PANORAMICA DOTTRINE CHIESE ATTUALI In Vista di una Ristrutturazione Adatta ai Rimanenti Fedeli - Parte 5 - n.190
-di Renzo Ronca 7-11-25 Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/11/verso-gli-ultimi-tempi-parte-4.html
INTRODUZIONE
Quanto segue è una mia sintesi
personale, di orientamento grezzo, non perfetto e assolutamente
non dogmatico. Si potrebbe anche non essere d’accordo, non intendo mancare
di rispetto a nessun bravo credente, perché ce ne sono molti in ogni tipo di
chiesa. Il nostro intento è semplicemente quello di sfoltire (forse
grossolanamente) l’assembramento dottrinale, per far posare la polvere
e vedere meglio i particolari rimanenti. Su questi particolari, poi, si
svilupperanno i dettagli specifici che costituiranno la Chiesa del
rimanente del Signore negli ultimi tempi, e sarà quella la parte per noi
più importante.
1) BASE DOTTRINALE COMUNE DELLE CHIESE
PROTESTANTI
La base dottrinale comune delle chiese
protestanti si fonda su cinque principi fondamentali, noti come “Soli della
Riforma”.
I 5 principi
fondamentali della fede protestante
1.
Sola
Scriptura (Solo la
Scrittura) – La Bibbia è l’unica autorità suprema in materia di fede e
condotta – Nessuna tradizione ecclesiastica può sostituirla o superarla
2.
Sola Fide (Solo la fede) – La salvezza si
riceve per fede, non per opere o meriti umani – La giustificazione è un atto
gratuito di Dio verso chi crede
3.
Sola Gratia (Solo la grazia) – La salvezza è
un dono immeritato di Dio, non guadagnato – Ogni iniziativa di redenzione parte
da Dio, non dall’uomo
4.
Solus
Christus (Solo Cristo)
– Gesù Cristo è l’unico mediatore tra Dio e l’uomo – Nessun altro può
intercedere o salvare (Vedi nota
dottrinale[1] )
5.
Soli Deo
Gloria (Solo a Dio la
gloria) – Tutta la vita del credente è orientata a glorificare Dio –
Nessuna gloria va agli uomini, alle istituzioni o alle opere
Altri elementi
condivisi tra le chiese protestanti
- Centralità della predicazione della Parola
- Culto semplice e sobrio, senza ritualismi
- Sacramenti ridotti: generalmente solo Battesimo
e Cena del Signore
- Sacerdozio universale dei credenti: ogni cristiano può accedere
direttamente a Dio
2. DISTINZIONI
NECESSARIE NEL PANORAMA PROTESTANTE
Nel linguaggio comune, si tende a
includere sotto il termine “protestanti” una varietà di gruppi cristiani, ma è
importante fare alcune precisazioni. Ripeto ancora, nessun giudizio, nessuna
polemica, solo distinzioni di massima.
a) Inclusioni ed
esclusioni
– Anglicani: storicamente legati
alla Riforma inglese del XVI secolo, mantengono elementi liturgici e
sacramentali simili al cattolicesimo. – Pur condividendo alcuni principi
protestanti, la Chiesa anglicana rappresenta una via intermedia
tra cattolicesimo e protestantesimo, con posizioni dottrinali e pratiche molto
diversificate al suo interno.
– Mormoni (Chiesa di Gesù Cristo dei
Santi degli Ultimi Giorni): – Non sono considerati parte del
protestantesimo, poiché utilizzano fonti scritturali aggiuntive (come il
Libro di Mormon) e presentano una teologia distinta.
– Testimoni di Geova: – Non
rientrano nel protestantesimo evangelico, in quanto negano la Trinità e
adottano una traduzione biblica propria (Traduzione del Nuovo Mondo),
con interpretazioni dottrinali divergenti.
b) Due grandi
famiglie: protestanti riformati ed evangelici pentecostali
Chiese riformate
classiche
– Derivano direttamente dalla Riforma
protestante del XVI secolo (Lutero, Calvino, Zwingli) – Enfatizzano: – La centralità
della Scrittura – La dottrina della grazia – Una teologia
sistematica e prudente – Sono spesso cauti nell’approccio alla guida
dello Spirito Santo, privilegiando l’ordine, la riflessione e la predicazione –
Esempi: Chiese luterane, riformate, presbiteriane, battiste storiche
Un caso a parte: le
Assemblee dei Fratelli
Le Assemblee dei Fratelli
rappresentano un movimento evangelico nato nel XIX secolo, con forte enfasi
sull’autonomia locale, l’assenza di una figura pastorale verticistica e la
centralità della Cena del Signore.
– Pur avendo radici bibliche e intenzioni
sincere, manifestano spesso contraddizioni tra le singole assemblee locali,
che possono variare notevolmente: – Alcune tendono a un rigorismo dottrinale
e comportamentale – Altre mostrano un approccio più aperto o
semplificato, talvolta a scapito della chiarezza evangelica
Questa estrema autonomia può
generare confusione tra i credenti in cerca di coerenza e maturità spirituale.
