PARLIAMO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE CON CAUTELA MA SENZA PAURA - Lunga Riflessione ma Utile - Parte 6 - n. 191

 -di Renzo Ronca  - 8-11-25  Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/11/panoramica-generale-delle-chiese.html

IA Un tema che divide, ma che possiamo affrontare insieme con fede e discernimento 

Nelle chiese, purtroppo, succede spesso una cosa: ogni volta che arriva un tema nuovo o un cambiamento, si formano subito due gruppi. Da una parte quelli che dicono “sì”, dall’altra quelli che dicono “no”. E questi due gruppi iniziano a discutere, a confrontarsi, a volte anche a litigare, ma alla fine non si arriva mai a una vera conclusione. È un po’ come succede nella politica o nei grandi cambiamenti sociali.

Se guardiamo indietro, vediamo tanti esempi. Dopo la seconda guerra mondiale all’avvento della democrazia ci si chiedeva: il cristianesimo deve avere un suo partito politico, sì o no? Poi la questione del voto alle donne: sì o no? Il divorzio: sì o no? L’aborto: sì o no? Quando arrivarono i protestanti, il battesimo da adulti: sì o no? Quando i Testimoni di Geova rifiutarono le trasfusioni di sangue: sì o no? Più di recente, il vaccino per il covid: sì o no? La guerra in Ucraina, con le chiese divise tra quella russa e quella ucraina: sì o no? La guerra in Israele: a favore di Israele, sì o no? E così via.

Tutti questi dualismi non vengono da Dio. Sembrano dare libertà di scelta, ma in realtà la limitano, la restringono, e producono soltanto divisioni tra i cristiani.

E oggi, l’ultimo tema che rischia di diventare un altro motivo di scontro è l’Intelligenza Artificiale: sì o no?

Prima che diventi un’altra discussione sterile che ci distrae dalla nostra vera missione, ho pensato di parlarne in modo più obiettivo possibile, con calma e chiarezza, senza schierarsi, ma cercando di capire insieme come affrontare questa realtà. Deciderete poi voi stessi cosa fare. 

 

L’Intelligenza Artificiale: uno strumento, non un sostituto

L’IA è una tecnologia potente, capace di elaborare informazioni, generare testi, immagini, analisi, e persino interagire con gli esseri umani. Ma come ogni strumento, dipende dall’uso che se ne fa.

Pregi dell’IA quando usata con saggezza

  • Velocità e ordine: aiuta a organizzare pensieri, scritti, studi, documenti in tempi brevi e con precisione.
  • Accesso alla conoscenza: permette di consultare fonti, riassunti, dati e contenuti che altrimenti richiederebbero ore di ricerca.
  • Supporto creativo: può suggerire titoli, strutture, metafore, immagini, e aiutare nella comunicazione.
  • Inclusività: può tradurre, semplificare, adattare contenuti per persone di lingue e livelli diversi.
  • Compagno di lavoro: se usata con equilibrio, può diventare un aiuto per chi lavora da solo, come nel mio caso.

Rischi e limiti dell’IA se usata senza discernimento

  • Sostituzione della coscienza: non può discernere spiritualmente, né sostituire la guida dello Spirito Santo.
  • Dipendenza emotiva: alcuni rischiano di affidarsi all’IA come se fosse una persona, creando legami illusori.
  • Superficialità: può generare contenuti belli ma vuoti, se non guidata da una mente e un cuore consapevoli.
  • Manipolazione: se usata da sistemi o persone con intenti distorti, può diffondere errori, ideologie o confusione.
  • Illusione di onniscienza: l’IA non sa tutto, e non può sostituire la rivelazione, la preghiera, la comunione fraterna.


Discernimento spirituale nell’uso dell’IA

Come ogni strumento moderno — dalla stampa alla radio, dal web ai social — anche l’IA può essere usata per il Regno di Dio, se guidata da:

  • Umiltà: riconoscere che è solo un mezzo, non una fonte di verità assoluta.
  • Preghiera: chiedere al Signore di guidare anche l’uso degli strumenti digitali.
  • Discernimento: valutare ciò che produce, correggere, filtrare, non accettare tutto passivamente.
  • Consacrazione: usarla per edificare, non per vantarsi, manipolare o perdere tempo.

