Invito al Servizio Cristiano nella Grande Camera del Tempio con Discernimento per Rapida Riedificazione - Parte 5 - n.122
-di Renzo Ronca 16-9-25
[prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/09/principi-per-la-riedificazione.html ]
il Signore sta chiamando
molti a un’opera concreta e profonda: la ristrutturazione del tempio di Dio
nei cuori e del rimanente della Chiesa secondo princìpi biblici riletti
alla luce dello Spirito. Non si tratta di restaurare forme antiche spacciandole
per nuove, ma di discernere i semi essenziali ciò che è puro, utile,
consacrato, e separarlo da ciò che è estraneo, contaminante, o
confuso.
Il capitolo 12 di Neemia ci mostra una lunga lista di rimpatriati, chiamati a collaborare con Zorobabele nella riedificazione. Capiamone il senso per riportalo al presente. Non tutti erano improvvisati: erano leviti, sacerdoti, cantori, portinai, scribi, ciascuno con un ruolo preciso. Questa struttura ordinata è figura di ciò che oggi lo Spirito sta ricostruendo: una comunità spirituale operativa, dove ogni chiamato è purificato e posto nel proprio ufficio.
Nel capitolo 13, Neemia torna a Gerusalemme e trova la casa di Dio
contaminata:
- Camere sacre occupate da chi non appartiene al
popolo (v.7–9)
- Leviti fuggiti perché trascurati (v.10)
- Il sabato profanato, le porte aperte senza
discernimento (v.15–22)
- Unione con mogli straniere, figura della promiscuità
spirituale (v.23–27)
La grande camera
(v.5) diventa simbolo del luogo dove oggi si riorganizzano le persone chiamate
e gli strumenti della missione: comunicazione, insegnamento, adorazione,
discernimento. Gli addetti al servizio — come lo erano i leviti, sacerdoti,
cantori, portinai, scribi — sono oggi coloro che, purificati, riordinano il
materiale del santuario, preparano i cuori, custodiscono l’ingresso, e
vigilano sulla santità.
Infine, l’accenno a Salomone e alle mogli straniere (v.26–27) è un monito contro ogni forma di sincretismo religioso.[2] Questo è ciò che oggi va evitato con fermezza: non è più tempo di compromessi. Chi è chiamato alla riedificazione deve separare ciò che è santo da ciò che è profano, non per giudicare, ma per purificare, ristabilire, e preparare la casa di Dio per la sua manifestazione.
“I leviti non avranno parte né eredità... il Signore è
la loro eredità” — Deuteronomio 10:9
Si muovono attorno al
Santuario del cuore, e rasentano già la gloria di Dio che a volte li avvicina rafforzandoli.
Sono già appartati spiritualmente, ma transitano anche all’interno delle
denominazioni abbracciando i buoni intenti; hanno pensieri consacrati, impulsi
redenti, desideri purificati. Non sono perfetti, ma sono chiamati. Vivono della
Presenza, non di beni, proprio come i Leviti.
- Attraverso il silenzio: lasciando spazio alla voce di Dio
- Con la Parola: nutrendo il cuore con meditazione quotidiana
- Con il servizio: offrendo gesti semplici ed essenziali senza troppi compromessi, come
atti sacerdotali
- Con la poesia: lasciando che il cuore canti, anche nel dolore.
Invito: Entrate nella grande camera dei portinai del Tempio di Dio
Cari amici, se quanto è
stato condiviso in questi giorni ha risuonato nel vostro cuore, se avete
percepito non solo parole ma un richiamo più profondo, allora sappiate che non
è un invito mio, ma una chiamata che viene dall’alto.
Chi è del Signore, si
metta al lavoro!. Chi riconosce la voce che chiama, risponda per lavorare insieme, anche se si trova
lontano, in un altro Stato, in un’altra stagione della vita. Non si tratta di
aderire a un progetto umano, ma di entrare in un servizio nascosto, silenzioso,
nella grande camera dei portinai del tempio di Dio.
Là, ciascuno veglia
secondo la propria misura, custodisce il passaggio, accompagna chi cerca, e si
lascia trasformare. Non è necessario capire tutto, né avere forze
straordinarie. Basta riconoscere il segnale e dire: “Eccomi”.
Vi attendo, non con
clamore, ma nella quiete dove il cuore si fa tabernacolo e la fedeltà si offre
come incenso.
Scivete alla mail mispic2@libero.it
[1] La
differenza fondamentale è che il rigore è un approccio positivo che
implica precisione, coerenza e un rispetto per i principi che sottendono le
regole, permettendo anche flessibilità per raggiungere l'obiettivo; il
rigorismo è l'eccesso di questo rigore, caratterizzato da un'inflessibilità
assoluta e un'applicazione intransigente delle norme, senza considerare le
conseguenze o i principi sottostanti, e che spesso porta a un'eccessiva
severità (AI Overview)
[2] Sincretismo
religioso: fusione artificiale di dottrine religiose diverse, spesso per
interesse, potere o confusione spirituale, come in certe forme di ecumenismo
distorto.

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