Ebrei 2:5–9 Una “Piega” Sotto le Scritture - Studio - n. 69
-di Renzo Ronca 13-8-25 [prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/08/basi-pratiche-da-sapere-prima-di.html ]
Questo passo della Lettera agli Ebrei offre un esempio prezioso di come la Scrittura possa contenere sfumature che richiedono attenzione, studio e umiltà.
Il testo cita il Salmo 8, parlando dell’“uomo” e del “figlio dell’uomo”, e apre a una riflessione profonda sull’identità umana e su Cristo stesso.
Ma prima, una nota importante sul testo
originale greco:
Tutto il testo era scritto in maiuscolo
continuo, senza spazi tra le parole, senza punteggiatura, e senza accenti o
segni fonetici (che furono introdotti solo più tardi, a partire dal III secolo a.C.,
con i primi segni di punteggiatura attribuiti ad Aristofane di Bisanzio,
e poi sistematizzati nel periodo bizantino).
Questo significa che non possiamo
sapere dal testo originale se una parola fosse intesa come maiuscola o
minuscola, e quindi se si riferisse a Dio, a Cristo, o all’uomo in
generale. Le edizioni moderne fanno scelte interpretative, ma non definitive.
Nel versetto 8 leggiamo:
«Tu hai posto ogni
cosa sotto i suoi piedi.»
Questa parte, nel contesto del Salmo 8 e
della citazione in Ebrei, si riferisce alla generazione umana, alla
dignità che Dio ha conferito all’uomo nella creazione.
Segue:
«Avendogli
sottoposto tutte le cose, Dio non ha lasciato nulla che non gli sia soggetto.»
Anche qui, il soggetto è l’uomo,
inteso come creatura fatta “di poco inferiore agli angeli”, secondo il disegno
originario di Dio.
Poi:
«Al presente però non
vediamo ancora che tutte le cose gli siano sottoposte.»
Ancora una volta, si parla dell’umanità,
che non ha ancora realizzato pienamente quella signoria prevista nel piano
divino.
Ma nel versetto 9 avviene un cambio
chiaro:
«Però vediamo colui
che è stato fatto di poco inferiore agli angeli, cioè Gesù...»
Qui il riferimento è esplicito: Gesù,
che ha condiviso la condizione umana — “di poco inferiore agli angeli” — ma è
stato coronato di gloria e di onore a motivo della sua morte redentrice.
È perfetto nello spirito, ma ha assunto la carne, la condizione umana, per gustare
la morte per tutti.
Riflessione
Questo passaggio ci mostra come la
Scrittura possa parlare prima dell’uomo, poi di Cristo, in una
progressione che non è sempre immediata da cogliere. Senza punteggiatura, senza
maiuscole, senza indicazioni esplicite nel testo greco, è facile cadere in
interpretazioni troppo rapide o dogmatiche.
Serve quindi:
- Studio attento, anche filologico.
- Tempo e meditazione, nella nostra “cameretta”.
- Umiltà nel leggere anche le opinioni
di altri studiosi, non
per seguire ogni voce, ma per affinare il discernimento.
E come dice Giacomo: «Non siate in
molti a fare da maestri...» — e lo dico prima di tutto a me stesso.
Ogni passo va affrontato con riverenza, perché la Parola è viva, profonda, e
più grande di ogni nostra certezza.
(continua in https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/08/saul-e-la-seduta-spiritica-con-la.html )
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