La Lente di Dio: i "Leviti" di Oggi e il Sacerdozio Universale alla Prova delle Sette Chiese - Studio Parte 2 - n. 231
-di Renzo Ronca 4-12-23 Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/12/la-lente-di-dio-dal-censimento-del-suo.html
La lente di Dio e i Leviti di oggi
Il sacerdozio universale e la fedeltà
La Scrittura mostra come Dio abbia sempre riservato a
Sé una categoria di persone più vicina, chiamata a un servizio particolare. Abbiamo visto che i Leviti, dopo l’episodio del vitello d’oro, furono scelti come proprietà
esclusiva dell’Eterno. Essi non ebbero eredità materiale, perché la loro
eredità era Dio stesso. Questo principio si riflette oggi nel concetto
protestante del sacerdozio universale: ogni credente è chiamato a essere
sacerdote, cioè a vivere in comunione diretta con Dio e a diffondere la Sua
Parola.
La frammentazione del mondo e dell’uomo Viviamo in un tempo che va alla deriva, scomposto in milioni di pezzi. La frammentazione esteriore si riflette nell’interiore: l’uomo è condizionato da pensieri frammentati, alimentati da comunicazioni distorte e superficiali. Come Israele che si abbandonò alle feste degeneranti dopo il vitello d’oro, anche oggi le ambiguità ci separano dal Signore ed è necessaria un scelta decisa: «Mosè si fermò all’ingresso dell’accampamento e disse: “Chi è per il Signore, venga a me!”» (Esodo 32:26). Per cui come la linea che designò Mosè, Davanti a Dio il confine è netto: vita o morte, comunione o separazione. La perdita della vita fisica è relativa; la perdita dell’anima significa perdere la vita eterna, il ritorno alla casa del Signore.
Il raduno di Dio e la fedeltà dei santi
Gesù stesso pianse su
Gerusalemme: “Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli… ma tu non hai
voluto” (Matteo 23:37). Dio continua a radunare coloro che ascoltano, i santi
messi da parte. Tra essi sceglie profeti, pastori, evangelisti, insegnanti.
Alcuni, come i Leviti, “abiteranno vicinissimo al tabernacolo di Dio”, come una
corona attorno alla sua gloria; altri si muoveranno in spirali più aperte, non
per lasciar entrare il mondo nel cuore, ma per diffondere nel tempo la Parola
nel mondo.
Il problema dell’unità
Uno dei problemi più grandi è l’unità della Chiesa. Lasciamo aperere subito l'ecumenismo attuale: l'unità politico-religiosa che mette insieme tutti senza cambiare nessuno, in una possibile super-religione ambigua. Solo Dio può
mantenere unito il suo popolo verso la perfesione, passando al setaccio e allontanando le scorie
affinché la fede diventi pura e preziosa, dipendendo solo da Lui e non da consacrazioni alle troppe istituzioni. Quando il rimanente cristiano sarà
pronto, avverrà il rapimento della Chiesa, poco prima della tribolazione e
della piena manifestazione dell’anticristo. Questo è il setaccio: prove
crescenti che rivelano cosa c’è nel cuore dell’uomo.
Le comunità disperse e vulnerabili
Il popolo di Dio è disperso sulla Terra e la “Chiesa
invisibile” non può riunirsi fisicamente. Le comunità virtuali, pur preziose,
sono vulnerabili: iniziano bene e poi molti vanno alla deriva. Le cause sono
protagonismo, ibridazioni della fede, ragionamenti “a modo mio”, che portano al
peccato antico della superbia. Le discussioni sterili su dettagli marginali sono
solo strumenti dell’ingannatore. La vera comprensione si ha solo quando Cristo
abita in noi.
L’amore come Dio vivo
L’amore non è un concetto astratto: acquista
significato solo come sinonimo di un Dio vivo. E un Dio vivo si manifesta in
Cristo che abita nel cuore, “tradotto” dallo Spirito Santo. Per questo servono
silenzi, studi, adorazione, dialogo interiore con Dio. Dire “non ho tempo” è un
inganno: Dio ha già decretato un tempo, e nulla lo può procrastinare.
La morte e il giudizio finale La morte fisica è distinta dalla morte eterna. Dopo
il giudizio del trono bianco, chi ha rifiutato Dio non avrà più vita: sarà il
nulla, il buio eterno. Non esisterà un luogo parallelo dove i malvagi vivranno
in eterno. Solo Dio e ciò che è connesso a Lui rimarranno.
Il Consolatore e la prova finale
Nell’ultimo tempo la fede sarà sempre più provata:
mancherà l’appoggio fisico di pastori e anziani, ma resterà lo Spirito Santo,
guida e Consolatore. Satana, pur destinato alla distruzione, avrà un potere
ingannatorio crescente. Spetterà ai credenti restare fermi nella fede del Nuovo
Patto.
