La Via del Messaggero dal Carro di Ezechiele al Giudizio del Re - Riflessione in Pillole - n. 104
-di Renzo Ronca 5-9-25
Stavo leggendo Ezechiele 1 e Malachia 3.
Anche negli scritti di Ezechiele, sacerdote e profeta di grande rilievo, non
sempre è semplice distinguere tra ciò che è reale e ciò che è simbolico.
Tuttavia, questa distinzione è secondaria, perché ciò che davvero conta è il
significato profondo, capace di abbracciare e superare sia la realtà che il
simbolo.
Il “carro” che appare a Ezechiele è
interpretato, in modo condivisibile da MacArthur, come una maestosa “macchina
del giudizio” di Dio. Egli, servendosi dei Suoi angeli più fedeli—probabilmente
i serafini—manifesterà la Sua potenza (simbolizzata dal leone) e la Sua
rapidità nell’eseguire la volontà divina (rappresentata dalle quattro ali), per
compiere il primo giudizio nel tempio millenario, rivolto al Suo popolo e alle
nazioni.
Questo compimento avverrà pienamente nel “Tempio di Ezechiele”, ancora da edificare. Lo si deduce anche da Malachia 3:1: "«Ecco, io vi mando il mio messaggero, che preparerà la via davanti a me; e subito il Signore, che voi cercate, l'Angelo del patto, che voi desiderate, entrerà nel suo tempio. Ecco, egli viene», dice il SIGNORE degli eserciti".
Nel primo avvento, Gesù Messia,
preannunciato dal “mio messaggero” Giovanni Battista, entra nel tempio e ne
scaccia i mercanti. Si tratta di un adempimento parziale della profezia, che
troverà piena realizzazione nel secondo avvento. Allora, Gesù, come Re nel
Millennio, entrerà con la Sua gloria nel tempio di Ezechiele e lì distribuirà
ricompense ai fedeli e giudizio a coloro che non hanno mantenuto il patto.
Conclusione
Ringraziamo il Signore che, come Suoi
discepoli, ci concede il privilegio di “preparare la strada” al Suo ritorno,
annunciando e illuminando le profezie. Questa comprensione ci è resa possibile
grazie al lavoro di profeti e studiosi che ci hanno preceduti, e noi, con umiltà,
ne raccogliamo l’eredità:
«Io vi ho mandati a mietere là dove voi
non avete faticato; altri hanno faticato, e voi siete subentrati nella loro
fatica» (Giovanni 4:38).
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