Davide e Salomone: il Passaggio Profetico Visto nei Tempi Attuali - n. 173

 -di Renzo Ronca  27-10-25


Riflessione sul cambiamento di epoca, sulla giustizia armoniosa, e sull’avvento del Re eterno

1. Il passaggio di consegne: Davide e Salomone

“Si avvicinava per Davide il giorno della morte, ed egli diede questi ordini a Salomone suo figlio: «Io m'incammino per la via di tutti gli abitanti della terra; fortìficati e compòrtati da uomo! Osserva quello che il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha comandato di osservare, camminando nelle sue vie e mettendo in pratica le sue leggi, i suoi comandamenti, i suoi precetti, i suoi insegnamenti, come sta scritto nella legge di Mosè, perché tu riesca in tutto ciò che farai e dovunque tu ti volga, e affinché il SIGNORE adempia la parola da lui pronunciata a mio riguardo quando disse: "Se i tuoi figli veglieranno sulla loro condotta camminando davanti a me con fedeltà, con tutto il cuore e con tutta l'anima loro, non ti mancherà mai qualcuno che sieda sul trono d'Israele"».” (1 Re 2:1–4)

Davide, il diletto, l’amato, l’uomo secondo il cuore di Dio, giunge al termine del suo cammino. La sua vita è stata segnata da battaglie, da sangue versato, da conquiste e cadute. Pur essendo scelto da Dio, non gli fu concesso di costruire il tempio, perché le sue mani erano macchiate di guerra. Il suo nome, però, resta come figura dell’amore che sceglie, dell’uomo che canta, che si pente, che cerca Dio con tutto il cuore.

A lui succede Salomone, il pacifico, il sereno, il figlio della promessa. A lui è affidato il compito di realizzare ciò che Davide aveva solo desiderato: il tempio, la dimora visibile della presenza di Dio. Salomone rappresenta la giustizia armoniosa, l’ordine spirituale, la sapienza che costruisce.

Questo passaggio non è solo storico, ma profetico: – Davide rappresenta il sistema antico, il giudaismo segnato dalla legge e dal sangue – Salomone anticipa il regno di pace, la figura del Messia, sacerdote eterno secondo l’ordine di Melchisedek.

2. Il cantiere nascosto: l’autostrada della grazia

Oggi, in questo tempo di transizione, è come se una grande autostrada spirituale stesse per essere completata. Dal sottosuolo, in luoghi nascosti, molti lavorano senza essere visti: sono operai della grazia, strumenti del progetto di Dio. Sopra, sulla superficie, alcuni osservano, ma non comprendono pienamente. Eppure, ci sono punti di contatto: aperture nel terreno, dove si può vedere con meraviglia il procedere dell’opera.

C’è armonia tra le persone di sopra e quelle di sotto: – I bambini giocano sulla superficie, in equilibrio sopra i lavori – Gli uomini lavorano nel profondo, mossi da una chiamata invisibile – Il progetto è unitario, anche se i livelli sono diversi

Questa immagine è simbolica: – Le persone “di sopra” rappresentano la dimensione visibile della fede, la testimonianza, la comunità – Le persone “di sotto” rappresentano la profondità interiore, la preghiera nascosta, la sofferenza redenta – I bambini sono figura dell’innocenza custodita, della fiducia che Dio protegge anche mentre costruisce

3. La chiesa di Filadelfia: il progetto in preparazione

Questo progetto di pace, che si sta costruendo nel profondo, è figura della chiesa di Filadelfia: – Una comunità fedele, piccola ma perseverante – Una chiesa che non ha rinnegato il nome del Signore, e che ha custodito la Parola – Un seme di armonia che si realizzerà pienamente molto più avanti, nel tempo stabilito da Dio

“Tu hai poca forza, eppure hai serbato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome.” (Apocalisse 3:8)

Filadelfia è la chiesa che sarà preservata, perché ha seguito le indicazioni di Davide e di Dio: – Camminare con tutto il cuore – Osservare i comandamenti – Vegliare sulla propria condotta

“Se i tuoi figli veglieranno sulla loro condotta camminando davanti a me con fedeltà, con tutto il cuore e con tutta l’anima loro…” (1 Re 2:4)

Questa fedeltà non è perfezione, ma perseveranza nella grazia. I rimanenti fedeli — quelli che non si sono compromessi — sono parte del progetto invisibile, e vivranno l’armonia perfetta che Dio ha promesso.

4. Il tempio interiore: figura del Cristo e del cristiano

Salomone, nel costruire il tempio visibile, anticipa una realtà più profonda: – Il tempio non è solo edificio, ma dimora spirituale – Non è solo pietra, ma presenza.

Quella costruzione è figura del tempio incarnato, che si realizza in Gesù uomo, Dio fatto carne, e si estende nel cristiano nato di nuovo, che è uomo terreno, ma anche tempio del Dio vivente.

“Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (1 Corinzi 3:16)

Il tempio di Salomone è preparazione simbolica: – Prepara la venuta del Cristo, vero santuario – Prefigura la chiesa spirituale, corpo vivente – Annuncia la comunione futura, senza mediazioni materiali

Così, il progetto che si costruisce oggi — visibile e invisibile — non è solo una strada, ma una dimora: – Dove Dio abita – Dove la grazia opera – Dove la pace regna

5. Il rischio del compromesso: il fallimento di Salomone

Salomone, pur iniziando nel segno della pace, cedette al sincretismo religioso. Le sue molte mogli idolatriche portarono confusione e deviazione. Il tempio costruito non bastò a preservare la purezza del culto. Questo fallimento è figura di una ideologia compromessa, troppo vicina agli interessi del mondo.

In chiave profetica, richiama la chiesa di Laodicea: – Ricca, ma tiepida – Presente, ma non rapita – Rigettata, perché non ha scelto la via stretta

“Poiché tu dici: ‘Io sono ricco, mi sono arricchito, e non ho bisogno di nulla’, e non sai che sei infelice, miserabile, povero, cieco e nudo.” (Apocalisse 3:17)

6. La bellezza del Re: il compimento finale

Ma il progetto di Dio non si ferma. La costruzione continua, e presto verrà alla luce. Il Re che Davide ha prefigurato, e che Salomone ha anticipato, è il Signore Gesù, – Re di giustizia – Sacerdote eterno – Principe della pace

“Gli occhi tuoi ammireranno il re nella sua bellezza, contempleranno il paese che si estende lontano.” (Isaia 33:17)

Questo versetto è figura del Regno millenario, ma anche della visione spirituale che ci è concessa ora: – Vedere il Re nella sua bellezza – Contemplare il disegno che si estende oltre il presente – Camminare verso la luce, mentre il cantiere si apre

Conclusione

Il passaggio da Davide a Salomone è figura di un cambiamento epocale: – Dalla guerra alla pace – Dalla legge alla grazia – Dalla costruzione visibile alla realizzazione spirituale.

Oggi siamo chiamati a fortificarci e comportarci da uomini, come Davide disse a suo figlio. A osservare i comandamenti, a camminare nelle vie del Signore, perché il progetto di Dio è in corso, e presto gli occhi nostri vedranno il Re, non solo nella bellezza della sua gloria, ma nella pace che regna per sempre.

Lode a gloria al Signore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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