Autocontrollo: Radici Interiori, Frutto dello Spirito Santo e Cammino di Cura - Studio Approfondito - n. 244
-di Renzo Ronca 12-12-25
Una persona che “perde il controllo”, raramente lo fa all’improvviso. Di solito il terreno era già arato da tensioni
irrisolte: rancore, rabbia, paura, vergogna, ferite non elaborate. La Scrittura
descrive l’autocontrollo come frutto dello Spirito Santo e come virtù che si
nutre di un cuore custodito e di una mente rinnovata. Qui proponiamo un
percorso meditativo: definizione biblica, ordine degli stati d’animo da
trattare “prima” dell’autocontrollo, voci di studiosi evangelici, e alcuni
appoggi psicologici utili alla cura pastorale.
Definizione biblica essenziale
- Termine biblico: enkráteia (ἐγκράτεια, “padronanza di sé”,
“continenza”). Appare tra i frutti dello Spirito Santo: “mitezza,
autocontrollo” (Galati 5:23). È anche parte della catena della maturità:
“alla conoscenza aggiungete l’autocontrollo, all’autocontrollo la
perseveranza” (2 Pietro 1:6). Etimologia: da en- (“in”) + krátos
(“forza/potere”), indica una forza interiore ordinata sotto il governo di
Dio.
- Indole spirituale: l’autocontrollo è dono e disciplina. È dono
perché nasce dalla vita nello Spirito Santo (Galati 5:16-25), e disciplina
perché si esercita nella vigilanza: “chi non ha dominio su sé stesso è
come una città smantellata” (Proverbi 25:28).
- Orientamento a Cristo: l’autocontrollo non è chiusura emotiva, ma
somiglianza a Cristo, che è “mite e umile di cuore” (Matteo 11:29). Il suo
modo di affrontare provocazioni e ingiustizie diventa modello e forza per
i discepoli (1 Pietro 2:23).
Prima dell’autocontrollo: ordine
delle radici interiori
La Scrittura indica che certi moti del
cuore, se non vengono affrontati, rompono le “mura” dell’autocontrollo. Mettere
in ordine le radici prepara il frutto.
1. Rabbia e risentimento
- Termini biblici: orgḗ (ὀργή, “ira stabilizzata”) e thumós (θυμός,
“furore momentaneo”). Paolo distingue tra l’ira che va sciolta rapidamente
e quella che corrompe: “Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti
sulla vostra ira” (Efesini 4:26). L’ira cronicizzata apre “spazio” al male
(Efesini 4:27).
- Passi di cura: riconoscere la ferita, confessare e disinnescare (Efesini
4:31-32). L’orgḗ non trattata si accumula e rende fragile il controllo in
situazioni minime.
2. Amarezza
- Termine biblico: pikría (πικρία, “amarezza acrimoniosa”). “Ogni
amarezza, ira, collera… siano tolte da voi” (Efesini 4:31). L’amarezza è
memoria emotiva tossica: rilegge ogni evento come offesa e prepara
reazioni sproporzionate.
- Passi di cura: pratica del perdono e della benevolenza (Efesini 4:32), che
spezza la ruminazione.
3. Paura e ansietà
- Termini biblici: phóbos (φόβος, “timore”) e merímna (μέριμνα,
“sollecitudine ansiosa”). L’ansietà dilata le minacce e restringe la
tolleranza: “Non siate in ansia per alcuna cosa…” (Filippesi 4:6-7). La
pace di Dio custodisce cuore e pensieri, proteggendo l’autocontrollo.
- Passi di cura: preghiera supplice e riconoscente, pensiero riorientato verso il
vero e il giusto (Filippesi 4:8).
4. Superbia e suscettibilità
- Termine biblico: hyperēphanía (ὑπερηφανία, “alterigia”).
L’orgoglio rende il sé fragile perché pretende conferme e reazioni
“dovute”. “Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili” (Giacomo 4:6).
- Passi di cura: umiltà e sottomissione a Dio (Giacomo 4:7-10), che stabilizzano
l’identità in Cristo.
5. Invidia e rivalità
- Termine biblico: zêlos (ζῆλος, “gelosia/invidia”, in contesti
negativi). “Non facciamo nulla per spirito di rivalità” (Filippesi 2:3).
La competizione interiore attiva giudizi, sospetti e reazioni difensive.
- Passi di cura: benevolenza e ricerca del bene comune (Filippesi 2:4).
6. Ferite non elaborate
- Lessico biblico: “cuore” (lēv/לֵב; kardia/καρδία, centro
decisionale-affettivo). “Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa,
perché da esso sgorga la vita” (Proverbi 4:23). Ferite ignorate deformano
percezioni e rendono il controllo fragile.
- Passi di cura: lamentazione e verità davanti a Dio (Salmi 13; 42),
riconciliazione concreta (Matteo 5:23-24).
Filiera della trasformazione: dalla
radice al frutto
- Identità in Cristo: “Se viviamo per lo Spirito Santo, camminiamo
anche guidati dallo Spirito Santo” (Galati 5:25). La filiera è: identità
ricevuta → mente rinnovata → desideri riorientati → comportamenti
coerenti.
