Appartenenza a Dio Non per Diritto di Genealogia - Riflessione in Pillole Parte 3 - n. 120
-di Renzo Ronca - 15-8-25
[Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/09/pensare-liberamente-ma-con-lo-sguardo.html ]
Matteo 3:9 (e Luca 3:8) riportano queste parole: “Non pensate di dire dentro di voi: ‘Abbiamo Abramo per padre’; perché io vi dico che Dio può far sorgere dei figli ad Abramo anche dalle pietre”.
E' una espressione forte del profeta
Giovanni Battista che non aveva paura di dire la verità. Non c'è da meravigliarsi
se allora, come oggi, non viene dai giudei non viene riconosciuto. Il potere lo decapitò,
cioè eliminò la sua 'testa', cioè i suoi principi morali e di fede.[1]
La fede in Dio finché saremo terreni, come nel santuario di Mosè, è protetta da un recinto, per separare il sacro dal profano. Quelli che non vogliono riconoscere il Signore, identificandosi con Satana che è stato omicida dall'inzio (Giov. 8:43), quando vengono scoperti nei loro peccati, uccidono, eliminano chi dice la verità. O almeno ci provano, perché non finisce lì: Dio non li lascerà impuniti. [2]
Significato spirituale: Giovanni sta parlando ai farisei e sadducei che si ritenevano giusti per discendenza, non per conversione. Il messaggio è chiaro: l’appartenenza al popolo di Dio non è un diritto etnico, ma una risposta del cuore. Dio non è vincolato alla genealogia; può suscitare figli anche dalle pietre—cioè da ciò che è considerato morto, inerte, escluso. È lo Spirito Santo che rende vivi, che trasforma pietre in cuori pulsanti, che chiama ogni uomo alla libertà della scelta consapevole tramite una ‘nuova nascita’ interiore spirituale (racconto di Nicodemo in Giov.3:1-21).
(Continua)
[1] Questo episodio è un drammatico esempio di come il potere (Erode Antipa), l’orgoglio e l’incoscienza possano soffocare la voce della verità. Giovanni non fu ucciso per un crimine, ma per aver detto la verità con coraggio (secondo la legge mosaica Erode Antipa aveva commesso incesto (Levitico 18:16) . Erode anche se ascoltava volentieri Giovanni Battista , ma non seppe difenderlo. Che lo ascoltasse volentieri è interessante: in Marco 6:20 dice: “Erode infatti temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e lo proteggeva; e quando lo udiva, rimaneva molto perplesso, eppure lo ascoltava volentieri.” È un versetto sorprendente: Erode, pur vivendo nel peccato e sotto l’influenza di Erodiade, riconosceva in Giovanni una voce autentica. Lo ascoltava volentieri, ma non sapeva decidersi. Rimaneva perplesso, come chi è attratto dalla verità ma non vuole lasciarsi convertire. Questo può diventare una riflessione potente: la libertà di pensiero non basta se non è accompagnata dal coraggio della scelta. Erode pensava, ascoltava, ma non agiva. E alla fine, per debolezza e orgoglio, soffocò la voce che lo chiamava alla verità.
[2] Apocalisse
20:12 (NR) “E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono.
Furono aperti dei libri; e fu aperto anche un altro libro, che è il libro della
vita. I morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro
opere.
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