Tra Sacro e Profano: il Confine nel Cuore - n. 112

Riflessione sul confine tra ciò che è santo e ciò che ferisce la santità nel quotidiano partendo dal tempio di Ezechiele

-di Renzo Ronca  10-9-25

 

1. Il tempio di Ezechiele come ponte verso la Gerusalemme celeste

Il tempio descritto da Ezechiele non è solo una struttura fisica, ma una visione profetica. Le sue misure perfette, la sua simmetria e la sua funzione di separazione tra sacro e profano lo rendono un modello ideale, un ponte tra il culto terreno e la realtà eterna.

  • Il quadrato perfetto di 500 x 500 cubiti richiama la Gerusalemme celeste descritta in Apocalisse 21:16, anch’essa un cubo perfetto, simbolo di perfezione, ordine e presenza divina.
  • Il tempio di Ezechiele non ha l’arca dell’alleanza, né menziona il velo: questo suggerisce una transizione verso una realtà in cui Dio abita direttamente con il suo popolo, come in Apocalisse 21:3.

In questo senso, il tempio di Ezechiele può essere visto come una fase intermedia, un santuario millenario che anticipa la pienezza della comunione eterna.

2. Il quadrato perfetto e il muro di separazione

Il luogo santissimo nel tabernacolo di Mosè era anch’esso un cubo perfetto: 10 x 10 x 10 cubiti2. Questo schema si ripete nel tempio di Salomone (1 Re 6:20) e culmina nella Gerusalemme celeste. La perfezione geometrica è simbolo di santità assoluta.

Il muro di Ezechiele 42:20:

  • Circonda l’intero tempio, quindi è esterno, ma delimita lo spazio sacro da quello profano4.
  • Non è un muro difensivo, ma simbolico: serve a marcare la distinzione spirituale.
  • È un confine che non si attraversa con leggerezza, ma solo con consacrazione.

3. Il significato spirituale del muro nel nostro cammino

Nel nostro percorso di fede, il “muro” tra sacro e profano rappresenta:

  • La vigilanza spirituale: discernere ciò che ci avvicina a Dio da ciò che ci allontana.
  • La santificazione: separarsi dal peccato, non per superbia, ma per amore della verità.
  • La protezione del cuore: come dice Proverbi 4:23, “Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa”.

Il profano non è solo ciò che è “mondano”, ma ciò che resiste alla santità, ciò che offende la gloria di Dio.

4. Il tradimento del profano nei contenuti digitali

E’ un’esperienza che molti vivono: l’apparente leggerezza di certi contenuti digitali che, all’improvviso, diventano veicolo di blasfemia. Quel tipo di piattaforma, che ospita brevi video e scenette, è un aggregatore di contenuti multimediali, spesso generati dagli utenti stessi.

Il problema non è solo la bestemmia, ma la sua irruzione improvvisa, che trafigge il cuore quando meno te lo aspetti. Questo è il profano che viola il sacro, che aggira il muro.

5. Come custodire il muro oggi?

  • Discernimento digitale: non tutto ciò che è divertente è innocuo.
  • Sobrietà visiva: scegliere con cura ciò che si guarda.
  • Preghiera preventiva: chiedere a Dio di proteggere i nostri sensi e pensieri.

La bestemmia è ignominia: è un attacco diretto alla santità di Dio. E quando ci colpisce, ci ricorda quanto sia urgente ristabilire il confine, non per paura, ma per amore del Santo.

1www.esegesidellescritture.it2studioteologico.altervista.org3noitipreghiamo.com4www.bibliaplus.org


Commenti