APOCALISSE 17:1-7 - Babilonia la Grande Prostituta sulla Bestia - n. 170
-di Renzo Ronca 25-10-25 [Tratto dal mio libro PDF “Apocalisse” consultabile liberamente on line https://drive.google.com/file/d/1RUO4hu4IT_SUKf8pFnu6aUwcA6bUPuKo/view?usp=drive_link ]
Ap. 17:1 … «Vieni,
ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi
acque. 2 Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli
abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione».
L’angelo, come
prendendo da parte Giovanni (e tutti noi che osserviamo coi suoi occhi), approfondisce
un argomento di cui Giovanni aveva già sentito parlare prima. Abbiamo già
incontrato in Ap. 13, due bestie; una saliva dal mare (Anticristo). L’angelo
gli dice che ha intenzione di mostrargli la condanna della grande prostituta
che siede presso le grandi acque cioè, che è in una perversa relazione con
questa bestia, come vedremo tra poco.
Nel linguaggio
biblico la vergine simboleggia il popolo di Dio fedele, la Chiesa fedele casta
e pura. La prostituta rappresenta l’infedeltà religiosa, l’unione con gli
idoli. Qui siamo di fronte ad un sistema religioso idolatrico che si è unito
alla bestia che cavalca, cioè una falsa religione cristiana unita al
sistema politico mondiale governato dall’Anticristo.[1]
Ap. 17:2 Con lei [cioè la grande
prostituta] si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della
terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione». Non solo i
capi delle nazioni, ma anche i popoli delle nazioni si sono uniti con questa
prostituta.
Fin qui è come
se l’angelo avesse esposto solo il titolo generico di quanto farà vedere a
Giovanni nel dettaglio, cioè l’identificazione e lo svolgimento della condanna
di questa donna-prostituta.
Ap. 17:3 L'angelo
mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia
scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e dieci corna.
Viene in mente quando lo stesso Gesù fu trasportato nel deserto per
affrontare Satana (Lc 4:1-13) solo che qui, venendo da Dio, ha una funzione
rivelatrice. Il deserto è un territorio privo di tutto, difficile, in cui ci
manca tutto, però è anche vero che è nel deserto che la voce di Dio si sente
senza distrazioni e possiamo essere concentrati.
Come in una
sequenza da lontano in progressivo avvicinamento, Giovanni vede una donna
seduta su una bestia scarlatta (rosso forse per il sangue ma anche per
lo sfarzo del potere), la quale bestia aveva dei nomi-bestemmie, sette teste e
dieci corna. Dice il Donges: «Questa bestia, come già sappiamo, è l’impero
romano futuro.[2] […] Roma porterà la “donna” e
si lascerà guidare dalla “donna”. Le sette teste (come vedremo al v.9) sono
anche sette colli, come appunto Roma».
Mi pare
interessante riflettere su questo “portare”. Si tratta dell’unione di due
personaggi distinti, entrambi molto forti, che hanno una specie di attaccamento
unico: da una parte il sistema politico del nuovo impero “romano” (la bestia),
e dall’altra il sistema religioso corrotto che agisce sulle coscienze (la
donna).[3]
Può sorgere una
domanda: se la bestia “porta” la donna che gli è seduta sopra, e se la donna
“cavalca” la bestia, chi è che “guida” tra i due?
In un primo momento
(probabilmente la prima parte del periodo di tribolazione), quella che
guida è la donna che” cavalca” la bestia. Cioè è un potere nascosto
ambiguo che si appoggia a contenuti religiosi che, lavorando con intrighi nelle
coscienze per influenzarle, condiziona e conduce anche il potere politico
economico mondiale. In fondo il cinico potere è un interesse comune tra la
donna che cavalca e la bestia, e tutto sommato conviene alla bestia lasciar
fare. In questa prima parte dunque chi conduce veramente le nazioni è la
“grande meretrice”.
Ma subito dopo (probabilmente
la seconda parte del periodo di tribolazione), come vedremo più avanti,
in modo sorprendente sarà la bestia che disarcionerà la prostituta e “ne
mangerà le carni”.
Per ora si ha
così, a mio modo di vedere, una identificazione unica tra la prostituta Babilonia il Falso profeta e
la Bestia Anticristo che muove gli eserciti. Difficili da distinguersi l’uno
dall’altro. Una specie di simbiosi, una “turpe alleanza”
come dice qualche studioso.
Ap. 17:4 La donna
era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna d'oro, di pietre preziose e di
perle, teneva in mano una coppa d'oro, colma degli abomini e delle immondezze
della sua prostituzione.