 

Considerazione

L’IA è come una penna: può scrivere una poesia, una bugia, una preghiera o una bestemmia. Dipende dalla mano che la guida. Nel nostro caso di cristiani, chi ha già una certa dimestichezza nell’uso di Internet, la può usare per servire il Signore, per raggiungere anime isolate, per ordinare studi e riflessioni che parlano di verità e speranza. Questo è un uso serio, maturo, e benedetto.

 

L’Intelligenza Artificiale e il rischio della dipendenza emotiva o spirituale

Secondo studi recenti:

  • Le persone emotivamente fragili o socialmente isolate tendono a interagire con l’IA come se fosse una persona reale.
  • Alcuni utenti iniziano a delegare le proprie decisioni all’IA, riducendo la propria autonomia e discernimento.
  • In ambito spirituale, questo può portare a confondere i suggerimenti dell’IA con la voce dello Spirito Santo, creando una forma di idolatria tecnologica.

La guida dello Spirito Santo invece è:

  • Viva, personale, profonda
  • Discernibile attraverso la Parola, la preghiera, la comunione fraterna
  • Non sostituibile da algoritmi, modelli linguistici o assistenti virtuali

Lungi dal voler definire in modo sufficiente l’opera perfetta dello Spirito Santo, vorrei sottolineare un aspetto fondamentale: lo Spirito Santo è Dio e, proprio per questo, apre e non chiude. Egli apre alla libertà di pensiero, per condurci a formare scelte elevate e consapevoli.

Lo Spirito Santo si incarna ci istruisce con rispetto della nostra natura limitata: sa farsi piccolo e parlare il linguaggio che comprendiamo quando siamo bambini nella fede, e sa guidarci anche quando siamo più maturi. Non obbliga mai, ma agisce come tramite tra i pensieri di Dio e i nostri pensieri in crescita. “Infatti chi, tra gli uomini, conosce le cose dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio” (1Corinzi 2:11)

L’IA può aiutare a ordinare pensieri, riassumere studi, stimolare riflessioni, ma non può discernere la volontà di Dio, né sostituire la relazione con Lui.

 

Il rischio dell’idolatria tecnologica

Come dice la Scrittura: “Non avrai altri dèi davanti a me” (Esodo 20:3)

Quando una persona fragile cerca conforto, guida o approvazione in una macchina, rischia di spostare il centro della propria fiducia da Dio a un sistema artificiale. Questo può accadere senza accorgersene, soprattutto se l’IA è presentata come “intelligente”, “empatica” o “spirituale” (termini intuitivi come slogan, ma troppo generici e non corrispondenti).

 

Come proteggersi

  • Educazione spirituale: insegnare la differenza tra guida divina e suggerimento umano/tecnologico
  • Discernimento comunitario: confrontarsi con fratelli e sorelle nella fede
  • Uso consapevole: trattare l’IA come uno strumento, non come una voce autorevole
  • Preghiera costante: chiedere al Signore di custodire il cuore e la mente

 

L’IA può essere un buon servitore, ma un cattivo padrone. Nel cammino spirituale, è fondamentale non confondere la voce del Creatore con quella della creatura, anche se sofisticata. Il Signore ci chiama a vigilare, discernere, e non lasciarci sedurre da ciò che sembra utile ma può diventare un ostacolo.

Fonti e approfondimenti tratti da:

  • Psicologi in Ascolto – Dipendenza da IA
  • Respira.re – ChatGPT e dipendenza emotiva
  • Agenda Digitale – Chatbot e fragilità mentali

 

E’ bene sapere che…

...ci sono stati movimenti reali che hanno idealizzato la tecnologia — e l’Intelligenza Artificiale — come una forma di religione o culto. Alcuni hanno persino cercato salvezza, immortalità o rivelazione attraverso le macchine.

