Lasciare Spazio allo Spirito: una Riflessione Cristiana sul Dogmatismo e la Crescita Spirituale - n. 95
-di Renzo Ronca 1-9-25
Nel cuore della tradizione ebraica esiste
un libro che non è mai chiuso: il Talmud, che significa letteralmente
“studio”. Non è un testo dogmatico, ma una raccolta viva di pensieri, commenti,
discussioni tra rabbini di epoche diverse. Le opinioni divergenti non vengono
cancellate, ma convivono, lasciando spazio alla riflessione e alla crescita. È
un libro che respira, che si evolve, che accoglie il dissenso come parte del
cammino spirituale.
Questa apertura mi sembra intelligente e rispettosa verso lo Spirito di Dio e dovrebbe far riflettere anche noi cristiani. Troppo spesso ci rifugiamo in dogmi rigidi, dimenticando
che la nostra fede si fonda su una Presenza viva: lo Spirito Santo, che
“ci guiderà in tutta la verità” (Gv 16,13). Ma se la verità è viva, allora
anche la nostra comprensione deve crescere, maturare, aprirsi.
Essere cristiani non significa chiudere
il pensiero in formule, ma camminare con Dio, lasciando che lo Spirito
ci riveli, giorno dopo giorno, le profondità del suo amore. La Parola non è una
pietra scolpita, ma un seme che cresce. E ogni generazione è chiamata a
coltivarlo con discernimento, umiltà e ascolto.
Non si tratta di rinunciare alla verità,
ma di riconoscere che la verità di Dio è più grande delle nostre definizioni.
Come diceva un grande teologo: “Dio è sempre più grande” (Deus semper maior).
E se Dio è più grande, allora anche il nostro pensiero deve restare aperto,
vigilante, pronto a lasciarsi sorprendere.
Che il nostro studio, come quello del
Talmud, sia un atto di amore e di ricerca. E che il nostro cuore resti sempre
disponibile a ciò che lo Spirito vuole dire oggi alla Chiesa.
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