Rafforzati e Rafforza – Parte 2 - da 2 Timoteo 2:1-7
di Renzo Ronca 9-5-25
2Timoteo 2:1 Tu dunque, figlio mio, fortìficati nella grazia che è in Cristo Gesù, 2 e le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri. 3 Sopporta anche tu le sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù. 4 Nessuno, prestando servizio come soldato, s'immischia nelle faccende della vita, se vuol piacere a colui che lo ha arruolato. 5 Allo stesso modo quando uno lotta come atleta non riceve la corona, se non ha lottato secondo le regole. 6 Il lavoratore che fatica dev'essere il primo ad avere la sua parte dei frutti. 7 Considera quel che dico, perché il Signore ti darà intelligenza in ogni cosa.
Figlio mio
2Timoteo 2:1 Tu dunque, figlio mio,….
Si tratta ovviamente di una figliolanza simbolica di tipo spirituale: quando uno evangelizza o introduce un altro alle verità evangeliche diviene come una specie di insegnante religioso, mentore spirituale, stando attentissimo a non creare dipendenze da se stesso nel discepolo, bensì <cercando di condurre ogni anima solo al Signore.
fortìficati nella
grazia che è in Cristo Gesù,
2Timoteo 2:1 Tu dunque, figlio mio, fortìficati
nella grazia che è in Cristo Gesù,
L’origine della forza è il Signore Gesù; per Suo merito possiamo accedere alla grazia, trovare pace con Dio Padre e, da questa relazione, possiamo aprirci con fiducia all’istruzione dispensata da Dio Spirito Santo. “Fortificati” dunque ha due valenze: la prima è nutrirsi di Dio, dove Lui solo è il soggetto e l’origine di tutto; la seconda è attivarsi in prima persona, impegnarsi, collaborare con le indicazioni che riceveremo dalla Spirito di Dio. In questa seconda parte dobbiamo attivare anche la buona volontà, le scelte e la coerenza del nostro “Io” debitamente ridimensionato, ma prezioso davanti all’Eterno.
Le cose che hai
udito da ne…
2Timoteo 2:2 e
le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli,
che siano capaci di insegnarle anche ad altri.
Se interpretassimo quel “… le cose che
hai udite da me…” come un obbligo di ubbidienza tra persona e persona nelle
gerarchie delle istituzioni ecclesiastiche, si creerebbe di nuovo una chiesa
basata sull’obbedienza a se stessa in forma umana non divina; e sappiamo dove
ha portato questa dottrina. Paolo invece è molto chiaro su questo punto: è vero
che a Timoteo ricordava le cose che lui (Paolo) gli aveva letteralmente detto,
ma queste riguardavano una visione molto moderna ed ampia della Chiesa senza
denominazioni, che non siamo ancora riusciti a raggiungere; ad esempio: 1 Cor 1:12 Voglio dire che
ciascuno di voi dichiara: «Io sono di Paolo»; «io, di Apollo»; «io, di Cefa»;
«io, di Cristo». 13 Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per
voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo?
1Cor 3:4 Quando uno dice: «Io sono di Paolo»; e un altro: «Io sono d'Apollo»; non siete forse uomini carnali? 5 Che cos'è dunque Apollo? E che cos'è Paolo? Sono servitori, per mezzo dei quali voi avete creduto; e lo sono nel modo che il Signore ha dato a ciascuno di loro. 6 Io ho piantato, Apollo ha annaffiato, ma Dio ha fatto crescere; 7 quindi colui che pianta e colui che annaffia non sono nulla: Dio fa crescere! 8 Ora, colui che pianta e colui che annaffia sono una medesima cosa, ma ciascuno riceverà il proprio premio secondo la propria fatica.
affidale a uomini
fedeli…
2Timoteo 2:2 e le cose che hai udite da me in presenza
di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano
capaci di insegnarle anche ad altri.
L’errore che un responsabile di comunità commette spesso è quello di fidarsi troppo di tutti i credenti appena arrivati. Qui invece si parla di uomini fedeli. Ora la fedeltà non è una virtù che si vede nell’immediato, ma è piuttosto un valore, una qualità morale che si può manifestare dopo che la fede viene provata. Infatti dice anche: 1 Timoteo 3:6 "Che non sia convertito di recente, affinché non diventi presuntuoso e cada nella condanna inflitta al diavolo.
…che siano capaci
di insegnarle anche ad altri.
2Timoteo 2:2 e le cose che hai udite da me in
presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano
capaci di insegnarle anche ad altri.
Questa indicazione a Timoteo è piuttosto importante e il principio si può estendere a tutta la Chiesa del Signore. Chi è conosciuto dal Signore, come Paolo, come fosse un vaso comunicante…
Come un vaso
comunicante
Paolo è come un vaso comunicante,
un servitore che ha ricevuto dal Signore l'acqua della vita e lo Spirito.
Questa benedizione non rimane solo in lui, ma si trasmette naturalmente
a tutti i vasi collegati, proprio come avviene nel principio dei vasi
comunicanti: ciò che è versato in uno, scorre anche negli altri.
In questo modo, la sua predicazione
e il suo ministero permettono ad altri di essere riempiti della stessa vita
spirituale, affinché possano crescere nella fede e a loro volta
trasmetterla ad altri. Un esempio di come la fede non si ferma, ma scorre
e si moltiplica.
Il principio di 2 Timoteo 2:2 si
manifesta proprio nel flusso continuo dei vasi comunicanti: ciò che
Paolo ha ricevuto dal Signore non è rimasto solo in lui, ma è stato trasmesso a
uomini fedeli, che a loro volta lo insegneranno ad altri. Questo
processo si ripete di vaso in vaso, creando un collegamento ininterrotto
nella Chiesa del Signore, dove la sapienza e la potenza di Dio scorrono
da una generazione all’altra.
Un perfetto esempio del modo in cui la
verità e lo Spirito si diffondono, nutrendo e rafforzando il
Corpo di Cristo.
(commento aperto a una continuazione anche da parte vostra. Chi vuole può scrivere a missionepic@libero.it )
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