LA BIBBIA: RADICE CONTINUITÀ
E RIVELAZIONE
Consideriamo la Bibbia intera —
Antico e Nuovo Testamento — come Parola di Dio ispirata, che si è progressivamente
rivelata nel tempo, in sintonia con la maturità spirituale dell’uomo.
Non si tratta di un libro statico, ma di una rivelazione dinamica, che
accompagna l’umanità in un cammino di comprensione sempre più profondo del
disegno divino.
a) Il passato: la
radice su cui poggiare i piedi
L’Antico Testamento è la radice
della fede, il fondamento su cui poggiare i piedi per comprendere il piano di
Dio. In particolare, lo studio del Santuario — a partire dal tabernacolo
di Mosè — rivela verità spirituali profonde attraverso simboli:
– L’altare, il sangue, il sacerdote, il
velo, l’arca: ogni elemento è figura profetica – Il Santuario terrestre
è ombra del celeste (Ebrei 8:5) – Il percorso del sacerdote
anticipa il cammino di Cristo come Sommo Sacerdote – Il giorno
dell’espiazione (Levitico 16) prefigura il giudizio finale,
che si compirà negli ultimi tempi
“Il tuo cammino, o
Dio, è nel santuario” (Salmo
77:13)
Un nostro studio approfondito sul Tabernacolo, il Santuario di Mosè, lo potrete trovare qui: 'PERCORSO DELL’UOMO NEL SANTUARIO DI MOSÈ COME IL CAMMINO DELLA NOSTRA VITA' in: https://drive.google.com/file/d/1t-0L9CNnDj2xf_6ed2DWHprHEL3Hvm0j/view?usp=drive_link
b) Il futuro:
l’Apocalisse come rivelazione finale
L’Apocalisse non è un libro
isolato, ma la sintesi profetica di tutta la Scrittura. Essa raccoglie e
compie le profezie dell’Antico Testamento (Daniele, Isaia, Ezechiele,
Zaccaria…) e le parole profetiche del Nuovo Testamento (Gesù nei
Vangeli, le lettere apostoliche).
– È la rivelazione progressiva del
piano di Dio, che culmina nel ritorno di Cristo – Mostra il giudizio, la
caduta di Babilonia, la vittoria dell’Agnello, la nuova
Gerusalemme – È un libro profetico, simbolico, ma profondamente coerente
con tutta la Bibbia
“Lo Spirito della
profezia è la testimonianza di Gesù” (Apocalisse 19:10)
Questa visione unitaria della Bibbia — radice
nel passato, rivelazione nel futuro — sarà essenziale per comprendere il
ruolo della Chiesa del rimanente negli ultimi tempi. Essa non si fonda su
dottrine isolate, ma su una visione profetica coerente, che attraversa
tutta la Scrittura.
5. RIFLESSIONI SU
ALCUNI ERRORI DEL PASSATO
Nel rispetto di ogni credente sincero, e
senza alcun intento di giudizio, proponiamo alcune riflessioni personali
su esperienze ecclesiali che, pur animate da buone intenzioni, hanno mostrato limiti
o squilibri nel loro sviluppo.
a) Il caso degli
Avventisti del Settimo Giorno
Questa chiesa cristiana ha avuto il
merito di intuire il valore della radice biblica — il Decalogo, il
Santuario, la profezia — con uno sguardo rivolto al futuro, in attesa
del secondo avvento di Cristo.
Tuttavia, a nostro avviso:
– L’enfasi sul sabato e sulla legge
mosaica ha rischiato di spostare il centro della fede dalla grazia alla
regola – La diffidenza verso la guida dello Spirito Santo ha
limitato l’apertura alla dimensione spirituale viva – La convinzione di essere
“nel giusto” ha portato a un ripiegamento verso forme di
giudeo-cristianesimo, con un efficientismo denominazionale e scarso
dialogo con il corpo centrale delle altre chiese evangeliche
Queste osservazioni non intendono
sminuire il valore di molti credenti avventisti sinceri, ma solo evidenziare un
rischio di squilibrio dottrinale.
b) Il caso delle
chiese pentecostali
Le chiese di tipologia pentecostale hanno
avuto il merito di riscoprire la guida dello Spirito Santo e i doni
spirituali, dando nuova vitalità alla vita comunitaria.
Tuttavia, in alcuni casi:
– Si è spinto troppo sull’aspetto
carismatico, con manifestazioni eclatanti – Si è confusa la libertà
spirituale con l’assenza di regole, dimenticando che: – Più
libertà abbiamo, più dobbiamo abbassarci – Più siamo guidati dallo
Spirito, più dobbiamo autocontrollarci – Avere delle regole non
significa essere meno liberi, ma più maturi
La vera libertà spirituale si manifesta nella
sobrietà, nel rispetto, nella disciplina interiore, non nell’esibizione.
Queste riflessioni ci aiutano a comprendere che nessuna esperienza ecclesiale è perfetta, e che il movimento del rimanente dovrà evitare gli estremi, cercando una via equilibrata, guidata dalla Parola e dallo Spirito, con umiltà e discernimento.
