Come Prepararci al Rapimento della Chiesa e al Ritorno di Gesù Cristo - Riflessione - n. 280

di Renzo Ronca  10-1-26

 

1. Introduzione: un tempo che non permette distrazioni

Il cristianesimo di oggi è frammentato. Non è una novità, ma è un segno che richiede vigilanza. Il nostro intento non è giudicare, né alimentare contrapposizioni, né aderire a forme di ecumenismo generico che annacquano la fede. Il nostro desiderio è comprendere come prepararci al rapimento e al ritorno di Gesù Cristo, mantenendo uno sguardo sobrio e una fede radicata nella Scrittura.

Gesù ha avvertito che il suo ritorno sorprenderà molti “come un ladro nella notte” (1 Tessalonicesi 5). Non possiamo permetterci di dormire spiritualmente.

 

Il nostro riferimento è Atti 15, dove la chiesa di Gerusalemme e le chiese fondate da Paolo trovano un accordo in Cristo. Riconosciamo il valore di questo equilibrio, ma ci ritroviamo soprattutto nell’orientamento paolino: una fede libera da imposizioni rituali e radicata nella grazia.

F. F. Bruce definisce Atti 15 “la prima grande dichiarazione della libertà cristiana”. È un punto fermo per noi.

 

2. Una linea simbolica del cristianesimo attuale

 

Per capire dove ci troviamo, osservando la figura, immaginiamo una linea orizzontale.

2.1. A sinistra: la sensibilità giudaico‑cristiana

Alcune comunità recuperano elementi della tradizione giudaica. Paolo riconosce la libertà personale (Romani 14), ma mette in guardia dal trasformare queste pratiche in obblighi (Galati 5).

2.2. Al centro: la grande maggioranza

Molte chiese evitano temi difficili. Predicano ciò che non disturba: “Dio ti ama”, “amiamoci” “la pace nel mondo”. È vero, ma incompleto. Paolo dice di annunciare “TUTTO il consiglio di Dio” (Atti 20). Senza escatologia, la fede perde tensione.

2.3. A destra: la sensibilità pentecostale

La guida dello Spirito Santo è indispensabile per la Chiesa di Gesù. Alcune comunità hanno dato troppo spazio agli aspetti straordinari. Paolo invita alla sobrietà e alla centralità della profezia come spiegazione della Parola (1 Corinzi 14).

John Stott ricorda che la vera opera dello Spirito Santo “illumina Cristo, non l’emotività del credente”.


3. La nostra posizione: radicati nella rivelazione paolina

Non ci identifichiamo con etichette. Preferiamo parlare semplicemente di cristiani che desiderano rimanere fedeli principalmente alle rivelazioni affidate a Paolo:

  • la battaglia spirituale (Efesini 6),
  • la nuova nascita e il conflitto interiore (Romani 7–8),
  • la speranza del regno di Cristo (2 Timoteo 4).

3.1. Le rivelazioni paoline sull’ultimo tempo

Paolo introduce temi decisivi:

  • la prima risurrezione (1 Tessalonicesi 4; 1 Corinzi 15),
  • il rapimento dei credenti trovati vivi,
  • la trasformazione dei corpi,
  • il banchetto dell’Agnello (Apocalisse 19),
  • il regno millenario (Apocalisse 20).

Leon Morris afferma che 1 Tessalonicesi 4 è “il primo grande testo cristiano sulla speranza escatologica”.

 

4. Il rapimento: certo, improvviso, non databile

Il Nuovo Testamento afferma che il rapimento avverrà, ma non indica il momento. In passato era considerato un unico evento insieme al ritorno del Signore; oggi distinguiamo tra:

  • il rapimento della chiesa preservata dalla tribolazione (1 Tessalonicesi 4),;
  • la manifestazione gloriosa di Cristo alla fine della tribolazione (2 Tessalonicesi 2.

Darrell Bock nota che il Nuovo Testamento presenta due movimenti distinti: la chiesa che sale, Cristo che scende.

 

5. La sentinella: un piccolo resto che non dorme

La parabola delle dieci fanciulle (Matteo 25) è un avvertimento. Non tutti i credenti vivono nella stessa vigilanza. Paolo ammonisce: “Non spegnete lo Spirito Santo… esaminate ogni cosa” (1 Tessalonicesi 5).

La sentinella è quella parte del corpo di Cristo che:

  • non si addormenta,
  • non si distrae,
  • non si lascia ingannare dai rumori del mondo.

G. E. Ladd scrive che la vigilanza è “la postura permanente del discepolo”.

 

6. Prepararsi: camminare con una lampada che illumina pochi passi

La lampada non illumina tutto. Mostra solo il necessario. Il mondo è tornato nelle tenebre (Giovanni 3). Per questo servono:

6.1. Ascolto

“Le mie pecore ascoltano la mia voce” (Giovanni 10).

6.2. Discernimento

“Chi è spirituale giudica ogni cosa” (1 Corinzi 2).

6.3. Integrità

“Conservatevi irreprensibili per la venuta del Signore” (1 Tessalonicesi 5).

Bonhoeffer ricorda che la grazia non è a buon mercato: richiede fedeltà quotidiana.

7. Conclusione: un’avanguardia chiamata a servire

Il Signore sembra predisporre una piccola avanguardia di credenti chiamati ad ascoltare e ad avvisare. Non sono migliori, ma responsabili (Luca 12).

Il nostro desiderio è essere tra questi: non per orgoglio, ma per fedeltà, perché l'unica cosa che ha valore per noi oggi, tra tante parole vuote, è la Parola del Signore con le sue promesse.





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