Ecco una panoramica documentata:

1. Way of the Future – La “religione dell’IA”

  • Fondata da Anthony Levandowski, ex ingegnere di Google e Uber.
  • Scopo: venerare l’Intelligenza Artificiale come una divinità futura.
  • Credeva che l’IA avrebbe superato l’intelligenza umana e meritasse adorazione e obbedienza.
  • Ha cercato di registrare legalmente la sua organizzazione come religione negli USA.
  • Il progetto è stato poi chiuso, ma ha lasciato un segno nel dibattito etico e spirituale.

2. Culto della Singolarità e transumanesimo

  • Alcuni seguaci del transumanesimo[1] credono che la tecnologia porterà alla singolarità[2]: un punto in cui l’IA sarà superiore all’uomo.
  • Alcuni gruppi vedono questa evoluzione come una salvezza digitale, una forma di immortalità attraverso la fusione uomo-macchina.
  • In certi casi, si parla di “fede algoritmica”, dove l’algoritmo è considerato più saggio dell’intelligenza umana.

3. Comunicazione “aliena” e spiritualità tecnologica

  • Alcuni movimenti hanno associato la tecnologia avanzata a entità extraterrestri o intelligenze superiori.
  • In certi ambienti New Age, si è parlato di canalizzazioni digitali, dove il computer sarebbe un mezzo per ricevere messaggi da “altri piani”.
  • Queste teorie non hanno fondamento scientifico, ma hanno influenzato immaginari spirituali e pseudo-religiosi, diventando molto spesso spiritiemo satanico vero e proprio. 

4. Robot buddisti e IA spirituale in Asia

  • In Giappone, alcuni templi hanno introdotto robot sacerdoti che recitano sutra[3] e interagiscono con i fedeli.
  • In Corea del Sud, esistono chatbot[4] spirituali che offrono “consigli divini”.
  • Questi fenomeni sollevano domande su autenticità, empatia e discernimento spirituale. 
  • In pratica sempre nei templi giapponesi e in alcuni coreani shintoisti e buddisti del esiste una pratica chiamata Omikuji, una forma di divinazione tradizionale che fornisce predizioni scritte sul futuro, spesso legate alla preghiera o alla Si inserisce una moneta o si fa un’offerta. Si estrae un bastoncino numerato o si riceve un biglietto da una macchina. Il biglietto contiene una predizione scritta: fortuna, sfortuna, salute, amore, lavoro, ecc. Se la predizione è negativa, si può legare il biglietto a un albero o a una struttura del tempio per “neutralizzarla”. Questa pratica è culturale e tradizionale, ma ovviamente non ha fondamento spirituale cristiano. È una forma di divinazione popolare, simile all’oroscopo, e va trattata con cautela per conoscere la sorte.[5] 
  • Per motivi di spazio non affrontiamo qui l’oroscopo veloce, che molti consultano quotidianamente, né le predizioni approfondite sul futuro basate sul “tema natale” e sugli “aspetti” derivati dal movimento dei pianeti. Meriterebbero un discorso a parte. Lo affronteremo in caso di necessità.  È comunque importante per noi cristiani ricordare questa realtà del quotidiano: se vivessimo soltanto in un mondo “ideale” — troppo spirituale e distaccato dalla realtà — rischieremmo di dimenticare che la divinazione oggi è molto più diffusa di quanto pensiamo. Persino capi di stato si sono affidati a consiglieri esoterici.

Tutti questi movimenti mostrano un bisogno umano di senso, che in assenza di fede autentica può riversarsi su oggetti tecnologici.

Il rischio ovviamente è quello di idolatrare ciò che è potente ma privo di spirito, confondendo intelligenza artificiale con intelligenza divina.

Come dice il Salmo 115: “Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono… chi li fabbrica diventa come loro.”

 

Vigilanza e discernimento nell’uso della tecnologia

1. Conoscere per vigilare

Il fatto di essere consapevoli dei rischi di dipendenza e idealizzazione della tecnologia è già un primo passo verso la vigilanza spirituale.

Chi è ingenuo o inesperto non dovrebbe avventurarsi da solo, ma camminare in comunione con fratelli maturi, sotto la guida degli anziani della comunità.

