Il Legalismo della Legge come Insetto Divoratore della Vigna del Signore - Studio - n. 241
di Renzo Ronca 12-12-25
Introduzione Il legalismo è la più sottile e devastante forma
di schiavitù spirituale. Esso si presenta come zelo per la legge, ma in
realtà è un veleno che divora la vigna del Signore, impedendo che porti frutto.
Isaia annuncia che il Signore attende per far grazia (Is 30:18-21), ma il
popolo che si ostina nella lettera della legge rimane cieco alla luce della
salvezza.
Definizione del Legalismo Il termine “legalismo” deriva da lex
(latino: legge), e indica la riduzione della vita di fede a un sistema di
regole esteriori. In greco, la parola nomos (νόμος) significa legge,
ma nel Nuovo Testamento essa diventa spesso sinonimo di un giogo che
schiavizza quando è separato dalla grazia. Paolo dichiara: “Nessuno
sarà giustificato davanti a Dio per le opere della legge” (Romani
3:20).
Il legalismo è dunque:
- Un insetto divoratore: come il bruco che consuma le foglie e impedisce
la maturazione del frutto, così il legalismo consuma la vitalità della
fede.
- Una schiavitù feroce: i farisei credevano di raggiungere la
perfezione nell’applicazione letterale della legge, ma in realtà
imprigionavano il popolo sotto un giogo insopportabile (Matteo 23:4).
- Un ostacolo alla luce dello Spirito Santo: il legalismo chiude il cuore, impedendo di
ricevere la rivelazione e la libertà che vengono dalla nuova nascita
(Giovanni 3:7).
Il Pericolo del Legalismo Il legalismo è un pericolo enorme perché:
- Distrugge la vigna: Isaia descrive il popolo che si ostina a
seguire sentieri tortuosi, mentre il Signore indica la via diritta (Is
30:21). Il legalismo impedisce di ascoltare la voce che dice: “Questa è la
via, camminate per essa”.
- Schiavizza il popolo di Dio: come Israele sotto il giogo dei farisei, così
oggi molti cristiani vivono imprigionati in un cristianesimo ridotto a
regole esteriori, senza cuore e senza grazia.
- Oscura la salvezza: il legalismo impedisce di vedere la luce del
perdono. Dove domina la legge
senza Spirito Santo, il cuore si indurisce e non conosce la parola
“grazia”.
Nota di approfondimento Il teologo protestante John Stott ha osservato che
“il legalismo è la perversione della legge: ciò che Dio ha dato per guidare
l’uomo alla libertà diventa strumento di oppressione”. Questo pensiero illumina
la realtà che Paolo denuncia in Galati 4: la legge, se assolutizzata, diventa
una matrigna che imprigiona, mentre la grazia di Cristo libera.
Il che impedisce alla vigna del Signore di portare
frutti. È presente non solo nel giudaismo farisaico, ma
anche nel cristianesimo quando il Vangelo viene applicato con la stessa
mentalità letterale e senza cuore. Esso distrugge, schiavizza e impedisce la
luce del Signore.
Conclusione Il legalismo è l’insetto divoratore, è un veleno che
divora dall’interno la vigna del Signore. Esso promette perfezione, ma in
realtà produce sterilità e schiavitù. Come i farisei imprigionarono Israele
sotto un giogo insopportabile, così oggi il cristianesimo rischia di ridursi a
un sistema di regole esteriori che soffocano la grazia. È presente non solo nel
giudaismo farisaico, ma anche nel cristianesimo quando il Vangelo viene
applicato con la stessa mentalità letterale e senza cuore. Esso distrugge,
schiavizza e impedisce la luce del Signore.
Dove domina la legge senza Spirito Santo, il cuore si indurisce e la
luce della salvezza viene oscurata. Riconoscere questo pericolo è il primo
passo per liberarsi dall’insetto divoratore e tornare a portare frutto nella
vigna del Signore.
Seguirà con "Dalla Schiavitù della Legge alla Libertà in Cristo"
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