Comprendere Anche Gli Eventi del Mondo - n. 208

 -di Renzo Ronca  19-11-25


Riallacciandomi a quanto dicevamo prima sulla differenza tra udire e comprendere la Parola del Signore,[1] penso che un ragionamento simile si possa fare per gli eventi importanti, non sempre piacevoli, che Dio permette.

Prendiamo un evento drammatico che penso ricordiamo tutti: la pandemia per COVID-19. IN quel periodo che colse il mondo impreparato, successe di tutto tra le nazioni. Noi limitiamoci adesso solo alle reazioni dei credenti cristiani.

La domanda da sviluppare potrebbero essere queste: abbiamo assistito ad un numero di morti impressionante: da 7 milioni (OMS dicembre 2023) a 14,83 milioni (Nature 2022).

1) Le chiese cristiane in quel periodo si comportarono bene o male?

2) Siamo in grado adesso che è passato del tempo, di ragionarci e comprenderlo?

3) E noi in particolare cosa abbiamo capito?

 

1) Le chiese cristiane in quel periodo si comportarono bene o male?

Da come ragiono io la maggior pare delle denominazioni dottrinali si comportarono male. Fecero come nei partiti politici, i dirigenti danno una linea e i “dipendenti” poi la seguono per conformismo ecclesiastico. Inoltre per la nostra durezza, in quel tempo non fu possibile avere degli scambi fraterni tra credenti, perché si crearono divisioni e scontri anche aspri e persino violenti. Questo quando invece il Signore ha detto chiaramente «Egli non contenderà, né griderà, e nessuno udrà la sua voce nelle piazze» (Matteo 12:19 NR)

 

2) Siamo in grado adesso che è passato del tempo, di ragionarci e comprenderlo?

Anche su questo la mia opinione è negativa, Da vari tentativi che ho timidamente sperimentato con fratelli di denominazioni diverse, ho l’impressione che ci sia una fraternità solo apparente. E’ un po’ come la brace sotto la cenere, appena soffi un poco, la cenere va via, ma ecco che esce il fuoco, e tutti tornano subito alla discussione caparbia. In pratica penso che la maggioranza dei cristiani sia rimasta com’era. Allora in questi casi sono arrivato alla conclusione che è inutile cercare di trovare accordi con chi è rigido nella dottrina, lasciamo le cose come stanno e affidiamo loro e noi al Signore che saprà come correggerci.

 

3) E noi in particolare cosa abbiamo capito?

Ovviamente parlo solo per me, senza nessuna pretesa, sperando di non urtare la suscettibilità di nessuno perché non è la mia intenzione.

a) Eventi così devastanti come il Covid (chiamatelo come volete non importa il nome) con tanti milioni di morti DEVONO fare riflettere il cristiano che studia la Bibbia nella prospettiva degli ultimi tempi. Il cristiano non è una cosa passiva a rimorchio; si deve porre delle domande per poter discernere pensiero di Dio sull’evento accaduto. Partire a muso duro per le crociate, con frastuono e grandi scontri sul campo è sempre stata una cosa sbagliata. Non sembra ma anche questo può produrre delle “morti spirituali” in chi scandalizzato, si ripiega su se stesso.

b) Forse penso in modo troppo semplicistico, ma evitando argomentazioni teologiche troppo complicate, ho visto che in ogni nazione c’erano delle leggi. Chi non vuole obbedire alle leggi di uno Stato faccia pure, ma io la penso diversamente. Se c’è l’obbligo di usare una mascherina, la metti senza fare tante storie. Non è un peccato.

c) La domanda importante è: Cosa voleva farci intendere Dio con quel frangente globale? MI pare che nella pratica – volenti o nolenti - siamo statti tutti “costretti” a stare appartati e a limitare gli assembramenti.

Quando il Signore ti prende e ti isola nel deserto, perché lo fa? Lo fa per fare silenzio intorno e parlare direttamente al tuo cuore, visto che probabilmente la maggioranza non ha capito ed è stata deviata: «Perciò, ecco, io l’attrarrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore» (Osea 2:14, NR).

Allora da come la vedo io il Signore ci ha forzato in modo drammatico, per tutta la durata della pandemia, a parlare con Lui, portarGli le nostre inquietudini, le nostre paure le nostre domande. Dovevamo fare un pacchetto con inquietudini paure domande e poi portarle proprio davanti al Signore nella nostra stanzetta interna, approfittando di quell’isolamento forzato. Poi avremmo dovuto forse aspettare per elaborare le risposte.

Non so se questo c’è stato.  Forse eravamo troppo presi dalle litigate sull’uso delle parole. Se ci fosse stato allora il nostro comportamento di oggi sarebbe diverso. Che non siamo cambiati molto si deduce anche dalla continuità di eventi sempre più drammatici e gravi che colpiranno la Terra, già profetizzati.  

 

Ma ai rimanenti che confidano nel Signore, viene detto:

«Poiché hai serbato la parola della mia costanza, anch’io ti preserverò dall’ora della prova che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra». (Apocalisse 3:10 NR)

 

 


 

 

 

 

 

Commenti