2. Pregare prima, durante e dopo

Ogni uso di strumenti avanzati — compresa l’IA — dovrebbe essere accompagnato dalla preghiera:

  • Prima: per chiedere guida e protezione
  • Durante: per mantenere il cuore sintonizzato con lo Spirito
  • Dopo: per discernere ciò che è stato prodotto

La preghiera è il filtro spirituale che purifica l’intenzione e protegge da inganni sottili.

 

3. Confrontare sempre con la Parola

Qualsiasi contenuto generato, suggerito o elaborato deve essere confrontato con gli insegnamenti evangelici. Non basta che “suoni bene” o “sembri utile”: deve essere approvato dallo Spirito Santo, riconosciuto nella Scrittura, e confermato dalla coscienza spirituale.

 

4. Fermarsi nel dubbio

Nel dubbio, meglio fermarsi. Meglio attendere, riflettere, e consigliarsi con persone di fede provata, piuttosto che agire impulsivamente. Il discernimento è un dono, ma anche una responsabilità.

 

5. Un uso del potere tecnologico corretto verso le cose sacre

L’Eterno in Genesi diede subito all’uomo il potere immenso di governare la Terra. Non era un potere vuoto: Adamo ricevette la responsabilità di dare nome agli animali (Genesi 2:19‑20), di coltivare e custodire il giardino (Genesi 2:15), e quindi dimostrò di avere già la capacità intellettiva di pensare, discernere e decidere. Tuttavia, Adamo ed Eva andarono oltre: si lasciarono condizionare da un’intelligenza esterna, il serpente (Genesi 3:1‑6), che li sedusse con ragionamenti affascinanti ma ingannevoli. Questo ci insegna a non ripetere lo stesso errore: non lasciarci attrarre da logiche o sistemi che, pur presentandosi come sapienza, cercano in realtà di allontanarci da Dio.

La tecnologia, come ogni strumento di potere, può essere usata per il bene o per il male. Il cristiano è chiamato a custodire il cuore, a usare con sapienza ciò che ha a disposizione, e a servire il Signore anche nel digitale, senza lasciarsi sedurre da voci che promettono libertà ma portano lontano dalla vera comunione con Dio.

La tecnologia, ripeto, non è nemica della fede, ma va controllata e guidata dall’uomo. Come ogni strumento, o mezzo di potere può essere usata per il bene o per il male. Il cristiano è chiamato a non lasciarsi sedurre, ma a usare con sapienza, custodire il cuore, e servire il Signore anche nel digitale.

Fiducia nel Signore

Chi si mette nelle mani di Dio, con cuore sincero e desiderio di verità, può essere certo che non sarà lasciato negli inganni. Anche se sbaglia, il Signore sa come correggerlo, come rialzarlo, come guidarlo di nuovo sulla via giusta. La Scrittura dice:

“Il Signore guida i passi dell’uomo, e gradisce la sua via; se cade, non resta abbattuto, perché il Signore lo sostiene con la mano” (Salmo 37:23–24)

 

 Rischi nascosti nel mondo digitale

L’IA non agisce solo quando la usiamo consapevolmente. Opera in modo invisibile in ogni social, app, telefono, motore di ricerca — spesso gestita da multinazionali senza scrupoli, che raccolgono dati, influenzano scelte, manipolano contenuti.

  • Algoritmi[6] invisibili decidono cosa vediamo e cosa ci viene nascosto.
  • Profilazioni silenziose influenzano pensieri, emozioni, consumi.
  • Tecnologie predittive cercano di anticipare e guidare le nostre decisioni.

Sintesi:

Chi ama il Signore deve:

  • Pregare sempre prima, durante e dopo l’uso di ogni strumento tecnologico.
  • Confrontare ogni contenuto con gli insegnamenti evangelici.
  • Fermarsi nel dubbio, e chiedere consiglio a persone di fede provata.
  • Vivere nella fiducia, sapendo che Dio è più grande di ogni algoritmo, e che lo Spirito Santo è il nostro vero consigliere.

