Dieci Comandamenti Biblici Ragionati: Rivelazione Patto e Profezia - Sintesi - n. 176
-di Renzo Ronca 29-10-25
[Questa è una estrema sintesi di un libro di duecento pagine in PDF che avevo scritto nel 2019].
Il nostro desiderio è ragionare — come
cristiani — sui Dieci Comandamenti biblici come base iniziale per raggiungere
la grazia. Cerchiamo una pienezza spirituale ed escatologica alla luce del
Nuovo Testamento, che consideriamo la prosecuzione dell’Antico Testamento.
Eviteremo tre eccessi:
1.
Il
giudaismo farisaico che rischia di idolatrare la legge
2.
Il
cristianesimo superficiale che la ignora
3.
Le versioni
ibride che la modificano arbitrariamente
Useremo Esodo 20:2–17 e Deuteronomio
5:6–21 come testi di riferimento, esaminando ogni comandamento alla luce della
rivelazione in Cristo e della prospettiva degli ultimi tempi.
“Esaminate ogni
cosa e ritenete il bene.” (1
Tessalonicesi 5:21)
Le Due Tavole
scritte con il dito di Dio
“Tavole di pietra,
scritte con il dito di Dio.” (Esodo 31:18; Deuteronomio 9:10)
Il “dito di Dio” rappresenta l’intervento
diretto e sovrano dello Spirito. La legge morale, scritta da Dio stesso, è
immutabile, eterna, e sarà il criterio del giudizio finale. Il Nuovo Testamento
lo conferma:
– Apocalisse 20:12 – Romani 2:6
– 2 Corinzi 5:10 – Matteo 16:27
Contesto del Patto:
Esodo 19–20
Dio si rivela al Suo popolo in un
incontro solenne e tremendo. Il monte Sinai fumava, la tromba suonava, il
popolo tremava. Ma Dio parlava con voce paterna:
“Io sono il
SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla casa di schiavitù.”
Il decalogo è un dono, non un peso. È la
base del patto, la guida per la santificazione, e il fondamento della giustizia
eterna. Prima di ricevere la grazia, dobbiamo riconoscere il peccato. E la
legge lo evidenzia.
Prima Parte: Amore
verso Dio (Comandamenti 1–4)
1. Non avere altri
dèi oltre a me
Dio si presenta come unico, personale,
liberatore. L’uomo, orfano spirituale dopo la caduta, tende a cercare padri
sostitutivi. Da qui nascono gli idoli. Il primo comandamento ci richiama alla
paternità perduta e ci invita a riconoscere l’unico vero Dio.
2. Non farti
scultura né immagine alcuna
Il secondo comandamento vieta l’idolatria
visiva e cultuale. La distinzione tra “adorazione” e “venerazione” è spesso un
artificio linguistico. Pregare o inginocchiarsi davanti a una creatura, anche
se chiamata “santa”, è una forma di culto non permessa.
“Adora il Signore
Dio tuo e a lui solo rendi il culto.” (Matteo 4:10)
La rimozione di questo comandamento ha
aperto la porta allo spiritismo, all’idolatria e alla confusione spirituale.
3. Non pronunciare
il nome di Dio invano
Non si tratta solo di bestemmia, ma di
ogni uso frivolo, falso o manipolatorio del Nome.
“Non alzerai il
nome di Yhvh, Dio tuo, per una falsità.”
In Apocalisse 16:9, gli uomini
bestemmiano Dio e non si ravvedono. Il Nome è santo, e chi lo invoca deve farlo
con timore e verità.
4. Ricòrdati del
giorno del riposo per santificarlo
Il sabato è una finestra sull’eternità.
Non è solo un giorno, ma un tempo “diverso”, un’anticipazione del Regno. – È il
tempo della contemplazione – È il segno della santificazione – È la
preparazione al rapimento
“Rimane dunque un
riposo sabatico per il popolo di Dio.” (Ebrei 4:9)
Transizione: Il
Quinto Comandamento
“Onora tuo padre e
tua madre.”
Questo comandamento è ponte tra le due
tavole. Onorare i genitori è onorare Dio Padre. Il declino della famiglia negli
ultimi tempi (consumismo, ideologie, dissoluzione del matrimonio) è un segno
profetico. Solo la “nascita di nuovo” può guarire le ferite dell’orfanezza
spirituale.
Seconda Parte:
Amore verso il Prossimo (Comandamenti 6–10)
6. Non assassinare
La vita è sacra perché porta l’immagine
di Dio. Satana è omicida fin dal principio e oggi spinge l’uomo alla
disperazione e al suicidio. Solo Dio ha autorità sulla vita e sulla morte.
7. Non commettere
adulterio
L’adulterio è tradimento del patto, come
l’idolatria. Il verbo ebraico è lo stesso. Gesù alza lo standard: anche il
desiderio è adulterio nel cuore.
8. Non rubare
Il furto nasce dal desiderio di Lucifero
di usurpare Dio. Tutto appartiene a Dio. Il furto di esseri umani (schiavitù) è
condannato. Solo Dio può “rapire” le anime nel giorno del rapimento.
9. Non attestare il
falso
La verità è fondamento della giustizia.
La reticenza è colpevole quanto la menzogna. Il “prossimo” è ogni essere umano,
secondo l’insegnamento di Cristo.
10. Non concupire
Questo comandamento va alla radice del
peccato: il desiderio disordinato. La concupiscenza è la molla che genera
adulterio, furto, omicidio. Solo un cuore trasformato può essere libero.
Conclusione: Verso
l’Eternità
I Dieci Comandamenti non sono stati
aboliti, ma compiuti in Cristo. Essi rivelano il peccato, preparano alla
grazia, e saranno il metro del giudizio. La santificazione è un processo
continuo, alimentato dalla Parola e dallo Spirito. Chi accoglie i comandamenti
nel cuore, si prepara all’incontro con il Signore nel rapimento e all’ingresso
nell’eternità.
“Beati quelli che
lavano le loro vesti per avere diritto all’albero della vita.” (Apocalisse 22:14)
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