Non Solo Udire la Parola ma Soprattutto Comprenderla - Matt 13:23 Breve riflessione - n. 207
-di Renzo Ronca 19-11-25
Matteo 13:23 Ma quello che ha ricevuto la semenza in buona terra, è colui che ode la Parola e la comprende, che porta del frutto e rende l'uno il cento, l'altro il sessanta e l'altro il trenta” (Riv.20)
C’è una bella differenza tra udire e comprendere.
Udire è generico, senti con le orecchie le parole del Signore, ma poi potresti trovare
impedimenti e non farle fruttare per vari motivi.
Comprendere dal latino com-prehendere
(“prendere insieme”), composto da cum (“con”) e prehendere
(“afferrare, prendere”), significa principalmente contenere, includere.
Non è solo un atto intellettuale; indica afferrare e interiorizzare la
Parola, farla propria. È un movimento che porta dall’ascolto esterno alla
trasformazione interiore, fino a generare frutti concreti.
Questo presuppone:
1) aver già lavorato il nostro terreno
interiore affinché il seme del significato dell’insegnamento possa radicare e
germogliare.
2) Ma chi ha lavorato l’uomo interiore e
preparato in esso la buona terra? E’ un lavoro che richiede giuste stagioni e
giusti lavori fatti con sapienza e cura; e chi può farlo se non lo Spirito
Santo quando ci sospinge come verso la nuova primavera o nuova nascita?
Comprendere allora è un atto complesso
perché seguendo lo Spirito di Dio, prende da Dio il seme, lo porta e lo pianta nella
coscienza, percepisce il senso profondo ed elevato dell’insegnamento e dell’essere,
e poi vigila con un confronto continuo tra anima e Dio affinché tutto vada
secondo la Sua volontà di bene.
(Leggete tutti i giorni il nostro Blog)
Commenti
Posta un commento