La Pietra Scartata e il Coraggio che Viene dallo Spirito - Breve Studio su Atti 4:1-22 - n. 136

-di Renzo Ronca  26-9-25 


Studio su Atti 4:1–22

1. Contesto: un annuncio che disturba il potere

Pietro e Giovanni vengono arrestati mentre parlano al popolo. Il motivo? Annunciano la resurrezione dai morti in Gesù — una dottrina che i sadducei rifiutano radicalmente. I due apostoli  trasmettono un insegnamento che non è solo teologico: è sovversivo, perché afferma che il Crocifisso è stato risuscitato da Dio, e che in Lui c’è salvezza.

Il potere religioso reagisce con forza: sacerdoti, sadducei, il comandante del tempio, il sinedrio, il sommo sacerdote Anna, Caiafa, Giovanni, Alessandro… undici figure o gruppi in opposizione. È una coalizione contro la verità.

 

2. Pietro, pieno di Spirito Santo, parla con franchezza

“Nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo.” (Atti 4:10)

Pietro non si nasconde. Non edulcora. Non cerca compromessi. Dice “voi lo avete crocifisso”. È la stessa bocca che, pochi giorni prima, aveva rinnegato il Maestro. Ora è piena di Spirito Santo (v.8), e parla con franchezza (v.13). La trasformazione è evidente: il timore è stato vinto dalla potenza dello Spirito.

Questa franchezza non è arroganza, ma fedeltà alla verità. Pietro non accusa per condannare, ma per testimoniare. Il miracolo della guarigione è segno visibile della resurrezione invisibile. Il Cristo che loro hanno scartato è vivente.

 

3. La pietra scartata è diventata testata d’angolo

“Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d’angolo.” (Atti 4:11)

Il versetto è una citazione di Salmo 118:22, ma assume qui una forza profetica nuova. I “costruttori” — cioè i capi religiosi — hanno scartato Gesù. Non lo hanno riconosciuto. Lo hanno ritenuto inadatto, scomodo, inutile. Ma Dio lo ha elevato a pietra angolare: su di Lui poggia la nuova costruzione, la Chiesa, il popolo redento.

Questa pietra è pietra d’inciampo per chi non crede (cf. 1 Pietro 2:8), ma fondamento per chi si affida. È il punto di rottura e di ricostruzione. Pietro, che un tempo inciampava, ora poggia su quella pietra e ne proclama la solidità.

 

4. Il coraggio che trasforma: opera dello Spirito

La franchezza di Pietro non è frutto di carattere, ma di trasformazione spirituale. Lo Spirito Santo lo ha riempito, lo ha reso capace di parlare, di affrontare il sinedrio, di non tacere. Questo è il cuore del cambiamento: non una forza umana, ma una potenza divina.

“Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato.” (Atti 4:20)

Il cristiano non è chiamato a essere provocatore, ma testimone. E quando lo Spirito lo riempie, la testimonianza diventa inevitabile. Non si può tacere ciò che si è visto. Non si può nascondere ciò che ha trasformato la vita.

 

5. Applicazione: vivere oggi su quella pietra

  • La pietra scartata è ancora oggi rifiutata da molti: la cultura, la religione formale, il pensiero razionalista. Ma chi crede poggia su di essa.
  • Il coraggio di Pietro è disponibile anche oggi: lo Spirito Santo non è cambiato, e trasforma ancora i timidi in testimoni.
  • La franchezza nella verità è necessaria: non per condannare, ma per indicare la via.
  • La salvezza è solo in Cristo (v.12): non c’è altro nome, altra via, altra pietra.

Nota teologica L’espressione di Matteo 16:18 — “su questa pietra edificherò la mia chiesa” — è stata interpretata in modi diversi nel corso della storia. La tradizione cattolica ha visto in essa l’istituzione del primato di Pietro, fondamento del papato. La lettura protestante, pur riconoscendo il ruolo significativo di Pietro, ritiene che la “pietra” si riferisca non alla persona dell’apostolo, ma alla confessione di fede che egli ha appena pronunciato: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (v.16). In questa prospettiva, la Chiesa è edificata su Cristo, non su un uomo, e ogni credente che confessa questa verità partecipa alla costruzione spirituale. Questa interpretazione non intende negare il valore di Pietro, ma ricollocarlo nel contesto della fede condivisa, evitando derive istituzionali che non trovano fondamento esplicito nel testo.






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