La Frattura Risanata: dalla Dipendenza Antica alla Vigilanza del Rimanente - Studio Utile Ampio - n. 294
di Renzo Ronca 22-1-26
L’uomo è stato creato da Dio e porta in
sé qualcosa della Sua immagine. Appena ha aperto gli occhi, ha visto il Suo
sguardo d’amore e Lo ha seguito. Questa dipendenza originaria è una dipendenza
buona, simile all’imprinting che il piccolo riceve dal genitore: un
orientamento naturale verso Colui che lo ha generato.
Ma una creatura malvagia ha avuto il
permesso di tentare l’uomo nell’Eden. Questo ha messo in luce una zona d’ombra
nel pensiero libero dell’uomo: da una parte egli seguiva Dio, ammirandolo e
desiderando essere simile a Lui – desiderio legittimo, perché ogni figlio tende
a imitare il padre – ma dall’altra parte quella stessa libertà interiore
conteneva una tendenza distorta: non solo assomigliare a Dio, ma essere come
Lui immediatamente, senza attendere che fosse Dio stesso a sollevarlo a Sé nel
tempo stabilito.
In questa frattura ancestrale si è
inserito l’ingannatore, che ha sfruttato la debolezza dell’uomo sostituendosi
ambiguamente a Dio; in questo modo l’avversario ha reso l’uomo suo dipendente.
Per salvaguardare il futuro dell’umanità
e non distruggerla sul nascere, Dio allontanò l’uomo dall’Eden, luogo che
doveva rimanere santo, impedendogli di rientrare. Se infatti ci accostassimo
ora alla santità di Dio senza essere protetti da Lui, saremmo consumati
all’istante, perché la Sua natura è incompatibile con ogni forma di peccato.
Da allora l’uomo vive una dipendenza da
Satana. L’uomo che doveva governare la terra è diventato governato; l’uomo che
doveva portare la libertà di Dio è diventato schiavo.
Conseguenze della dipendenza
La frattura si è manifestata in un
conflitto interiore tra spirito e corpo, che non crescendo più in armonia
formano un’anima imperfetta. Nell’uomo post‑Eden è rimasta la nostalgia di Dio,
il desiderio profondo di ritrovarLo; per questo tende a seguire tutto ciò che
gli somiglia, anche se non è Lui, confondendolo.
Il sole, il giorno, la notte, la natura,
il fuoco diventano idoli davanti ai quali inchinarsi, perché l’uomo ha perso il
senso della differenza tra Creatore e creatura, e ha smarrito l’ordine
dell’universo stabilito da Dio. Anzi, delle stesse leggi ha fatto idoli.
L’idolo è tutto ciò che, nella ricerca
di Dio, si frappone tra l’uomo e Dio stesso. È un paradosso, eppure l’uomo è
riuscito a fare della Bibbia stessa un idolo, adorando le parole e non lo
Spirito Santo che le pervade.
La generazione umana è come un cieco
che, a tentoni, cerca di seguire qualcosa nell’illusione di ritrovare la
paternità perduta. Idealizziamo tutto. Per questo tutto è vanità.
La frattura risanata
L’incarnazione di Dio, preparata con
cura nella storia, ha permesso di ricucire la ferita e farla guarire. Anche se
l’incarnazione è stata storicamente reale in Gesù Cristo, la nuova nascita per
noi parte dall’interno: dalla liberazione del nostro spirito quando viene
toccato da Dio Spirito.
In questo modo lo “spirito inconscio”,
che aveva una nostalgia insopprimibile di Dio ma non sapeva riconoscerLo,
diventa la “nuova nascita” di cui Gesù parla a Nicodemo, prototipo di tutti
coloro che cercano il Signore.
Il taglio netto
Come fa il nostro corpo a combattere
un’infezione?
Il sistema immunitario riconosce ciò che
è estraneo, illumina il problema, marca ciò che deve essere eliminato e separa
ciò che è sano da ciò che è malato. Questo processo è sorprendentemente utile
per comprendere la dinamica spirituale della nuova nascita.
1. La sentinella: l’opera iniziale dello
Spirito Santo
Nel corpo, cellule specializzate
pattugliano i tessuti e riconoscono ciò che non appartiene all’organismo. Nella
vita spirituale, lo Spirito Santo svolge un ruolo analogo: Egli penetra dove la
coscienza naturale non arriva, rivelando ciò che è incompatibile con la vita
nuova.
È il primo segno della rigenerazione:
non l’assenza del male, ma la sua riconoscibilità.
“Quando sarà venuto, convincerà il mondo
quanto al peccato…” (Giovanni 16:8)
2. L’illuminamento: la luce della
Parola
Dopo il riconoscimento, il corpo
“illumina” la zona infetta. Così la Parola, resa viva dallo Spirito Santo,
illumina ciò che prima era confuso.
“La tua parola è una lampada al mio
piede e una luce sul mio sentiero.” (Salmo 119:105)
La luce non crea il male: lo rende
visibile.
