I Salvati Dopo il Rapimento: Tempi, Ruoli e Risurrezione nel Piano di Dio - Studio Complesso - Parte 9 - n. 265

 -di Renzo Ronca  31-12-25  Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/12/un-metodo-sobrio-per-studiare-gli.html


 

 Introduzione

Cari fratelli e sorelle in Cristo, come da nostra vocazione, stiamo entrando sempre più nelle questioni degli ultimi tempi, non per curiosità ma per capire meglio come il Signore porta a compimento il Suo disegno con la Chiesa, con Israele e con le nazioni. Salvo casi particolari, questi argomenti di solito non vengono approfonditi nelle denominazioni cristiane attuali in maniera metodica ed obiettiva, per cui molte brave persone – non essendo state preparate – si troveranno di fronte a pagine per loro impegnative, che potrebbero anche metterli in difficoltà. Non vi scoraggiate e cercate, fino dove potete, di conoscere come stanno le cose, riflettendo e facendovi una idea personale meditata. Non siete soli: mentre leggete le opinioni e le interpretazioni di altri, mantenete sempre l’orecchio rivolto al Signore che saprà parlare alla vostra coscienza. Non vi preoccupate degli aspetti teologici e dottrinali vecchi e nuovi, ricordate quanto è scritto: “1Tessalonicesi 5:20 Non disprezzate le profezie, 21 ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene;”  Se alcuni approfondimenti vi sembreranno lunghi o dispersivi o troppo complicati, non vi appesantite; andate avanti per come vi è possibile; se occorre potete sempre tornarci in un secondo tempo. Per esperienza posso dire che lo Spirito di Dio agisce nello spirito nostro anche quando la nostra mente fa fatica a capire.

 

 

Quadro comune: ciò che molti evangelici condividono

Nella panoramiche delle diverse interpretazioni escatologiche  (cioè quello che succede dopo la morte e dopo la fine dei tempi), ritengo che sia utile fissare alcuni punti condivisi (seppure in varie sfumature) dai commentatori protestanti evangelici che attendono il ritorno del Signore prima del millennio (premillenaristi) e il rapimento della Chiesa prima della tribolazione (pretribolazionisti).

 

Ritorno visibile di Cristo: Gesù tornerà in modo reale, visibile e glorioso per instaurare il Suo Regno sulla terra.

  • Regno millenario: il termine “millennio” viene da latino mille annus (“mille anni”) e indica il Regno terreno di Cristo descritto in Apocalisse 20.
  • Santi che regnano con Cristo: i credenti trasformati (in greco hagíoi, “santi, consacrati”) regneranno con Lui.
  • Giudizio delle nazioni: alla venuta di Cristo, ci sarà un primo giudizio sulle nazioni (Matteo 25), dove alcuni entreranno nel Regno come sudditi non glorificati, altri saranno esclusi.
  • Ruolo particolare di Israele: il rimanente ebraico convertito avrà un posto specifico nel piano di Dio, in continuità con le promesse dell’Antico Testamento.

 

Dentro questo quadro il nostro interesse di oggi riguarda i tempi e il ruolo dei salvati dopo il rapimento della Chiesa.

 

Due grandi varianti: quando sono “raccolti” i salvati dopo il rapimento?

Rimanendo in un’ottica pretribolazionista, si può schematizzare così:

 


(Le etichette A e B servono solo come schema, non sono sigle “ufficiali”)

 

Gruppo A – Tutti i salvati dopo il rapimento raccolti alla fine della tribolazione

Linea generale: Per autori come John F. Walvoord, J. Dwight Pentecost e, con sfumature proprie, Arnold Fruchtenbaum, lo schema è questo:

  • Chiesa rapita prima della tribolazione: I credenti dell’epoca della Chiesa sono trasformati “in un momento” (átomos, “indivisibile, istantaneo”) e sono con il Signore prima che inizi la grande tribolazione.
  • Durante la tribolazione: Molti si convertono dopo il rapimento (in particolare un rimanente ebraico), alcuni sono martirizzati, altri sopravvivono fino alla fine.
  • Alla venuta gloriosa di Cristo:
    • i martiri della tribolazione sono risuscitati e partecipano alla “prima risurrezione”, entrando nel regno in condizione glorificata;
    • i sopravvissuti credenti (non martiri) entrano nel Regno come sudditi non glorificati;
    • i non credenti vengono giudicati ed esclusi dal Regno.

