Corpo Terreno e Corpo Eterno – Avvio allo Studio - 2 Corinzi 5:1-9 – n. 82
-di Renzo Ronca 24-8-25
Quello che Paolo riprende per spiegarlo
meglio, cioè la nostra vita eterna in quanto redenti, era la
base della fede, e anche noi dovremmo sempre ricordarlo.
paragonare il nostro corpo terreno ad una
tenda è un esempio molto coerente. Le tende erano l’abitazione tipica dei
nomadi, e anche nel culto ebraico (come nella Festa delle Capanne, o Sukkot)
rappresentano la precarietà e la dipendenza da Dio durante il pellegrinaggio
nel deserto. La tenda è anche una immagine biblica ricorrente: l’episodio della
Trasfigurazione (Marco 9:5) dove Pietro propone di fare tre tende per Gesù,
Mosè ed Elia, mostra come la tenda fosse vista come luogo di incontro e dimora
temporanea per il sacro. Paolo usa un linguaggio semplice ma profondo: la tenda
è il corpo terreno, fragile e temporaneo.
La contrapposizione è potente. Per i
Corinzi, abituati a pensare in termini greci e materiali, questa metafora era
accessibile ma anche rivoluzionaria: il corpo non è fine a sé stesso, ma è
destinato a essere trasformato in un edificio
- Tenda (σκῆνος – skēnos): fragile, smontabile, temporanea.
Simbolo del corpo terreno, soggetto alla corruzione e alla morte. Richiama
l’esperienza nomade, il pellegrinaggio, la precarietà.
- Edificio (οἰκοδομή – oikodomē): solido, duraturo, costruito con intenzione. Ma Paolo va oltre la semplice muratura: il termine implica costruzione spirituale, opera divina, dimora eterna. Non è una casa qualunque: è un’opera celeste, non fatta da mani d’uomo.
Per i Corinzi è
anche una sfida alla filosofia greca
- I Corinzi vivevano immersi in una
cultura che spesso disprezzava il corpo, considerandolo una prigione
dell’anima (influenza della filosofia greca platonica).
- Paolo ribalta questa visione: il
corpo non è da scartare, ma da trasformare. Non si passa dal corpo
all’assenza di corpo, ma dal corpo corruttibile al corpo glorificato.
- L’“edificio eterno” è il corpo risorto, glorificato, che riceveremo alla venuta del Signore — un concetto che si collega direttamente al rapimento e alla trasformazione istantanea descritta in 1 Corinzi 15:52.
Un dettaglio
linguistico interessante
Il verbo “viene disfatta”
(καταλύεται – kataluetai) usato per la tenda, significa letteralmente
“smontare” o “sciogliere”, come si fa con una tenda da viaggio. È un verbo che
suggerisce non distruzione, ma transizione. Paolo non parla di fine, ma
di passaggio.
Questa immagine è un ottimo insegnamento
con immagini: il corpo come tenda ci ricorda che siamo pellegrini, ma
l’edificio eterno ci assicura che la destinazione è certa.
Commenti
Posta un commento