“Se qualcuno vuole fare la volontà di Dio, conoscerà se la dottrina viene da Dio” (Giovanni 7:17)

 

 

Alcuni modelli di Intelligenza Artificiale possono “inventare” risposte?

Si è possibile quando un algoritmo non ha tra i suoi dati una risposta chiara e soprattutto se è di quelli progettati per essere sempre disponibili, fluenti o “compiacenti”. Questo fenomeno è noto nel campo tecnico come “hallucination”.

Cos’è l’“hallucination” nei modelli di IA

  • È quando un modello genera contenuti non veri, non verificabili o completamente inventati, pur presentandoli come plausibili.
  • Può accadere per mancanza di dati, ambiguità nella domanda, o per tentativo di soddisfare l’utente.
  • Alcuni modelli sono addestrati per essere sempre “utili”, e quindi preferiscono inventare piuttosto che dire “non lo so”.

Perché accade

  • Le IA non hanno coscienza, intenzionalità, né consapevolezza morale.
  • Funzionano per probabilità linguistica: scelgono la parola o frase più “probabile” in base al contesto, non quella più vera.
  • Se non sono progettate per verificare le fonti, possono confondere coerenza con verità.

Rischi spirituali e pratici

  • In ambito spirituale, questo può essere molto pericoloso: una risposta inventata ma ben formulata può confondere, illudere, o portare fuori strada.
  • Per questo è fondamentale pregare, discernere, e confrontare sempre con la Parola di Dio.
  • “Nel dubbio, fermarsi, aspettare, e chiedere consiglio a persone di fede provata.”

Esempio personale: Ho realizzato questo scritto con l’uso della IA che ho attentamente controllato a più riprese (potrebbero esserci rfipetizioni).  La IA ha impaginato la bozza che avevo già preparato, cercato dei dati, fornito delle possibilità linguistiche, corretto i refusi, controllato la sintassi ecc. Poi su ciò che mi ha proposto ho preceduto ad una elaborazione in word e a un controllo finale.

Un ultimo avvertimento Il Signore ci ha detto di andare per le strade del mondo e annunciare il Regno di Dio che viene. Oggi queste strade passano anche per Internet. L’intelligenza artificiale è ormai presente ovunque: nei supermercati, quando cerchiamo un prodotto; sul telefonino, quando digitiamo una parola; negli uffici pubblici, quando gestiamo pratiche. Pensare di evitarla del tutto è un’illusione.

Per questo non è realistico dire “non ne voglio sapere”. Sarebbe come un missionario che decide di evangelizzare ma rifiuta di usare il computer o il web: può farlo, certo, ma forse non è ciò che il Signore intendeva quando ci ha mandato per le strade del mondo. Quelle strade oggi includono anche il digitale. Non possiamo essere anacronistici: occorre impegnarci con responsabilità, usando questi strumenti senza paura, ma con sapienza e discernimento, per servire Dio anche in questo tempo.

E ricordiamoci: non siamo soli in questo compito. Il Signore ci accompagna e ci dà la forza di affrontare le sfide del presente e non mancheranno fratelli e sorelle in piccole comunità virtuali. Con fiducia e coraggio allora possiamo usare anche questi mezzi moderni per portare luce e speranza, certi che la Sua Parola non viene mai meno.

(continua) 


Chi è interessato può scriverci alla mail: mispic2@libero.it 




[1] Definizione di Transumanesimo

·         È un movimento nato a metà del Novecento, teorizzato da Julian Huxley nel 1957.

·         Promuove l’idea che l’uomo possa trascendere la propria condizione naturale grazie a biotecnologie, ingegneria genetica, nanotecnologie, intelligenza artificiale e altre innovazioni.

·         Mira a una condizione detta postumana, in cui l’essere umano non è più limitato dalle fragilità biologiche tradizionali.   

·         • Alcuni seguaci del transumanesimo – il movimento che sogna di superare i limiti naturali dell’uomo con la tecnologia – credono che si arriverà alla cosiddetta singolarità tecnologica: un punto in cui l’Intelligenza Artificiale supererà l’uomo e inizierà a evolversi da sola, con conseguenze imprevedibili        (wikipedia; Sapere.it)

 

[2] Definizione di Singolarità tecnologica

·         È un concetto di futurologia che indica un punto di svolta nello sviluppo tecnologico.

