la Gerusalemme celeste, anch’essa cubica, che discende progressivamente sulla Terra, preparando l’unione definitiva tra Dio e l’uomo.

Questa trasformazione non è improvvisa, ma segue un lento e preciso disegno divino. Sin dall’uscita dall’Eden, Dio ha accompagnato l’umanità in un percorso graduale: prima sostenendo l’uomo nei suoi primi passi, poi guidandolo attraverso le rivelazioni e la legge, fino a che la Sua presenza ha trovato dimora nei cuori dei credenti, attraverso lo spirito.

Oggi, viviamo una fase cruciale: la presenza di Dio nello spirito è sempre più forte, ma il corpo umano resta legato alla dimensione terrena. Tuttavia, ci avviciniamo al millennio, un tempo in cui la Gerusalemme celeste, secondo alcune interpretazioni, rimarrà sospesa tra cielo e terra, già preparando l’unione definitiva tra Dio e l’umanità. Dopo il millennio, la pienezza divina si manifesterà completamente: Dio, nella Sua complessità trinitaria (Padre, Figlio e Spirito Santo), porterà l’umanità nella condizione di unità assoluta con Lui.

Sarà la definitiva trasformazione, un corpo nuovo, un sistema nuovo, un mondo completamente ricreato, dove l’uomo sarà perfettamente uno con Dio nell’eternità.

 

 



[1] Matteo 5:17 «Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento.

 

Commenti