- Mente rinnovata: “Trasformatevi mediante il rinnovamento della
vostra mente” (Romani 12:2). La rieducazione del pensiero (discernimento)
precede il dominio di sé.
- Uso della lingua: “Chi custodisce la bocca e la lingua preserva
l’anima dalle angosce” (Proverbi 21:23). La parola frenata sostiene il
controllo nei conflitti quotidiani.
- Pratiche di grazia: preghiera, meditazione, confessione, perdono,
riconciliazione, servizio e mitezza (Matteo 5–7). La grazia ricevuta
diventa stile.
Voci evangeliche utili
- John Stott: ha insistito sulla santità “ordinaria” radicata nella croce,
un’etica formata dalla Parola e dallo Spirito Santo. L’autocontrollo nasce
dal discepolato che prende sul serio il carattere di Cristo.
- J. I. Packer: ha mostrato la vita nello Spirito Santo come comunione con Dio
che trasforma desideri e abitudini. La “conoscenza di Dio” sostiene
l’autocontrollo perché raddrizza la visione del cuore.
- D. A. Carson: evidenzia l’importanza del contesto biblico e della teologia del
carattere cristiano. Le virtù paoline non sono tecniche, ma frutti della
nuova vita in un corpo (comunità) che pratica verità e amore.
- Martyn Lloyd-Jones: ha collegato affetti e dottrina: il cuore
rinnovato dalla verità evangelica ha reazioni nuove. L’autocontrollo è
medicina dell’anima nutrita della predicazione centrata su Cristo.
- Dallas Willard: ha articolato la formazione del carattere attraverso pratiche
spirituali (disciplines) che, nel tempo, rendono “naturale” fare il bene.
L’autocontrollo è effetto di una vita resa disponibile allo Spirito Santo
nelle abitudini quotidiane.
- Jonathan Edwards: ha riflettuto sugli affetti religiosi,
distinguendo tra moti autentici e reazioni puramente emotive. La vera
pietà regola gli affetti sotto la sovranità di Dio, evitando eccessi e
impulsi disordinati.
Appoggi psicologici utili alla cura
pastorale
- Finestra di tolleranza: indica l’ampiezza entro cui il sistema nervoso
regge stimoli senza “salti” in iperattivazione (agitazione) o
ipoattivazione (chiusura). Applicazione: respirazione lenta, pausa
volontaria e consapevolezza del corpo aiutano a restare nella finestra,
sostenendo l’autocontrollo nelle code, nel traffico, nelle interazioni
tese.
- Trigger e catena dello stimolo: un innesco (parola, gesto, contesto) richiama
memorie emotive. Applicazione: identificare i propri trigger (inneschi emotivi),
nominare l’emozione (“sto provando ira”), scegliere una risposta differita
(contare, fare un passo indietro). La nominazione riduce l’intensità.
- Ruminazione e reinterpretazione: ruminare consolida amarezza; reinterpretare
(reframing, “nuova cornice”) riduce la minaccia percepita. Applicazione:
praticare pensieri veri e giusti (Filippesi 4:8), limitare esposizioni
tossiche, cercare fatti e non supposizioni.
- Abitudini e micro-scelte: l’autocontrollo cresce tramite micro-impegni
ripetuti (routine). Applicazione: preparare risposte standard non
conflittuali, stabilire limiti (tempo, parole), usare segnali di stop
(silenzio intenzionale).
- Scarcity mindset (mentalità di scarsità): sentirsi costantemente “tolti” genera difesa
aggressiva. Applicazione: coltivare gratitudine, riconoscere la
provvidenza, condividere in piccoli gesti. La percezione di abbondanza
calma la competizione.
Pratiche guidate per un contesto
sociale teso
- Custodire il cuore:
- Discernimento: chiedere al Signore di mostrare la radice (ira, paura,
amarezza).
- Confessione: nominare il peccato e la ferita davanti a Dio (Salmi 32).
- Riconciliazione: cercare la persona quando è possibile (Matteo
5:23-24).
- Governare il momento:
- Pausa:
breve silenzio e respiro profondo.
- Parola mite: risposta dolce (Proverbi 15:1), senza menzogne o sarcasmo.
- Uscita saggia: se l’alterco cresce, scegliere la pace (Romani 12:18).
- Coltivare la mitezza:
- Imparare da Cristo: meditare i Vangeli sulla sua calma nelle
provocazioni.
- Allenare la lingua: ritardare il “primo impulso”.
- Comunità:
farsi sostenere da fratelli e sorelle nella preghiera e nell’esame.
Conclusione sobria
L’autocontrollo non è un muro
improvvisato, ma un frutto innestato su radici curate: ira disinnescata,
amarezza estirpata, paura pacificata, orgoglio piegato, ferite portate alla
luce. Lo Spirito Santo dona la forza, la Parola ordina la mente, le pratiche
perseveranti consolidano il carattere. In un paese attraversato da tensioni e
sospetti, i discepoli di Cristo possono diventare segni di pace: non perché
sentono meno, ma perché hanno imparato a sentire sotto il governo del Signore.
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