Riflessione il Luogo dell’Armonia - n. 172
-di Renzo Ronca - 26-10-25
Immaginiamo un luogo fuori dalla terra,
non in senso geografico ma spirituale: uno spazio dove le anime dimorano in
pace, dove amici, parenti e bambini piccoli vivono insieme in armonia. Si
parla, si canta, si ricordano le traduzioni migliori delle canzoni dei tempi
andati. Ogni voce ha il suo timbro, ogni memoria la sua luce. È bello stare
insieme, come dice il salmo:
“Ecco quanto è buono e quanto è piacevole
che i fratelli dimorino insieme nell’unità.” (Salmo 133:1)
In questo luogo non ci sono solo i nostri
fratelli nella fede, ma anche stranieri — come i rifugiati di oggi — che
portano con sé le loro musiche, le loro lingue, le loro storie. Non c’è
conflitto, ma convergenza. Guardando le immagini della loro storia religiosa,
si scopre che il loro Dio è confluito nel nostro Dio. Non per
imposizione, ma per attrazione. Essi sono attratti dai nostri “vestiti”: non
quelli di stoffa, ma quelli spirituali — la personalità, il comportamento, il
rivestimento protettivo che Dio ha dato ad Adamo ed Eva dopo la caduta. Quel
rivestimento è ancora attivo: è la grazia che copre la vergogna, la giustizia
che protegge la fragilità.
In questo luogo, la musica è linguaggio
comune. I salmi — che erano tutti in musica — tornano a essere ponte tra le
anime, non solo tra le culture. La convivenza è possibile perché la
riconciliazione è avvenuta: non solo tra popoli, ma tra l’uomo e Dio.
E allora, da questo luogo immaginato,
possiamo trarre tre considerazioni fondamentali, tratte dal Vangelo:
1.
A Dio
appartiene il regno, la potenza e la gloria in eterno (Matteo 6:13 ND) – Non siamo noi a
costruire il regno, ma a riceverlo. – La gloria non è nostra, ma Sua. – La
potenza non è dominio, ma servizio.
2.
Se
perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a
voi (Matteo 6:14)
– La riconciliazione con Dio si manifesta nella riconciliazione con il
prossimo. – Il perdono è il segno che la grazia ha toccato il cuore. – Chi
perdona, ha già ricevuto.
3.
Fatevi
tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non
scassinano né rubano (Matteo
6:19) – Il vero tesoro non è il successo, ma la comunione. – Non ciò che si
accumula, ma ciò che si dona. – Non ciò che si afferra, ma ciò che si riceve.
Questo luogo fuori dalla terra è una
figura della vita eterna, ma anche una chiamata per la vita presente.
Ogni giorno può essere un passo verso quella armonia, se scegliamo di vivere rivestiti
di Cristo, riconciliati con Dio, e aperti all’altro.
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