Punti forti:

  • Coerenza con Apocalisse 20: la “prima risurrezione” viene collegata con i martiri della tribolazione; si mantiene una sequenza relativamente chiara tra rapimento della Chiesa, tribolazione, venuta di Cristo, inizio del Regno.
  • Distinzione Israele/Chiesa: viene mantenuta una distinzione tra la Chiesa rapita prima e il rimanente ebraico salvato durante la tribolazione, senza confonderli.

Punti deboli o delicati:

  • Tempi molto frazionati: Per un lettore non abituato, la moltiplicazione di fasi (rapimento, risurrezione ebrei, martiri, giudizi diversi) può risultare complessa.
  • Dettagli non espliciti: Alcuni passaggi sono dedotti per armonizzazione dei testi, più che affermati in modo diretto. Qui è bene presentare le cose come “ipotesi ragionevoli”, non come certezze assolute.

 

Gruppo B – Alcuni enfatizzano anche raccolte intermedie durante la tribolazione

All’interno del mondo pretribolazionista, esistono autori che, pur mantenendo il “cuore” di quanto sopra, ipotizzano:

  • Convertiti che muoiono/martirizzati durante la tribolazione:
    • vengono alla presenza del Signore subito dopo la morte, ma la loro risurrezione corporale è esplicitata all’inizio del Regno;
  • Possibile diversa tempistica per ebrei e nazioni:
    • alcuni ipotizzano che il rimanente ebraico sia in qualche modo “preparato” e sigillato in fasi diverse dagli altri credenti della tribolazione.

Queste varianti sono più diffuse nella divulgazione popolare.

Quando si parla di “divulgazione popolare”, ci si riferisce a opere narrative che, pur ispirandosi a temi biblici, hanno lo scopo principale di raccontare una storia avvincente. Serie come “Left Behind” di Tim LaHaye e Jerry Jenkins hanno contribuito a far conoscere al grande pubblico la prospettiva pretribolazionista, ma utilizzano inevitabilmente elementi romanzati, dialoghi immaginati e sviluppi narrativi che non pretendono di essere una ricostruzione rigorosa del testo biblico. Sono utili per introdurre alcuni concetti, ma non possono sostituire uno studio meditativo e attento della Scrittura.

Punto forte:

  • Permette di riconoscere la complessità del periodo della tribolazione e di non appiattire tutto in un solo “blocco”.

Punto debole:

  • Rischia di diventare “cronaca romanzata” se non si resta ancorati ai testi biblici in modo sobrio.

I 144.000, la grande moltitudine e il rimanente ebraico (Apocalisse 7:1–17)

Qui entriamo nel nucleo delle nostre domande: chi sono i 144.000 e chi è la “grande folla” che proviene dalla grande tribolazione?

  • 144.000:
    • Numero simbolico o letterale;
    • spesso interpretati come ebrei credenti (12.000 per tribù), sigillati come strumenti di testimonianza;
    • il numero 144.000 richiama 12×12×1000, con il 12 legato a Israele e il 1000 a una pienezza estesa.
  • Grande moltitudine che proviene dalla grande tribolazione:
    • spesso vista come l’insieme dei credenti, provenienti da ogni nazione, che hanno creduto durante la tribolazione;
    • include sia gli ebrei sia le nazioni;
    • per molti interpreti, consiste soprattutto nei martiri di quel periodo.

 

Possibili letture evangeliche:

  • Lettura 1 – La più semplice e immediata (più diffusa tra i dispensazionalisti classici, cioè coloro che distinguono le diverse fasi del piano di Dio nella storia):
    • 144.000: rimanente ebraico credente, sigillato e messo al servizio dell’evangelizzazione;
    • grande moltitudine: i frutti di questa testimonianza, martiri e credenti delle nazioni che passano attraverso la tribolazione.
  • Lettura 2 (più simbolica, anche tra alcuni premillenaristi moderati - cioè che attendono sempre Cristo prima del millennio):
    • 144.000: simbolo del popolo di Dio nella sua totalità ordinata;
    • grande moltitudine: lo stesso popolo di Dio visto da un’altra angolatura, come folla innumerabile.

