Al Mattino la Tua Parola - La Forza nella Solitudine Spirituale - Salmo 119:22-24 - N. 23
-di Renzo R. 14-7-25
In questi
versetti emerge il cuore di una fede vissuta con profondità e coerenza. Il
salmista si trova circondato dal disprezzo e dalla maldicenza dei potenti, ma
non ne è turbato: trova rifugio nella meditazione e nella fedeltà alla Parola
di Dio.
Termini ebraici chiave
Per
comprendere il peso spirituale del testo, è utile esplorare i termini
originali:
- Testimonianze – ‘edot (עֵדוֹת) Derivano da ‘ed
("testimone") e indicano le dichiarazioni divine che attestano
chi è Dio e cosa ha fatto. Sono prove viventi della Sua fedeltà, e
guidano il popolo verso la fiducia in Lui.
- Statuti – ḥuqqîm (חֻקִּים) Da ḥoq
("decreto") si riferiscono ai comandi di Dio, talvolta privi di
spiegazione razionale, ma da osservare per ubbidienza e fiducia.
Sono leggi spirituali che invitano alla consacrazione.
Attualizzazione del versetto
Ancora oggi,
chi vive secondo i valori cristiani può essere considerato “fuori posto”,
deriso o ignorato. Il cristiano che rinuncia alla competizione mondana,
che sceglie il servizio, la pazienza e la verità, spesso non è celebrato ma emarginato.
Tuttavia, questa apparente debolezza nasconde una forza interiore profonda:
quella di chi si nutre ogni mattina della Parola, e affronta il mondo con la
luce dell’eternità nel cuore.
La forza
nella solitudine spirituale
Essere
fedeli a Dio può significare rimanere in minoranza, sentirsi isolati, ma
anche pienamente consapevoli. Mentre il mondo applaude la potenza, il cristiano
medita in silenzio. Non per fuggire, ma per radicarsi. L’umiltà non è un
difetto: è la forma più pura della forza. E chi si abbandona alla Parola
diventa forte proprio perché ha scelto una verità più alta.
I veri
consiglieri della coscienza
Le
testimonianze di Dio — ciò che Egli ha istituito e comunicato — non sono parole
vuote, ma consiglieri fedeli. Nutrono la coscienza, la formano, la
correggono. Non abbiamo bisogno di rifarci al giudizio mutevole del mondo,
quando abbiamo accesso a una saggezza eterna e immutabile.
La gioia del
“nato di nuovo”
Per chi è
rinato in Cristo, le testimonianze diventano esperienze vive. La Parola non è
solo da studiare, ma da vivere e sperimentare. È Dio che consola,
rafforza e riempie ogni giorno di una gioia profonda, quella che il
mondo non può capire né sottrarre. E proprio questa gioia diventa la forza per perseverare,
anche quando la voce del mondo si fa arrogante.
Conclusione
Il salmista
ci mostra una fede che non si piega davanti al disprezzo, ma si eleva nella
meditazione. Le ‘edot e i ḥuqqîm diventano scudo e consiglio,
gioia e fondamento. Il cristiano oggi, come ieri, può essere bersaglio di
parole vuote, ma risponde con la Parola vivente. E ogni mattina, mentre
il mondo si alza per affermarsi, il servo di Dio si alza per ascoltare e
obbedire.
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