La descrizione
di questo versetto è abbastanza normale per una prostituta: abiti sgargianti
vistosi, pietre preziose, perle, oro, ricchezze esteriori e grande lusso. La
coppa d’oro però, dove sono ‘le immondezze della sua prostituzione’ potrebbe
alludere oltre al calice dei festini, anche al calice della falsa chiesa, che
offre la parodia del sacrificio di Cristo dell’ultima cena.
Ap. 17:5 Sulla
fronte aveva scritto un nome misterioso: «Babilonia la grande, la madre delle
prostitute e degli abomini della terra».
Pare che al
tempo dei romani molte prostitute avessero “una specie di bandana sulla fronte
con scritto sopra il loro nome” (Samuele Negri); in questo caso un triplice
nome: Babilonia la grande, madre delle prostitute, madre degli abomini sulla
terra, esprime una identità complicata e misteriosa che investe tutto il mondo
di prostituzione.
Ap. 17:6 E vidi
che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di
Gesù. Al vederla, fui preso da grande stupore.
‘L’ebbrezza’ in
italiano apre molto bene l’immagine su uno stato particolare non dovuto solo
all’alcool o a sostanze stupefacenti, ma anche allo “stato di esaltazione e
stordimento provocato da un piacere molto intenso” (Trecc.). Questa prostituta era
ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. È qui che
probabilmente Giovanni ha di lei una netta percezione. È probabile che ne veda
la sua azione non solo in una visione disegnata e piatta, ma come accade nelle
sue visioni celesti, anche nella sua estensione temporale; vedeva la forma
reale di questa anti-chiesa ma anche gli atti da lei commessi nel passato e nel
futuro. Era talmente inverosimile la scoperta della sua diabolica
ignominia che Giovanni rimane prima di tutto ‘preso da grande stupore’.
Lo sarebbe
anche un credente qualsiasi che scoprisse i lineamenti di una satanica creatura
in ciò che considerava tradizionalmente santo.
Giovanni restò
sbalordito, impietrito; per questo l’angelo che lo guidava aggiunse:
Ap. 17:7 Ma
l'angelo mi disse: «Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna
e della bestia che la porta, con sette teste e dieci corna.
Ed ecco che
come all'inizio, come in una ripresa cinematografica che ingrandisce l'oggetto
inquadrato, l'angelo riprende anche qui l'avvicinamento su questo simbolo
per spiegarlo in modo ancora chiaro.
[1] Nota esegetica La presente
interpretazione segue una prospettiva evangelica di orientamento profetico, in
linea con la lettura simbolica che identifica la “grande prostituta” come un
sistema religioso infedele, apparentemente cristiano, ma corrotto e alleato con
il potere politico dell’Anticristo. Altre tradizioni cristiane, come quella
cattolica e ortodossa, tendono a interpretare Babilonia in modo diverso,
talvolta come simbolo generico del male, della mondanità o dell’oppressione
imperiale (es. Roma pagana), senza necessariamente identificarla con una realtà
religiosa specifica. Questa nota non intende giudicare tali posizioni, ma solo
chiarire il contesto interpretativo da cui si sviluppa la presente riflessione.
[2] “Impero romano futuro” Sull’identificazione letterale o simbolica di
questo parleremo più avanti. Per ora pensiamo come a una grande potenza
militare irresistibile ed implacabile simile a quella romana, che tornerà a
manifestarsi negli ultimi tempi.
[3] Nota di aggiornamento – (24-10-25) A
causa degli eventi recenti che coinvolgono l’attività bellica dello Stato di
Israele, sostenuto dagli Stati Uniti, contro la Siria, l’Iran e il Libano, e in
particolare per la distruzione sistematica — anche mediante affamamento — dei
civili palestinesi nella Striscia di Gaza, nonché per le operazioni militari e
le violenze crescenti nella Cisgiordania occupata, alcuni studiosi stanno rivedendo le prospettive escatologiche. Tali revisioni includono nuove ipotesi
interpretative sui simboli profetici dell’Apocalisse, con particolare
attenzione al ruolo di Babilonia, alla bestia, e alla prostituta come simboli
di potere religioso, politico e commerciale corrotto. Quando parliamo di
“sistema religioso corrotto” ad esempio, è probabile che questa dicitura possa
adattarsi alle religioni in genere e non solo quella cristiana. [Diverse riflessioni in merito sono nel mio
BLOG https://ritornocristiano.blogspot.com/ ]
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