Quanto a Me e alla Casa Mia Serviremo il SIGNORE (Giosuè 24:15c) - Studio - n. 238

 -di Renzo Ronca  9-12-25

 

Il testo

Giosuè 24:14 Dunque temete il SIGNORE e servitelo con integrità e fedeltà; togliete via gli dèi ai quali i vostri padri servirono di là dal fiume e in Egitto, e servite il SIGNORE. 15 E se vi sembra sbagliato servire il SIGNORE, scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal fiume o gli dèi degli Amorei, nel paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il SIGNORE»

Giosuè conduce nella terra promessa

Giosuè non fu solo un comandante militare, ma anche un condottiero spirituale, chiamato a realizzare le promesse fatte da Dio ai patriarchi. La sua figura rappresenta la transizione dalla guida di Mosè alla stabilizzazione del popolo nella Terra Promessa, con un forte accento sulla fedeltà e sull’integrità davanti al Signore.

Riportiamo, come facciamo sempre, le radici dell’AT nella prospettiva del NT:

Poco prima della terra promessa avviene un cambio nella guida del popolo: da Mosè a Giosuè. Giosuè è dunque un uomo di transizione, di fede, integrità e fermezza. La sua vita è segnata dalla fedeltà al patto e dalla capacità di trasmettere al popolo la responsabilità di servire il Signore con sincerità. Giosuè assieme a Caleb furono gli unici due, della loro generazione, che non furono condannati a morire nel deserto perché non ebbero paura dei nemici ma confidarono nell’Eterno.

Noi cristiani vicini alla promessa

Se ci pensate bene noi cristiani adesso siamo vicini a “passare il confine del Giordano” come fece Giosuè, per entrare cioè nella promessa del Signore (rapimento della Chiesa).  Anche se Mosè fu accolto da Dio ed è già nella gloria (lo testimonia il fatto della sua apparizione con Elia nella trasfigurazione di Gesù sul monte), resta il fatto che nella terza fase della sua vita condusse il popolo, invecchiò e morì. Morì, ma la sua radice rimase con fondamento, fissata per sempre sulla Bibbia (i primi cinque libri, Pentateuco). Anche il primo patto invecchiò e morì, per essere poi rinnovato in Cristo. Ora noi cristiani siamo vicini alla promessa di Gesù: Giov 14:2 Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? 3 Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi;

Non siamo soli

Nell’attesa, che tutti aspettavano prestissimo, Gesù non ci ha lasciati soli: ci ha lasciato un Guida potente che ci sta preparando al transito, già da duemila anni: lo Spirito Santo.

Giov 14:15 «Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16 e io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore perché sia con voi per sempre: 17 lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. 18 Non vi lascerò orfani; tornerò da voi. 19 Ancora un po' e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo, e voi vivrete. 20 In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me, e io in voi. 21 Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui». 22 Giuda (non l'Iscariota) gli domandò: «Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?» 23 Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio lo amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui. 24 Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato.
25 Vi ho detto queste cose, stando ancora con voi; 26 ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. 27 Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti.

Lunghezza dell’attesa e debolezza dei rimanenti

L’attesa del ritorno di Gesù nel secondo avvento preceduto dal rapimento della Chiesa è stata lunga e molti credenti sono affaticati, con poche forze. Tuttavia anche questo fa parte della volontà di Dio che desidera una fede provata, resistente e per questo preziosa ai Suoi occhi. Tale fede non si poteva raffinare se ci avesse rivelato la data del rapimento e della seconda venuta. Il Signore ha voluto che l’aspettassimo di giorno in giorno, come già facciamo.

Israele superò il punto di non ritorno nel momento che uccise il Signore e fu momentaneamente rigettato, messo da parte e solo alcuni, furono salvati e divennero cristiani e diedero inizio alla Chiesa. Un altro rimanente abbiamo visto che potrà pentirsi e salvarsi verso la fine della grande tribolazione, nel momento in cui avrà la grazia di rendersi conto di chi era Gesù.

La chiesa cristiana abbiamo visto, in questi duemila anni non si è comportata bene. A somiglianza di Israele ha fatto entrare idolatrie negli insegnamenti del Vangelo.

Di questa tendenza si era accorto più volte l’apostolo Paolo:

2Corinzi 11:4 Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un vangelo diverso da quello che avete accettato, voi lo sopportate volentieri.

Galati 1:6 Mi meraviglio che così presto voi passiate da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo a un altro vangelo; 7ché poi non c'è un altro vangelo, però ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo.

Tra i primi errori che poi sarebbero diventati devastanti per il cristianesimo c’era la divisione delle comunità, delle tante chiese con tante denominazioni. Vi ripeto dei versetti che conosciamo bene:

1 Cor 1:12 Voglio dire che ciascuno di voi dichiara: «Io sono di Paolo»; «io, di Apollo»; «io, di Cefa»; «io, di Cristo». 13 Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo?

1Corinzi 3:4 Quando uno dice: «Io sono di Paolo»; e un altro: «Io sono d'Apollo»; non siete forse uomini carnali? 5 Che cos'è dunque Apollo? E che cos'è Paolo? Sono servitori, per mezzo dei quali voi avete creduto; e lo sono nel modo che il Signore ha dato a ciascuno di loro. 6 Io ho piantato, Apollo ha annaffiato, ma Dio ha fatto crescere; 7 quindi colui che pianta e colui che annaffia non sono nulla: Dio fa crescere! 8 Ora, colui che pianta e colui che annaffia sono una medesima cosa, ma ciascuno riceverà il proprio premio secondo la propria fatica.

Tutto questo è stato l’inizio dell’inquinamento della fede ed oggi purtroppo esistono una infinità di falsi pastori e falsi profeti con disperdono il gregge sempre più. La bella Chiesa di Cristo è frammentata e cade velocemente disperdendosi come le stelle cadenti.

In tutto questo sconcerto i bravi cristiani sono pieni di dubbi paure ed incertezze perché l’inflazione di mille chiese ha finito per non far più esistere la vera Chiesa. Il nostro cammino di cristiani oggi è un cammino nella solitudine tra le tante comunità che si autodefiniscono “uniche giuste”.

Ma non siamo mai stati soli: lo Spirito santo ha veramente manifestato ricordato corretto i cuori e chi ha voluto capire ha capito. Potrà essere un po’ solo o in piccoli gruppi, ma ha capito che ormai è vicino il momento del rapimento. Dunque per questo smette di trovare ik perfezionismo nelle organizzazioni e si preoccupa solo di prepararsi ad incontrare il Signore nell’aria: 1 Tessalonicesi 4:17 «Poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore.»

Ricalcolare il percorso

Si tratta di “ricalcolare il percorso” come dice il navigatore dell’automobile per rimetterci in carreggiata.  E’ abbastanza normale che molti seguiranno più la sicurezza delle tradizioni delle loro chiese, le dottrine molto diverse, tuttavia noi che vogliamo rimanere fedeli al Signore, rinnoviamo il nostro patto come fecero quelli con Giosuè. Mentre lo facciamo lo diciamo a quelli che ci leggono ciò che disse Giosuè:  

 “…temete il SIGNORE e servitelo con integrità e fedeltà; togliete via gli dèi ai quali i vostri padri servirono… scegliete oggi chi volete servire…

E noi in particolare?

E noi? Che faremo noi?  Noi personalmente con le nostre famiglie, qualsiasi cosa decidano gli altri, preghiamo umilmente di poter restare sempre fedeli al Signore, così come lo Spirito Santo ci ha messo nel cuore: “… quanto a me e alla casa mia, serviremo il SIGNORE”.  (Giosuè 24:14-15) 

 



Commenti