Il Peccato Inquina - L’Occhio Come Lampada del Corpo - Luca 11:34-36 - Parte 1 - n. 115
-di Renzo Ronca 13-9-25
Riflessione su Luca 11:34-36 (Diodati)
«La lampada del corpo è l’occhio; se dunque il tuo
occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà illuminato; ma se è malvagio, anche
il tuo corpo sarà tenebroso. Guarda dunque che la luce che è in te non sia
tenebre. Se dunque tutto il tuo corpo è illuminato, non avendo alcuna parte
tenebrosa, sarà tutto illuminato, come quando la lampada ti illumina col suo
splendore.»
L’occhio è la soglia, il varco attraverso cui il mondo
esterno penetra nel nostro essere. Di per sé, il senso della vista è neutro:
riceve, non giudica. Ma ciò che entra attraverso di esso può essere luce o
tenebra. Se l’occhio è “semplice” — cioè puro, non contaminato, non attratto
dalle cose del mondo — allora lascia entrare la luce di Dio. Se invece è
“malvagio”, cioè distorto, viziato, sedotto da immagini profane, allora ciò che
penetra è oscurità.
«E Dio separò la luce dalle
tenebre» (Genesi 1:4) — questo è il primo atto creativo dell’Eterno:
discernere, distinguere, ordinare. Anche noi siamo chiamati a questo
discernimento, soprattutto nel modo in cui guardiamo.
Il peccato inquina la sorgente
Il peccato non è solo trasgressione: è contaminazione.
Come dice Marco 7:20-23, «È quello che esce dall’uomo che contamina l’uomo…
dal cuore degli uomini escono cattivi pensieri… tutte queste cose cattive
escono dal di dentro e contaminano l’uomo». E ancora, Isaia 59:2: «Le
vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio». Il peccato è come una
nube che oscura la luce, impedendo che essa raggiunga il cuore.
Per questo, l’occhio — e con esso lo sguardo interiore
— deve essere educato. Non basta evitare ciò che è palesemente profano; occorre
affinare la capacità di riconoscere ciò che è veramente luce, ciò che
rispecchia la bontà, la fedeltà e la lungimiranza di Dio.
Lo sguardo rivolto all’interno
Ma non guardiamo solo fuori. Esiste anche uno sguardo
interiore, che si posa sull’inconscio — quel deposito profondo di energie,
memorie, impulsi, che possono essere distruttivi o redenti. L’inconscio non è
il nemico, ma un territorio da esplorare con lo Spirito Santo come guida.
🔹 Esempio negativo: se il mio
sguardo si sofferma su immagini di violenza (TV, social, realtà), esse possono
risvegliare la violenza latente nel mio inconscio, alimentata da vecchi rancori
o ingiustizie subite. Il risultato può essere un’esplosione di comportamenti
aggressivi, non voluti ma interiormente coltivati.
🔹 Esempio positivo: se
contemplo un paesaggio di armonia e pace, quella stessa armonia si diffonde nel
mio cuore, permea i miei pensieri, e trasforma il mio modo di essere.
Educazione spirituale dello sguardo
Dio ci istruisce — con pazienza e amore — su come
usare la vista. Ci insegna a osservare il mondo esterno e il mondo interno con
discernimento, affinché possiamo accogliere solo ciò che è luce della vita. Ma
la responsabilità è nostra: dobbiamo scegliere di seguire gli impulsi dello
Spirito Santo, lasciarci guidare, correggere, purificare.
In questo cammino, ogni sguardo può diventare preghiera.
Ogni immagine può diventare rivelazione. E ogni luce accolta può diventare luce
donata.
(continua in https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/09/il-raffinamento-della-creazione-e.html )
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