Adorazione Eterna Come Fine e Forma Dell’Essere Redento - Itinerario Spirituale 9 - n.132
-di Renzo Ronca 22-8-25 Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/09/sofferenza-come-residuo-del-tempo-e-del.html
Pensiero sintetico
L’adorazione eterna è la risposta totale
dell’essere redento alla pienezza di Dio: non più solo parola o gesto, ma
esistenza immersa nella luce, dove ogni respiro è lode e ogni pensiero è
comunione.
1. Adorazione come
destino escatologico
La Scrittura descrive l’eternità come adorazione
continua: “Essi non cessano mai di dire: Santo, santo, santo è il Signore
Dio onnipotente” (Apocalisse 4:8). Non è ripetizione sterile, ma esplosione
di stupore. Ogni istante è nuovo, ogni sguardo su Dio è rivelazione.
L’adorazione è vita piena, non atto liturgico.
2. Adorazione come
risposta alla gloria
La gloria di Dio non può essere
contemplata senza risposta. “Quando lo vedremo, saremo simili a lui” (1
Giovanni 3:2). La somiglianza genera risonanza: il cuore redento vibra
con la gloria, e la vibrazione è adorazione. Non si adora per dovere, ma
per necessità ontologica: l’essere trasformato non può non adorare.
3. Adorazione come
forma dell’eternità
L’eternità non è tempo infinito, ma pienezza
senza tempo. In essa, l’adorazione è forma dell’essere. Non c’è più separazione
tra pensiero e lode, tra corpo e spirito, tra tempo e verità. “Il Signore sarà
la luce, e regneranno nei secoli dei secoli” (Apocalisse 22:5). Regnare è adorare,
vivere è lodare.
4. Adorazione come
anticipo nel tempo
Il credente può anticipare
l’adorazione eterna: “Offrite i vostri corpi in sacrificio vivente… questo è il
vostro culto spirituale” (Romani 12:1). Ogni atto consacrato, ogni silenzio
abitato, ogni speranza custodita è adorazione anticipata. È il già
che si innesta nel non ancora.
5. Adorazione come
contrazione e dilatazione
Qui si può riprendere l’ipotesi cosmologica
( kósmos ordine, universo e lógos parola che articola un
discorso, Gesù parola incarnata) : l’adorazione è contrazione (ritiro
dell’io, silenzio, prostrazione) e dilatazione (espansione dell’anima,
comunione, estasi). Come Dio si contrae per creare, e si espande per redimere,
così l’anima si contrae per adorare, e si espande per abitare la gloria.
6. Sintesi
teologica
L’adorazione eterna è fine e forma,
risposta e respiro, silenzio e canto. È il punto in cui tutto si
raccoglie: la sofferenza si dissolve, il tempo si piega, la coscienza si
illumina, la grazia si compie. E l’anima, finalmente libera, adora.
Conclusione
Il cammino tracciato in queste pagine di nove pensieri, non
pretende certo di esaurire il mistero della vita spirituale, ma di offrire una
traiettoria: dalla memoria del passato alla tensione del presente, dalla
speranza del futuro alla trasfigurazione del corpo, fino alla gloria che si fa
visibile e all’adorazione che si fa eterna.
Ogni pensiero è un passo, ogni passo è
una soglia. La sofferenza non è negata, ma attraversata; la grazia non è
concetto, ma forza viva; la coscienza non è funzione, ma santuario. E la gloria
— che sembrava lontana — si rivela come luce che già ora trasforma, anticipa, chiama.
Il credente, avvolto dalla certezza della
promessa, non cammina nel tempo come chi attende, ma come chi già partecipa.
La contrazione spirituale degli eventi, la consacrazione nel silenzio, la
percezione del corpo nuovo: tutto concorre a formare un’esistenza che respira
l’eternità.
E così, senza formule né conclusioni
rigide, questo scritto si chiude come si apre: con lo sguardo rivolto
all’Eterno, e con il cuore disposto a lasciarsi trasformare dalla sua gloria.
Lode a Dio.
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