1 Pietro 1:13 La Piena Speranza - Commento più Approfondito - n. 204
di Renzo Ronca 17-11-25
1 Pietro 1:13
“Perciò, avendo cinti i fianchi della vostra mente, e stando sobrî, abbiate piena speranza nella grazia che vi sarà recata nella rivelazione di Gesù Cristo;” (Riveduta – Luzzi)
Perciò,
Anche se noi stiamo ingrandendo un unico versetto, dovremmo sempre aver letto prima e compreso sufficientemente il ragionamento intero di Pietro, soprattutto nella parte precedente.
Riassunto vv. 1-12 Il concetto di “salvezza”, parola che usiamo sempre, in realtà è molto difficile. I profeti e persino gli angeli, meravigliati da come Dio la realizzava, hanno cercato di investigarla nel corso dei secoli. Noi oggi, anche se non la comprendiamo appieno nei particolari, tuttavia per fede immeritata in Dio incarnato a cui va ogni gloria ed ogni merito, possiamo gioire di questa sublime meraviglia destinata a coloro che credono in Lui. Quindi nella parte precedente Pietro parla della centralità di Cristo Gesù e dalla salvezza.
Dopo tutto questo, si
inquadra il “perciò” del v.13.
avendo cinti i
fianchi della vostra mente (traduzione letterale dal greco),
Gli Israeliti erano un popolo
mediorientale; la maggior parte di questi popoli, per motivi tradizionali e
climatici usavano delle vesti lunghe. Questo comporta che, in caso di attività
importante e rapida, dovevano tirare su le vesti che toccano terra, in modo da agevolare
per esempio uno slancio in avanti. L’apostolo Pietro usa questa ottima metafora
e la applica alla mente. Come si tiravano le vesti attorno ai fianchi affinché
non impicciassero nella corsa, così nella mente, tra i nostri pensieri dobbiamo
evitare di lasciare quei pensieri e ragionamenti che sono di intralcio, che ci
impediscono di afferrare la centralità della grazia della salvezza per i meriti
di Cristo. Da qui comprendiamo anche
perché alcune traduzioni della Bibbia, in questo passaggio scrivono: “…dopo
aver predisposto la vostra mente all’azione,”
stando sobrî,
Come c’è una sobrietà fisica che riguarda
il corpo e i comportamenti esteriori (moderazione, temperanza, autocontrollo
evitando eccessi e dipendenze), così esiste una sobrietà spirituale cristiane, che è
vissuta come apertura a Dio, semplicità del cuore e ricerca del Regno. Questa ha come
obiettivo la comunione con Cristo, la pace interiore, la bontà, per vivere la
libertà con distacco dalla mondanità, secondo lo Spirito Santo.
abbiate piena
speranza nella grazia che vi sarà recata nella rivelazione di Gesù Cristo;
L’obiettivo è la rivelazione di Gesù
Cristo. Possiamo intenderlo su due piani: la rivelazione interiore del Signore
all’anima nostra, e la rivelazione di Gesù quando tornerà fisicamente sulla
Terra per il regno di Dio nel millennio, prima del giudizio finale.
La rivelazione
interiore avviene in un
momento particolare della nostra vita, quando il Signore vivente si rivela in
modo soprannaturale ed inspiegabile allo spirito nostro, toccando la coscienza
nostra con lo Spirito Suo. Solitamente coincide con la conversione e poi la decisione del battesimo.
Il battesimo non è altro che la consacrazione inziale di noi stessi a Dio
offrendo a Lui il meglio di noi stessi (Romani 12:1-2). E’ un punto di partenza
per un percorso che durerà tutta la vita terrena. In questa rivelazione è come
se lo spirito nostro percepisse la salvezza per grazia, e la cancellazione
della maledizione del peccato del genere umano (ereditata quando fummo mandati
fuori dal paradiso terrestre). Un qualcosa di immenso e sconvolgente che per
questo motivo si radicherà nella mente un poco alla volta. La mente infatti - cioè la
coscienza, il nostro io razionale –arriva più lentamente a rendersi conto di
quanto è avvenuto nello spirito, nel cuore compunto, nella coscienza rinnovata o “nuova nascita”.
Questo nostro slancio verso il Signore è
come una speranza sempre più realistica e potente e irrefrenabile come la passione
d’amore, l’amore di abbracciare il Signore, che lo spirito nostro ha intuito e
percepito e desidera. Questo tendere non è una speranza generica ma diventa una piena
speranza, perché l’anima nostra ha percepito la sublime gioia della Grazia,
ed è versata solo in quella amabile direzione.
(avevo raccolto molte note teologiche su
questo passo, sulle parole e i testi originali, ma alla fine ho deciso di lasciare
così, per non complicare troppo lo studio e perdere il filo)
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