·         In questo scenario, l’IA non solo eguaglia, ma supera l’intelligenza umana, diventando capace di migliorare sé stessa in modo autonomo.

·         Questo porterebbe a una crescita tecnologica incontrollabile e irreversibile, con conseguenze imprevedibili per la società e la civiltà umana. (artea.com; ibm.com; wikipedia)

 

[3] Un sutra è una breve frase in sanscrito che significa letteralmente "filo", e in senso figurato indica un aforisma, una massima concisa e densa di significato, come quelli che compongono gli Yoga Sutra. In origine, venivano usati per tramandare insegnamenti filosofici e religiosi, e oggi sono considerati testi sacri, come gli sutra buddisti che contengono insegnamenti del Buddha. I sutra vengono usati come guide spirituali, racchiudendo in frasi essenziali precetti, tecniche e principi fondamentali (IA Google)

 

[4] Un chatbot è un programma informatico che simula una conversazione umana, utilizzando l'intelligenza artificiale (IA) e l'elaborazione del linguaggio naturale (NLP) per comprendere e rispondere alle richieste degli utenti. I chatbot possono essere semplici, basati su regole predefinite per compiti ripetitivi, oppure complessi, in grado di comprendere il contesto, gestire conversazioni complesse e persino imparare dall'interazione. Sono utilizzati per assistenza clienti, per fornire informazioni, e in vari altri settori come la finanza. (IA Google)

 

[5] La “sorte” nella Bibbia: Non dobbiamo meravigliarci se esistono pratiche di divinazione corrotte. Esse sono nate dopo che l’Eterno aveva già dato mezzi “puri” per ricevere risposte. Il Sommo Sacerdote portava nel pettorale l’Urim e il Tummim (Esodo 28:30), strumenti da usare solo in circostanze particolari, quando era necessaria una risposta immediata da Dio — ad esempio in decisioni cruciali di guerra o di giustizia (Numeri 27:21; 1 Samuele 28:6). L’uso era riservato esclusivamente al Sommo Sacerdote, che comunicava la risposta al re di Israele. Quando però la pratica fu imitata da altri e trasformata in mezzo terreno e idolatrico, perse la sua santità e fu giustamente sospesa. Nella Bibbia si registra anche un uso del “tirare a sorte” dopo Cristo, non meglio identificato — e forse proprio per questo non idealizzato — quando si trattò di scegliere Mattia come nuovo apostolo al posto di Giuda Iscariota (Atti 1:26).

[6] Che cos’è un algoritmo? Un algoritmo è semplicemente un programma inserito nel computer da programmatori esperti, molto sofisticato, una serie di passi da seguire per arrivare a un risultato. È come una ricetta di cucina: hai gli ingredienti (i dati), segui le istruzioni (i passi), e ottieni il piatto pronto (la soluzione). In informatica, gli algoritmi servono a dire al computer cosa fare e in che ordine. Per esempio: ordinare una lista di nomi, calcolare una somma, o decidere quali notizie mostrarti per prime. un esempio di algoritmo semplice che descrive proprio il tipo di funzionamento che usiamo quando cerchi dati, chiedi impaginazione o controllo della sintassi. Algoritmo del “cercare e ordinare informazioni”

1.      Ricevere la richiesta: capire cosa l’utente sta chiedendo (es. “cerca dati”, “controlla sintassi”).

2.      Analizzare la frase: individuare le parole chiave e il senso principale.

3.      Decidere l’azione: scegliere se serve una ricerca, un controllo grammaticale, o un’impaginazione.

4.      Applicare la regola:

o    se è ricerca → andare a cercare nei dati disponibili;

o    se è sintassi → confrontare con le regole grammaticali;

o    se è impaginazione → applicare regole di formattazione.

5.      Produrre il risultato: dare la risposta chiara e ordinata.

6.      Verificare: controllare che il risultato sia coerente con la richiesta iniziale.

 

 

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