Casa di Preghiera come Cuore Santificato - Studio parte 3 - n. 226
di Renzo Ronca 3-12-25 Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/12/santificazione-intimita-con-dio-come.html
1. La “casa di preghiera” come cuore santificato
Gesù, citando Isaia 56:7 (“la mia casa
sarà chiamata casa di preghiera”), purifica il tempio da commerci e traffici
(Lc 19:45-46). Con Cristo, il tempio diventa il cuore del credente (1Cor 6:19:
“il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo”). La “casa di preghiera” non può
essere contaminata da interessi economici, alleanze mondane o compromessi
politici: è luogo di santità e di comunione con Dio.
2. Il peccato di Aronne
- Vitello d’oro (Es 32:1-6): Aronne, cedendo alla pressione del popolo,
costruisce un idolo. Il verbo usato (‘asah, עָשָׂה, “fare,
produrre”) indica un’azione deliberata. Non sappiamo il suo pensiero
interiore, ma il gesto rappresenta un tentativo di sostituire la guida di
Mosè con un simbolo visibile.
- La menzogna (Es 32:24): Aronne minimizza la sua responsabilità davanti a
Mosè, dicendo che “gettai l’oro nel fuoco e ne uscì questo vitello”. È un
peccato grave perché unisce idolatria e falsità.
- Sacro e profano: Qui si intravede la tentazione, oggi molto in voga, del peccato di sincretismo (vedi nota 1) di mescolare il
culto divino con elementi profani, illudendosi che tutto possa
rappresentare Dio. Questo è lo stesso errore di Salomone, che introdusse
culti stranieri accanto al culto dell’Eterno (1Re 11:4-8).
3. Il peccato di Israele: alleanze
mondane
Allo stesso modo la Scrittura ammonisce Israele a non confidare
nelle potenze straniere:
- Isaia 31:1: “Guai a quelli che scendono in Egitto
per cercare aiuto… e non guardano al Santo d’Israele”.
- Geremia 2:18: “Che cosa hai da fare sulla via d’Egitto per bere le acque del Sior?”. Il peccato è ripetere l’errore: cercare sicurezza in eserciti e alleanze, invece di confidare in Dio.
- Al
contrario, Dio aveva comandato di accogliere lo straniero e trattarlo con
giustizia (Lv 19:34: “Lo straniero dimorerà fra voi come un nativo”).
4. La tenda di convegno e il cuore
del credente
La tenda di convegno, posta fuori
dall’accampamento (Es 33:7), segnalava la separazione tra Dio e un popolo
ribelle. Con Cristo, il luogo santissimo si trasferisce nel cuore del credente:
- Eb 10:19-22: “Abbiamo piena libertà di entrare nel
santuario… accostiamoci con cuore sincero”. Il cuore diventa il nuovo
tabernacolo, ma solo dopo un percorso di santificazione, spesso descritto
come “deserto” (tempo di prova e purificazione).
5. La preghiera come offerta pura
La preghiera che sale dal cuore
santificato non è rivendicazione di privilegi (“siamo gli unici figli di Dio”),
ma offerta di lode, sapienza e intercessione per amore. L’atteggiamento
esclusivista sarebbe “razzismo spirituale”, contrario al disegno di Dio che
chiama tutte le genti (Ap 7:9: “una moltitudine di ogni nazione”).
6. Sintesi teologica
- La “casa di preghiera” è il cuore del credente,
santificato e separato dal mondo.
- Aronne e Salomone mostrano il pericolo di
mescolare sacro e profano, illudendosi di rappresentare Dio con compromessi
idolatrici.
- Israele, ieri come oggi, rischia di confidare
nelle alleanze mondane invece che nel Signore.
- Con Cristo, il tabernacolo si trasferisce nel
cuore, che deve essere purificato per offrire preghiera autentica: lode,
intercessione, sapienza, amore.
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Nota 1)
Dettagli sul concetto di sincretismo
Etimologia: deriva dal greco synkretismós, che originariamente significava “coalizione dei Cretesi” contro un nemico comune. Da lì si è esteso al senso di unione o fusione di elementi diversi. (Treccani)
Definizione religiosa: il sincretismo è la fusione di motivi e concezioni religiose differenti, oppure la contaminazione parziale di una religione con elementi di altre.
Esempi storici:
Nel mondo ellenistico, molte divinità e culti si mescolavano, creando nuove forme religiose.
In Africa e nelle Americhe, religioni indigene si sono fuse con il cristianesimo, dando origine a pratiche sincretiche (es. Candomblé, Santería).
Uso più ampio: il termine si applica anche alla filosofia e alla linguistica, per indicare la fusione di dottrine o funzioni diverse in un unico sistema.
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