Secondo il nostro percorso che stiamo tracciando  la Lettura 1 è quella più coerente.

 

Il rimanente ebraico, il giudizio delle nazioni e il regno con Cristo

La nostra ipotesi su un possibile “ruolo didattico” degli ebrei nel millennio è molto vicina a quanto sostengono vari studiosi:

  • Arnold Fruchtenbaum, per esempio, insiste molto su:
    • Israele come “testa delle nazioni” nel millennio;
    • il rimanente ebraico finalmente convertito al Messia;
    • una funzione di istruzione della Legge e della conoscenza di Dio verso le nazioni.

Collegando questo potremmo considerare serenamente la nostra l’ipotesi :

    • i giudei convertiti alla fine della tribolazione (attraverso un’opera speciale dello Spirito Santo, uno “spirito di grazia e di supplicazione”) vengono salvati, purificati e, in parte, glorificati;
    • questi, in qualità di “primizie” dell’Israele restaurato, possono avere una funzione particolare nel millennio:
      • spiegare le Scritture dell’Antico Testamento;
      • istruire le nazioni sopravvissute;
      • essere un segno vivente della fedeltà di Dio alle promesse.

Parallelamente:

  • I santi della Chiesa rapiti prima:
    • partecipano al governo con Cristo con vari incarichi, più “amministrativi” nel senso ampio (giudicare, governare, guidare).

Questa distinzione tra:

  • santi della Chiesa (rapiti prima),
  • rimanente ebraico (salvato durante/alla fine della tribolazione),
  • sopravvissuti delle nazioni (che entrano nel millennio non glorificati),

è frequente nella teologia pretribolazionista classica, anche se non tutti specificano nei dettagli i “ruoli” di cui parliamo. La nostra proposta allora allora è teologicamente plausibile, se presentata con umiltà come ipotesi ragionata, non come definizione dogmatica.

 

 

La domanda chiave: i salvati dopo il rapimento, sono con Cristo nel giudizio delle nazioni?

Qui ci sono due filoni:

  • Filone più semplice (molto diffuso):
    • il giudizio delle nazioni riguarda principalmente i sopravvissuti non glorificati, che saranno separati tra “pecore” e “capri” in base all’atteggiamento verso Cristo e verso il Suo popolo;
    • i santi glorificati (Chiesa rapita + martiri della tribolazione risuscitati) partecipano al Regno, ma non è necessario immaginarli “schierati” fisicamente nel giudizio descritto in Matteo 25.
  • Filone più articolato:
    • alcuni autori ipotizzano che i santi glorificati siano presenti in qualche forma al giudizio delle nazioni, come parte del “seguito” del Re;
    • tuttavia anche qui la Scrittura non entra nei dettagli operativi, per cui le ricostruzioni restano necessariamente congetturali.

Per rimanere in una certa sobrietà generale:

  • possiamo dire che tutti i salvati (prima e dopo il rapimento) finiscono per essere ricapitolati in Cristo e partecipare, secondo il loro ordine e la loro chiamata, al Suo Regno;
  • ma che i dettagli del “come” durante il giudizio delle nazioni non sono completamente espliciti nella Scrittura e vanno trattati con prudenza.

 

Come potremmo sintetizzare per non far perdere il filo:

  • Primo: Cristo tornerà, e tornerà per regnare sulla terra.
  • Secondo: tornerà con i santi già trasformati (rapiti prima), che regneranno con Lui.
  • Terzo: durante la tribolazione, altri saranno salvati (soprattutto un rimanente ebraico); alcuni moriranno martiri, altri sopravvivranno fino alla venuta del Signore.
  • Quarto: i martiri e i salvati della tribolazione saranno accolti e avranno parte al Regno, seppure con modalità e tempi che non sono del tutto chiari nei dettagli.
  • Quinto: il rimanente ebraico convertito avrà probabilmente una funzione speciale nel millennio, legata alla conoscenza delle Scritture e alla testimonianza alle nazioni.
  • Sesto: al di là delle differenze tra gli studiosi, il punto fermo per noi è vivere già oggi in santificazione e vigilanza, pronti a essere tra quelli che il Signore troverà desti alla Sua venuta.

