Coscienza - Itinerario Spirituale 5 - n. 127

 -di Renzo Ronca - 20-9-25 - Prosegue da  https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/09/itinerario-spirituale-tra-silenzio-e.html 


Studio 5: La coscienza come spazio teologico e giudizio spirituale

Pensiero sintetico

La coscienza è il santuario interiore dove l’essere umano incontra la voce di Dio; permeata dallo Spirito, essa diventa spazio di discernimento, e il suo rifiuto consapevole è chiusura alla verità, non semplice errore.  Il discernimento non nasce dal rumore, ma dal silenzio abitato.

 1. La coscienza nella Scrittura

Il termine greco συνείδησις (syneídēsis) indica “conoscenza condivisa”, “sapere con se stessi”. Paolo ne parla come testimone interiore: “La mia coscienza me ne rende testimonianza nello Spirito Santo” (Romani 9:1). È il luogo dove Dio parla, non solo dove l’uomo riflette.

La coscienza può essere pura (2 Timoteo 1:3), debole (1 Corinzi 8:7), contaminata (Tito 1:15), cauterizzata (1 Timoteo 4:2). Non è infallibile, ma è sensibile alla verità. È il punto di contatto tra l’anima e lo Spirito.

2. La coscienza permeata dallo Spirito

Quando lo Spirito Santo agisce, la coscienza non è più solo umana, ma illuminata, penetrata, risvegliata. È ciò che accade in Atti 2, quando “furono compunti nel cuore” (v. 37). Il pungolo dello Spirito (kentron, Atti 9:5) è spirituale, non razionale: è una chiamata che rasenta la chiarezza angelica, come dicevamo nel pensiero precedente.

3. Il rifiuto della coscienza illuminata

Quando la coscienza è pienamente illuminata e si rifiuta la verità, si entra in una zona di irreversibilità. Non si tratta di ignoranza, ma di resistenza consapevole. È il peccato contro lo Spirito Santo: non un atto isolato, ma una disposizione interiore che chiude il cuore alla grazia. 

4. La coscienza come soglia tra tempo e eternità

La coscienza è il ponte tra il tempo umano e la luce eterna. Quando è toccata dallo Spirito, essa trascende il tempo: le decisioni prese in quel stato hanno valore eterno. Per questo, il rifiuto in quel momento è gravissimo, come quello degli angeli caduti. 

5. Riflessioni filosofiche e psicologiche

  • Newman parlava della coscienza come “il primo vicario di Cristo”.
  • Kierkegaard la vedeva come il luogo della “angoscia redentiva”, dove l’uomo è chiamato a scegliere tra il tempo e l’eterno.
  • In psicologia, la coscienza morale è vista come costrutto dinamico, ma la visione teologica la riconosce come spazio di rivelazione. 

6. Sintesi teologica

La coscienza è luogo sacro, spazio di incontro, soglia dell’eternità. Quando è illuminata dallo Spirito, ogni scelta diventa definitiva. Il rifiuto non è più umano, ma spirituale. E per questo, non può essere perdonato, perché è chiusura alla luce.


(continua in https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/09/la-grazia-come-dinamica-nel-tempo.html )






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