Motivi del Nostro Ripasso Estivo: No al Trascinamento, Si al Risveglio in Profondità - n.20

 -di Renzo R.   12-7-25

 Perché questo ripasso estivo non è come gli altri

C'è purtroppo una tendenza diffusa a seguire passivamente il pastore o il prete, quasi "a rimorchio". È una consuetudine che considero molto negativa, perché finisce per alimentare la pigrizia spirituale. Gesù stesso, a più riprese, chiedeva: "E voi che ne pensate?", "E voi che dite?"—segno evidente che il Signore ci invita a porci domande, a formulare riflessioni, e a uscire dalle comodità di uno stato acquisito e troppo tranquillo. (Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo...)

Ora stiamo avviando un ripasso estivo, che non seguirà una cadenza stanca o ripetitiva, ma si concentrerà con attenzione sul tema che ci siamo prefissati: gli ultimi tempi e l’escatologia. Lo faremo rivedendo gli argomenti fondamentali, ma anche approfondendoli, scavando con maggiore intensità nei significati spirituali.

Scavare sotto il consueto: il nostro ripasso comincia qui

Per rendere visibile questo approccio, abbiamo scelto un esempio agricolo concreto e visivo: il confronto tra due tipi di aratro.

 


L’aratro classico crea un solco ampio e visibile, simbolo di una comprensione generale e accessibile dei temi escatologici. È utile per orientarsi, ma resta in superficie.

Il RIP (ripper o ripuntatore) penetra in profondità senza aprire solchi laterali, come l’approccio spirituale che cerca il senso più intimo delle promesse escatologiche, scavando nel cuore senza alterarne l’essenza.

Questo disegno, accompagnato dalla spiegazione, vuole aiutare a “vedere” la differenza tra il sapere e la sapienza vissuta. Un solco non serve se non accoglie il seme—e così anche la teologia, se non è interiorizzata.

Dal solco alla promessa: un'estate per pensare

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