 

Punto biblico importante da considerare, di una certa difficoltà teologica

A questo punto c’è una osservazione importantissima che è bene affrontare con precisione, perché tocca un nodo che spesso crea confusione anche tra interpreti seri. Vediamo di integrarla senza appesantire troppo:

 

1.     Il punto biblico da cui partire: l’ordine indicato da Paolo

Paolo in 1 Tessalonicesi 4 presenta un ordine preciso:

2.     “I morti in Cristo risusciteranno per primi”

3.     “Poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro”

Questo è l’ordine della prima risurrezione per quanto riguarda la Chiesa, cioè i credenti dell’epoca attuale, prima della tribolazione.

Il punto chiave è questo:

  • Paolo sta parlando solo della risurrezione e del rapimento della Chiesa, non dell’intero programma escatologico fino al millennio.

E questo è fondamentale per evitare contraddizioni apparenti.

 

 

4.     La “prima risurrezione” non è un singolo evento istantaneo, ma una categoria

Qui sta il nodo interpretativo che spesso non viene spiegato bene.

Si ritiene che in Apocalisse 20, la “prima risurrezione” non sia presentata come un momento, ma come una classe di risurrezioni che riguarda tutti i giusti, in tempi diversi.

Gli studiosi evangelici più autorevoli (Walvoord, Pentecost, Fruchtenbaum, Alford, ecc.) spiegano che:

  • la “prima risurrezione” è la risurrezione dei giusti,
  • la “seconda risurrezione” è la risurrezione dei malvagi (alla fine del millennio).

Quindi:

  • prima risurrezione = categoria dei giusti, non un singolo istante.

 

Dentro questa categoria ci sono fasi diverse, come in una “prima risurrezione a tappe”.

 

3. Le fasi della prima risurrezione (secondo la maggior parte dei premillenaristi)

Ecco lo schema più condiviso:

Fase 1 – Risurrezione di Cristo

Le “primizie” (1 Corinzi 15). È l’inizio della prima risurrezione.

Fase 2 – Risurrezione e rapimento della Chiesa

1 Tessalonicesi 4. È la risurrezione dei credenti dell’epoca della Chiesa.

Fase 3 – Risurrezione dei martiri della tribolazione

Apocalisse 20:4-6. Questi risorgono alla venuta gloriosa di Cristo, non prima.

Fase 4 – Risurrezione dei santi dell’Antico Testamento

Molti interpreti la collocano anch’essa alla venuta di Cristo (Daniele 12:2).

Tutte queste fasi appartengono alla prima risurrezione, perché riguardano solo i giusti.

4. Perché non c’è contraddizione con Paolo

Paolo descrive la fase che riguarda la Chiesa, non l’intero programma.

Quando dice:

  • “i morti in Cristo risorgeranno per primi”

sta parlando dei credenti dell’epoca della Chiesa, non dei martiri della tribolazione o dei santi dell’Antico Testamento.

Quindi:

  • i martiri della tribolazione non possono risorgere al rapimento, perché non appartengono alla Chiesa rapita prima della tribolazione;
  • risorgono nella fase successiva, alla venuta gloriosa di Cristo.

E questo non contraddice Paolo, perché Paolo non stava parlando di loro.

 

5. Perché è biblicamente corretto dire che i martiri risorgono “dopo” il rapimento

Apocalisse 20 è molto chiara:

“Essi tornarono in vita e regnarono con Cristo per mille anni… Questa è la prima risurrezione.”

Il contesto è dopo la venuta gloriosa di Cristo.

Quindi:

  • i martiri della tribolazione risorgono dopo il rapimento della Chiesa,
  • ma sono comunque parte della prima risurrezione, perché la prima risurrezione è una categoria, non un singolo evento.
  •  

6. Spiegare questo senza appesantire

La prima risurrezione non è un unico istante, ma una categoria che comprende tutti i giusti, risorti in tempi diversi secondo il piano di Dio. La Chiesa risorge e viene rapita prima della tribolazione; i martiri della tribolazione risorgono alla venuta gloriosa di Cristo. Tutti appartengono alla prima risurrezione, ma non tutti risorgono nello stesso momento.

Quanto appena detto necessita (almeno per me) di essere letto più volte e meditato a lungo perché non è intuitivo ma va assimilato con calma.


(continua in https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/01/panoramica-di-alcuni-studiosi.html )






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