Seguire Gesù Oggi Rinnovamento o Tradizione

di Renzo Ronca 14-4-25

 La parola “seguire” dà l’idea di movimento non di una staticità. La parola “tradizione” invece dà l’idea di una immobilità.

Gesù non è stato un “guru” fermo nel suo misterioso centro di verità obbligando i cercatori di verità ad andare da Lui. Gesù non rimaneva in un egocentrico ideale ascetico lasciando poi agli altri, chi voleva e chi non voleva, di andare da Lui oppure no. Il centro del cristianesimo non è una fissità dottrinale dogmatica che agisce per “attrazione”, del tipo “io sono giusto e perfetto, sto qui, se ti interessa vieni tu da me, se no arrivederci”.

Gesù si spostava fisicamente, andava Lui dai cuori bisognosi per parlare loro, liberarli guarirli. Fu una rivoluzione per la tradizione rituale giudaica.

E’ una rivoluzione anche oggi per la tradizione rituale cristiana, che necessita come quella giudaica di una riscoperta vera della mobilità insita nel Signore Gesù, o Parola fatta carne, o Dio incarnato.

Gesù non se ne stava seduto aspettando qualche pellegrino casuale per dispensargli consigli di sapienza sulla vita. Come abbiamo detto Gesù era un Maestro che si spostava da una città all’altra. SeguirLo significa, oggi come allora, andargli dietro; dove va Lui andiamo noi che ci riteniamo Suoi discepoli. Da più di duemila anni che è così: chiunque si sia sentito compungere nel cuore – maschio o femmina - sentendo la Sua Parola non è rimasto fermo, ma si è alzato come fece Levi Matteo e Lo ha seguito senza porsi troppe domande, fidandosi di Lui, non solo teoricamente ma anche fisicamente cambiando radicalmente la propria vita.  

Nella tradizione non si può mai cambiare; infatti è come dire: “i nostri nonni hanno fatto così, i nostri padri fecero così, anche noi dobbiamo fare così…”. Ma Gesù è un cambiamento continuo, inteso come evoluzione, espansione dell’anima, comprensione della Divinità e del presente e del futuro nella rivelazione completa del progetto di Dio nel quale siamo inseriti e che si compie sotto i nostri occhi e che si completerà in quello dei nostri figli.

Quando in questi duemila anni abbiamo percepito una rivelazione da parte del Signore, la nostra tendenza umana è stata quella di fermarci in essa, abitarci immobili e sicuri perché ci aprivano una realtà bella e piacevole. Una tendenza comprensibile, ma sbagliata, come quella che provarono i tre discepoli Giacomo, Pietro, Giovanni, sul monte della trasfigurazione: “Pietro disse: «Maestro, è bene che stiamo qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva” (Lc 9:33).

Dio è un essere misterioso e complesso che abita in una realtà diversa e per ora inaccessibile; non a caso si rivelò a Mosè come in un fuoco continuo.   

In un certo senso possiamo chiare “dogma” quella naturale immatura tendenza umana a fermare a bloccare questo fuoco che si eleva verso il cielo da cui esce la Parola di Dio.

Le questioni di fede, divenute imposizioni sotto forma di dogmi, rientrano anno dopo anno nella tradizione fissa ed immutabile, e se non vengono diluite temperate con la maturità degli insegnamenti crescenti dello Spirito di Dio, provocano un arresto della crescita dei credenti. Non è facile fare queste scelte, ci vuole coraggio e spesso un cammino abbastanza criticato e solitario. Eppure è necessario: la chiesa dogmatica non cresce più perché non ha più lo Spirito Santo. Tale assenza non è da vedere solo come una punizione, ma è la conseguenza di una gerarchia che irrigidendo l’espansione spirituale divina nelle anime, esclude taglia fuori la crescita appunto dello Spirito Santo all’interno delle anime e della chiesa stessa. E’ un anticipo di quello che avverrà in maniera globale dopo che la Chiesa di Gesù santificata sarà rapita.

La falsa chiesa troppo dogmatizzata, nella illusione di parlare in nome di Gesù, in realtà è staccata da Gesù stesso e cade nell’apostasia, suo malgrado. Per questo accettando implicitamente la tradizione come concetto, cade da tradizione in tradizione sommano tutto, sacro e profano, accettando per esempio l’idea idolatrica di pregare anche chi non è Dio ma solo una creatura.

Quando si parla allora di “rinnovamento nello Spirito” o di “Gesù risorto” non ci si può limitare alla fondazione di gruppi spirituali elitari che hanno buone intenzioni ma di fatto vanno avanti con le tradizioni sacramentali vecchie, perché gli insegnamenti di Gesù sono semplici e chiari in proposito: Matt 9:16 Nessuno mette un pezzo di stoffa nuova sopra un vestito vecchio; perché quella toppa porta via qualcosa dal vestito vecchio e lo strappo si fa peggiore. 17 Neppure si mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti gli otri scoppiano, il vino si spande e gli otri si perdono; ma si mette il vino nuovo in otri nuovi e l'uno e gli altri si conservano».  Provate a riflettere su questo insegnamento di Gesù appena riportato: Egli stava riedificando il patto di Dio con l’uomo eliminando degli errori che si erano ripetuti diventando legge. I giudei avevano irrigidito quel patto con un legalismo idolatra privo di misericordia; erano arrivati a non riconoscere lo stesso Messia, guidati com’erano dalla tradizione sacerdotale rituale super-dogmatizzata, pena la morte contro chi “peccava”. Gesù stesso infatti secondo loro aveva commesso peccato e quindi doveva morire. Non capivano che stavano mettendo a morte loro stessi.

Riportate ora lo stesso ragionamento nelle chiese cristiane di maggioranza attuali. Non c’è una tradizione dogmatizzata e gestita da una gerarchia? Dov’è il rinnovamento spirituale che Gesù ha instaurato e che lo Spirito Santo ha continuato? Potrebbe un rinnovamento vero, come una stoffa nuova, essere ricucito su un vestito-tradizione vecchio? E’ solo un “toppa” che farà sbrindellare tutto il vecchio vestito.[1] E’ un’illusione considerare nuove e guidate dallo Spirito Santo certe chiese che hanno una struttura come un vestito tradizionale antico consumato dall’uso.  

Dallo studio che abbiamo fatto[2]  sappiamo per noi cristiani, occorre anche oggi un salto di fede importante che non tenga più conto di certe tradizioni sbagliate. Visti i tempi attuali e gli errori commessi dalle generazioni umane, e visti i tempi invece stabiliti da Dio nei cieli e rivelati a noi nelle profezie bibliche e suggellati nell’Apocalisse, non c’è più il tempo per e la possibilità di ripartire da capo. Chi può capire capisca adesso. Non c’è una “quarta persona di Dio” dopo lo Spirito Santo che possa perdonarci se falliamo questa ultima possibilità.    

 



[1] Un esempio di “toppa” potrebbe essere la differenza tra “venerare e pregare”; a me sembra solo un gioco ipocrita di parole, perché di fatto tutti i fedeli di quelle chiese pregano e chiedono le grazie alle persone morte.

[2]  Sorprendente insegnamento da Ebrei ,  scritto in PDF    https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/04/sorprendente-insegnamento-da-ebrei-cap6.html   OPPURE su un video-studio Youtube in  https://www.youtube.com/watch?v=52a49fHWrcw   

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