3. La marcatura e la separazione: la
spada a due tagli
Gli anticorpi marcano ciò che deve
essere eliminato. La Parola compie un’azione simile: distingue, separa, divide.
“La parola di Dio è vivente ed efficace,
più affilata di qualunque spada a due tagli…” (Ebrei 4:12)
La spada non ferisce per distruggere, ma
per separare il vecchio dal nuovo.
La guarigione settica: proteggere la
ferita
Quando una ferita viene incisa, deve
essere mantenuta pulita e isolata. La guarigione richiede un ambiente
asettico.
Allo stesso modo, nella nuova nascita è
fondamentale evitare che la ferita spirituale venga contaminata da ciò che l’ha
causata.
Questo significa che, soprattutto
all’inizio, occorre evitare tutto ciò che ha l’odore dell’idolatria e
dell’ipocrisia che portarono alla crocifissione di Gesù.
Il popolo educato da Dio, a cui era
stata affidata la Legge, aveva trasformato la Legge in un idolo e l’ha usata
per condannare il Figlio di Dio. Questo è il pericolo più sottile: la
nostalgia di Dio che si traveste da nostalgia della Legge.
Gesù denuncia questa dinamica nella
parabola dei vignaioli malvagi (Matteo 21:33‑45). Giovanni la mostra con forza
nel racconto della risurrezione di Lazzaro (Giovanni 11:17‑53).
Calvino osserva che la Legge, senza lo
Spirito Santo, diventa “una lettera morta che soffoca la vita invece di
generarla”.
La divisione necessaria
All’inizio della nuova nascita, è
necessaria una separazione netta tra chi crede in Cristo e chi non crede.
Non è un giudizio sulle persone, ma un atto di igiene spirituale.
Una cosa è Israele santo, che
riconoscerà il Cristo; un’altra cosa è l’Israele che rimane come Caiafa, che ha
deciso di uccidere Gesù.
Per questo è bene si, riprendere
l’Antico Testamento, ma solo se guidati dallo Spirito Santo, che ci è stato
dato per i meriti di Cristo, la Parola vivente.
Chi si ostina a vedere in Malachia
l’ultimo profeta e non riconosce Giovanni Battista come nuovo profeta
appartiene a una riva diversa del fiume.
Il Giordano: il passaggio di identità
Noi abbiamo passato il Giordano: siamo
cristiani. Il Giordano è l'esemopio simbolico di cui ci siamo seerviti come fosse il confine tra ciò che eravamo e ciò
che siamo.
La nostalgia di Dio è buona; la
nostalgia della Legge non lo è.
La Legge è ombra; Cristo è realtà. La
lettera uccide; lo Spirito Santo dà vita.
Come il corpo combatte un’infezione:
una visione essenziale
Quando un agente estraneo entra nel
corpo (virus, batteri, funghi), il sistema immunitario attiva una risposta
coordinata. Possiamo riassumerla in tre movimenti principali.
1. Riconoscimento del nemico
- Il corpo possiede cellule-sentinella che
pattugliano continuamente i tessuti.
- Quando individuano qualcosa di “non-self”,
lanciano un allarme chimico.
2. Intervento dei globuli bianchi
I globuli bianchi (leucociti) sono i
“soldati” del sistema immunitario. Ne esistono diversi tipi, con funzioni
complementari:
- Neutrofili:
arrivano per primi, attaccano e “inghiottono” i patogeni.
- Macrofagi:
ripuliscono i tessuti e presentano i frammenti del nemico al resto del
sistema immunitario.
- Linfociti T: riconoscono cellule infette e le distruggono.
- Linfociti B: producono anticorpi.
3. Produzione degli anticorpi
Gli anticorpi:
- si legano al patogeno come “chiave nella
serratura”;
- lo neutralizzano o lo marcano per essere
eliminato;
- permettono al corpo di ricordare l’infezione per
il futuro.
4. Memoria immunitaria
Dopo la battaglia, una parte dei
linfociti rimane come “memoria”. Se lo stesso agente torna, la risposta è più
rapida e più forte.
Dal corpo alla nuova nascita: sentinella,
illuminamento, separazione
1. La sentinella: il primo movimento
dello Spirito nella nuova nascita
Nel corpo umano le cellule-sentinella
riconoscono ciò che non appartiene all’organismo. Nella vita spirituale accade
qualcosa di analogo, ma infinitamente più profondo.
- Lo Spirito di Dio agisce come sentinella
interiore, penetrando dove la coscienza naturale non arriva.
- Egli non si limita a “vedere” il male: lo
rivela, lo porta alla luce, lo smaschera.
- È il momento in cui il credente percepisce che
qualcosa dentro di lui non è più compatibile con la vita nuova.
Questo è il primo segno della nuova
nascita: non l’assenza del male, ma la sua riconoscibilità.
“Quando sarà venuto, convincerà il mondo
quanto al peccato…” (Giovanni 16:8, NR2024)
La sentinella spirituale non accusa per
distruggere, ma per proteggere.