6. Differenze dottrinali essenziali nelle chiese cristiane:
a) Sacramenti e
sacerdozio
– Battesimo da adulti: nella
maggior parte delle chiese protestanti evangeliche, il battesimo è consapevole
e volontario, riservato a chi ha fatto una scelta di fede personale. – Esclusione
del sacerdozio come casta: non esiste una classe sacerdotale separata; ogni
credente è chiamato a servire. – Sacerdozio universale: ogni cristiano
può accedere direttamente a Dio, pregare, leggere la Scrittura e testimoniare.
(1 Pietro 2:9) – Sacramenti ridotti: si riconoscono generalmente
solo due ordinanze: – Battesimo – Santa Cena (che non è
considerata transustanziazione, ma memoriale della morte e
resurrezione di Cristo)
– Sono esclusi sacramenti come: – Confessione
auricolare – Cresima – Unzione degli infermi – Ordine
sacro – Matrimonio come sacramento
b) Escatologia per
quanto riguarda il ritorno di Cristo e il millennio
– Le chiese protestanti evangeliche
credono nel secondo ritorno visibile di Gesù Cristo, che precederà: – Il
giudizio delle nazioni – Il regno millenario sulla terra (Apocalisse
20:1–6) – Il giudizio finale dopo il millennio
– La Chiesa cattolica e la Chiesa
ortodossa credono nel ritorno di Cristo, ma non insegnano il millennio
letterale come regno terreno. – Interpretano il millennio in modo simbolico
o spirituale, come tempo della Chiesa – Il giudizio finale è visto
come evento unico, alla fine dei tempi
Queste differenze non sono marginali:
costituiscono basi dottrinali che contraddistingueranno i credenti
del rimanente negli ultimi tempi. Essi saranno chiamati a vivere la fede
con sobrietà, libertà spirituale, fedeltà alla Parola e attesa del ritorno del
Signore.
a) Sacramenti e
sacerdozio
b) Escatologia
7. Elementi approvati e non approvati da Gesù (Apocalisse 2–3)
Questi elementi costituiscono la base
spirituale per la Chiesa del rimanente.
Attenzione: In questa tabella che ho appena messo è
presente solo una estrema sintesi, ma sarebbe bene vederli nel dettaglio per
capire i simboli di certe proibizioni idolatriche ancora in atto in alcune
chiese cristiane. Possiamo parlarne oppure potete leggere il nostro libro su Apocalisse
nella sezione: “QUALCHE INTERPRETAZIONE: CAPIRE MEGLIO LE LETTERE ALLE SETTE
CHIESE DI APOCALISSE” (attualmente pagg 41-104 in questo collegamento: https://drive.google.com/file/d/1RUO4hu4IT_SUKf8pFnu6aUwcA6bUPuKo/view?usp=drive_link
)
8. Gli elementi
essenziali dei tempi attuali
Siamo in un cambiamento epocale.
Non è più tempo di discutere sulle leggi cerimoniali. È tempo di:
- Consacrazione
- Santificazione
- Studio profetico
- Guida dello Spirito Santo
Come nel deserto, la nuvola e il fuoco
indicano direzione, fermata, approfondimento.
9. Essere trovati
pronti: il rapimento
Il rapimento è
imminente. Per essere
trovati pronti occorre chiedere sviluppare i doni che lo Spirito di Dio già sta
dispensando:
- Discernimento degli spiriti
- Dono della profezia
- Amore di Dio come fondamento
- A quelli il Signore aggiungerà di
conseguenza autocontrollo, sapienza, fortezza, accoglienza, esortazione,
rinuncia alla giustizia personale, ecc
10. La struttura
spirituale per essere trovati pronti
Fondamento:
Amore di Dio
rivelato in Cristo, diffuso dallo Spirito Santo
Colonne:
- Discernimento degli spiriti
- Dono della profezia
Architrave:
- Sapienza
- Intelligenza spirituale
- Fortezza
- Accoglienza ed esortazione
- Autocontrollo
- Superamento della suscettibilità
- Rinuncia alla giustizia personale
Questa per grosse linee – solo per
orientarci un poco - è la struttura spirituale che sorregge il tempio
vivente del rimanente.
Ecco un disegno simbolico che può aiutare
a ricordare quanto abbiamo appena detto:
[1]
Nota dottrinale – “Solo Cristo” non è “Gesù solo” Il principio Solus Christus afferma
che Cristo è l’unico mediatore tra Dio e l’uomo (1 Timoteo 2:5),
ma non nega la Trinità. La formula “Gesù solo” (Jesus Only) è
invece legata al movimento Oneness Pentecostal nato negli Stati Uniti
nel XX secolo, che rifiuta la dottrina trinitaria, sostenendo che Dio si
manifesti solo come Gesù. Questa posizione non appartiene alla Riforma
protestante, né alla teologia evangelica storica, che ha sempre affermato
la distinzione e l’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (Matteo
28:19).



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