Principalmente il Dono di Profezia nella Responsabilità e nell’Urgenza dei Nostri Giorni - Riflessione in Pillole - n. 275

 di Renzo Ronca  7-1-26


“I profeti profetizzano bugiardamente, i sacerdoti governano agli ordini dei profeti e il mio popolo ha piacere che sia così. Che cosa farete voi quando verrà la fine?” (Geremia 5:31).

Noi cristiani sappiamo di trovarci in un’epoca difficile, segnata da prove globali, idolatrie inganni e conflitti interiori ed esteriori. La Scrittura ci invita a non meravigliarci delle difficoltà presenti, richiamando continuamente alla fiducia in Dio, alla certezza che il Signore è una fortezza nei momenti duri (Salmi 37:5), e alla speranza futura, come la risurrezione annunciata da Gesù (Giovanni 5:28‑29). Le prove sono temporanee e inserite in un disegno più grande, e la Bibbia moltiplica gli inviti a non temere e a trovare la salvezza nella fede.

Anche Giobbe, pur lamentando la sofferenza del suo corpo, la perdita della sua famiglia e l’incomprensione dei suoi amici, sa che Dio è il suo Redentore e che interverrà (Giobbe 9).

L’apostolo Paolo riassume con chiarezza i nostri punti di forza: il Signore ci ha dato lo Spirito Santo con i Suoi doni, che vanno ricercati e usati secondo un ordine spirituale rapportato alla necessità dei temmpi

«Ricercate l’amore e desiderate ardentemente i doni spirituali, principalmente il dono di profezia» (1 Corinzi 14:1). L’amore da ricercare è quello di Dio, la Sua essenza, ben diverso dall’uso superficiale che il mondo fa oggi di questa parola. Deve essere l’oggetto principale delle nostre preghiere personali.

Desiderare i doni dello Spirito Santo è cosa buona, e vanno cercati “ardentemente”; ma occorre evitare la ricerca degli “effetti speciali”. Concentriamoci su ciò che, nei nostri tempi, rappresenta la “vigna” del Signore su cui lavorare: principalmente il dono di profezia.

Questo dono va compreso con sobrietà. Paolo prosegue: «Chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio… Chi profetizza, invece, parla agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione… chi profetizza edifica la chiesa» (1 Corinzi 14:2‑4).

Profetizzare oggi non ha nulla a che vedere con la divinazione, con previsioni generiche o con pratiche simili all’astrologia. La profezia biblica non è un tentativo di indovinare il futuro, ma l’attento ascolto dello Spirito Santo e lo studio meditato delle rivelazioni già consegnate nella Scrittura. Le profezie bibliche sono state esposte una volta per sempre, ma si aprono progressivamente alla comprensione della chiesa man mano che ci avviciniamo alla loro realizzazione.

Il vero dono di profezia consiste dunque nel discernere queste aperture, nel riconoscere il tempo in cui viviamo, e nel trasmettere alla chiesa parole che edificano, esortano e consolano, secondo l’ordine stabilito da Dio.

Preghiamo e dedichiamoci a questo con molta cura.



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