2. L’illuminamento: la luce che
distingue ciò che prima era confuso
Nel corpo, dopo il riconoscimento, i
segnali chimici “illuminano” il problema e richiamano le cellule giuste. Nella
vita spirituale, l’illuminamento è l’opera della Parola resa viva dallo
Spirito.
- La Parola non solo informa: fa discernere.
- Ci mostra ciò che è sano e ciò che è malato, ciò
che appartiene alla carne e ciò che appartiene allo Spirito.
- Dove prima c’era confusione, ora c’è distinzione.
L’illuminamento non è un atto
intellettuale, ma un atto di rivelazione.
“La tua parola è una lampada al mio
piede e una luce sul mio sentiero.” (Salmo 119:105, NR2024)
La luce non crea il male: lo rende
visibile.
3. La marcatura e il taglio: la spada
che separa il bene dal male
Nel corpo, gli anticorpi “marcano” ciò
che deve essere eliminato. Nella vita spirituale, la Parola compie un’azione
simile: segna, distingue, separa.
Qui entra in scena la spada a due
tagli.
“La parola di Dio è vivente ed efficace,
più affilata di qualunque spada a due tagli; essa penetra…” (Ebrei 4:12,
NR2024)
Tre movimenti:
🔹 1. Marcatura
La Parola mette un “sigillo” su ciò che
è incompatibile con la vita nuova. Non è un giudizio umano, ma un giudizio
divino che dice: questo non appartiene più a te.
🔹 2. Separazione
La spada non ferisce per distruggere, ma
per dividere:
- tra vecchio e nuovo,
- tra carne e Spirito,
- tra ciò che deve morire e ciò che deve vivere.
È un atto chirurgico, non punitivo.
🔹 3. Risanamento
Dopo il taglio, il corpo guarisce. Così,
dopo la separazione operata dalla Parola, lo Spirito ricostruisce, rinnova,
santifica.
La nuova nascita non è un evento
statico, ma un processo continuo di discernimento e guarigione.
Sintesi
- La sentinella: lo Spirito rivela ciò che non appartiene alla vita nuova.
- L’illuminamento: la Parola fa luce e distingue ciò che prima era confuso.
- La marcatura e il taglio: la Parola separa il bene dal male, permettendo
il risanamento.
È un movimento armonico: rivelazione
→ discernimento → guarigione.
Considerazione finale
A questo punto è necessario aggiungere
una considerazione decisiva per il rimanente fedele del cristianesimo di oggi,
che vive nell’attesa del rapimento della Chiesa. Non dobbiamo commettere
l’errore di considerarci già perfettamente guariti, come se la ferita fosse
ormai del tutto cicatrizzata e il pericolo di infezione fosse scomparso. La
nuova nascita è reale, la vita dello Spirito Santo è in noi, ma la nostra
condizione presente rimane quella di una Convalescenza vigilante. Gesù stesso ammonisce i discepoli con parole
che attraversano i secoli: “Lo spirito è pronto, ma la carne è debole.” (Matteo
26:41)
La debolezza della carne non annulla la
potenza dello Spirito Santo, ma richiede vigilanza, sobrietà, discernimento
continuo. Il rimanente fedele non può permettersi di uscire allo scoperto
senza questa consapevolezza, come un malato che, sentendosi meglio, abbandona
prematuramente le cure e si espone a una ricaduta più grave della prima.
La Scrittura insiste su questo punto: la
guarigione è iniziata, ma non è ancora compiuta; la salvezza è certa, ma la
santificazione è un cammino; la liberazione è avvenuta, ma la carne non è
ancora redenta. Per questo Pietro esorta:
“Siate sobri, vegliate.” (1 Pietro 5:8)
E Paolo aggiunge: che non abbiamo ancora ottenuto la redenzione
del nostro corpo: Romani 8:22 Sappiamo infatti che fino ad ora
tutta la creazione geme ed è in travaglio; 23 non solo essa, ma
anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi,
aspettando l'adozione, la redenzione del nostro corpo.
Viviamo dunque in questa tensione: già
risanati nello spirito, ma ancora fragili nella carne. La nostra identità è
nuova, ma il nostro ambiente è ostile; il nostro cuore è stato toccato da Dio
Spirito, ma il mondo rimane sotto il potere del maligno.
Per questo la vigilanza non è un
optional, ma una condizione di sopravvivenza spirituale. Il rimanente fedele, proprio perché ha passato il
Giordano ed è entrato nella vita nuova, deve custodire la ferita che sta guarendo,
evitando ogni contatto con ciò che potrebbe riaprire l’infezione: l’idolatria
religiosa, la nostalgia della Legge, la ricerca di sicurezza nelle forme
anziché nella grazia.
La convalescenza non è debolezza: è
consapevolezza. È il tempo in cui impariamo a camminare nello Spirito Santo,
sapendo che la carne rimane debole finché non saremo trasformati “in un batter
d’occhio” alla venuta del Signore.
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