Sofferenza come Residuo del Tempo e del Corpo Decaduti - Itinerario Spirituale 8 - n. 131
.di Renzo Ronca - 22-9-25 - prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/09/la-gloria-come-compimento-escatologico.html
Pensiero sintetico
La sofferenza è il logorio della tenda
terrena che si consuma, ma per il credente è anche il segnale che il corpo
nuovo si avvicina. Nella consacrazione silenziosa e nella certezza della
promessa, la percezione si contrae: il futuro si fa presente, e la nuova
creazione comincia a pulsare già ora.
1. La tenda terrena
che si consuma
Paolo scrive: “Sappiamo infatti che se
questa tenda, che è la nostra dimora terrena, viene disfatta, abbiamo da Dio un
edificio… eterno nei cieli” (2 Corinzi 5:1). Il corpo terreno è provvisorio,
fragile, e la sofferenza è il segno del suo logoramento. Non è
punizione, ma consumo naturale che prepara il passaggio.
2. La sofferenza
come residuo del tempo
La sofferenza può essere vista come scarto
del tempo decaduto, residuo della caduta, ma anche traiettoria verso la
redenzione. “Anche noi… gemiamo dentro di noi, aspettando l’adozione, la
redenzione del nostro corpo” (Romani 8:23). Il corpo nuovo non nasce dalla
negazione del dolore, ma dalla sua trasfigurazione.
3. Non percepirsi
nel corpo che soffre
Il credente è chiamato a non
identificarsi con il corpo che soffre, ma con quello che si rinnova. “Il
nostro uomo esteriore si va disfacendo, ma il nostro uomo interiore si rinnova
di giorno in giorno” (2 Corinzi 4:16). È un cambiamento difficile, ma
possibile nella consacrazione silenziosa, dove lo Spirito parla senza
parole.
4. La contrazione
temporale degli eventi
La certezza della promessa genera una contrazione
temporale: il futuro si avvicina, si sovrappone al presente.
È come se il tempo si piegasse: “La notte è avanzata, il giorno è vicino”
(Romani 13:12). I figli di Dio, avvolti dalla speranza, sentono già il
futuro: “Già ora siamo figli di Dio… ma ciò che saremo non è stato ancora
manifestato” (1 Giovanni 3:2).
Questa percezione spirituale può essere
paragonata — con cautela — alla teoria della contrazione ed espansione
nella creazione: Dio si ritira (tzimtzum, nella mistica ebraica), per
fare spazio alla libertà, poi si espande nella redenzione. La sofferenza
è il vuoto che precede la pienezza.
5. Sintesi
teologica
- La sofferenza è consumo della
tenda, non condanna.
- Il corpo nuovo è promessa attiva,
non solo futura.
- La consacrazione nel silenzio è spazio
di trasfigurazione.
- La contrazione temporale è percezione
spirituale della gloria.
- Il credente vive tra il già e il
non ancora, ma sente già il battito della nuova creazione.
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