Un popolo di sacerdoti
Il popolo di Dio è un popolo di sacerdoti. Non ci
saranno più caste sacerdotali che rischiano di creare dipendenza dalle persone,
ma solo lo Spirito Santo che guida. Il cammino di Mosè — identità, incontro con
Dio, missione nel deserto, terra promessa — si ripete oggi dentro ciascun
credente.
Ricercare il volto di Dio
Siamo nati a immagine di Dio. Ricerchiamo il suo
volto con silenzio, preghiera, studio della Bibbia. Evitiamo il frastuono e le
immagini violente che riportano l’uomo agli istinti. Se Dio conosce i nostri
cuori, perché non fidarsi della Sua guida? Pietro affondò quando distolse lo
sguardo da Gesù: così anche noi, se guardiamo altrove, ci perdiamo.
Il raduno finale
I sacerdoti di oggi, cioè i credenti santificati (messi da parte),
vivono adorando il Signore. Se sanno ascoltare lo Spirito Santo, riceveranno tutti gli stessi segnali e saranno radunati come pulcini sotto la chioccia, protetti
dalla rovina imminente.
La lente di Dio sulle sette chiese
Il sacerdozio universale e la prova della fedeltà
Il principio del
sacerdozio universale, caro alla tradizione protestante, non annulla la
distinzione di ruoli, ma li interiorizza: ogni credente è chiamato a essere
sacerdote, custode del proprio cuore come tempio dello Spirito Santo. Questo si
riflette nei messaggi alle sette chiese (Apocalisse 2–3), dove il Signore non
parla a una casta sacerdotale, ma direttamente alle comunità, cioè al popolo
dei credenti.
Efeso: la perdita del primo amore
La chiesa di Efeso viene rimproverata per aver
abbandonato il primo amore. Qui la “lente di Dio” mostra come anche i Leviti di
oggi, pur vicini al tabernacolo, rischino di trasformare il servizio in
routine. L’etimologia di agápē (amore divino, gratuito) richiama la
necessità di un cuore ardente, non solo di un culto ordinato.
Smirne: la fedeltà nella prova
Smirne è lodata per la sua fedeltà nella
persecuzione. Questo richiama i figli di Sadoc, rimasti giusti (tsadoq =
“giusto”) nonostante le deviazioni dei Leviti. I credenti di oggi, sacerdoti
universali, sono chiamati a custodire la purezza della fede anche nelle prove
crescenti che Dio permette come setaccio.
Pergamo: il compromesso con il mondo
Pergamo è rimproverata per aver tollerato dottrine
corrotte. Qui la lente mostra il pericolo della frammentazione interiore:
pensieri distorti, protagonismo, “fede a modo mio”. È il rischio di un
sacerdozio universale che si lascia contaminare. L’unità si spezza quando l’Io
prevale sullo Spirito Santo.
Tiatira: la corruzione tollerata
Tiatira è ammonita per aver lasciato spazio a
insegnamenti ingannevoli. Questo richiama il vitello d’oro: feste degeneranti
che allontanano dal vero culto. Il sacerdozio universale non è libertà di
inventare, ma responsabilità di custodire la verità.
Sardi: la morte spirituale
Sardi appare viva esteriormente, ma è morta interiormente.
Qui la lente di Dio mostra il confine netto tra vita e morte spirituale. La
morte dell’anima non è relativa: significa perdere la comunione eterna. Il
sacerdozio universale è chiamato a vigilare, perché il tempio interiore non sia
vuoto.
Filadelfia: la porta aperta
Filadelfia riceve una promessa: una porta aperta che
nessuno può chiudere. È l’immagine del rimanente fedele, radunato da Dio come
pulcini sotto la chioccia. Qui si vede l’unità vera: non fisica, ma spirituale,
operata dallo Spirito Santo.
Laodicea: la tiepidezza
Laodicea è rimproverata per la sua tiepidezza. È il
pericolo più grande dei tempi ultimi: un sacerdozio universale che si adagia,
senza ardore né radicalità. Dio promette di vomitare i tiepidi, perché davanti
a Lui non esiste il “mezzo-mezzo”.
Conclusione
La lente di Dio mostra che i messaggi alle sette
chiese non sono solo storici, ma profetici: essi giudicano il sacerdozio
universale di oggi, rivelando fedeltà e deviazioni. Alcuni abiteranno
vicinissimi al tabernacolo, altri saranno chiamati a diffondere la Parola nel
mondo. Ma tutti saranno passati al setaccio, fino al rapimento della Chiesa,
quando il rimanente fedele sarà trasformato in corpi spirituali eterni.
Commenti
Posta un commento