Il Discernimento del Credente nei Tempi Attuali - Studio e Riflessione - n. 247
-di Renzo Ronca 14-12-25
Introduzione Il credente maturo è chiamato a discernere i tempi
che vive, non solo per riconoscere gli errori del passato e del presente, ma
anche per intravedere la prospettiva di unità che Dio ha preparato per la sua
chiesa. La Scrittura ci mostra che, accanto ai giudizi e alle deviazioni,
esiste sempre una rimanenza fedele: Un Israele che riconoscerà il Messia, e una vera Chiesa
che, pur frammentata, può ritrovare la sua unità nello Spirito Santo. Questo è
il filo che lega la nostra riflessione: comprendere i segni dei tempi e
prepararci a una chiesa rinnovata, sul modello di Atti 15 (la conferenza di
Gerusalemme).
L’errore di Davide e il censimento
Il censimento come segno di fiducia
umana
In 2 Samuele 24 Davide ordinò un
censimento del popolo, motivato da ragioni militari e di espansione. Non era
esplicitamente vietato, ma Davide stesso riconobbe il peccato: “La coscienza di
Davide gli rimorse” (v. 10). Il verbo ebraico nakah (נכה), “colpire,
ferire”, indica un dolore interiore che lo trafisse.
La conseguenza e la misericordia
Il giudizio di Dio si manifestò con la
peste, ma la misericordia divina fermò l’angelo distruttore (v. 16). Questo
episodio mostra che la fiducia nelle forze umane porta al giudizio di Dio, ma
che Dio limita la distruzione per aprire uno spazio al pentimento.
Israele oggi e la fiducia nelle
alleanze umane
Il parallelo con Davide
Così come Davide confidò nei numeri,
Israele oggi confida nelle alleanze militari e nella potenza delle armi. Ma
questa fiducia non è gradita a Dio.
Il rigetto momentaneo
Paolo scrive: “Una parte di Israele è
caduta in indurimento, finché sia entrata la totalità degli stranieri” (Romani
11:25). Il termine greco pōrōsis (πώρωσις), “indurimento”, descrive la
condizione spirituale di Israele. Questo indurimento è momentaneo, ma reale.
La prospettiva profetica
La grande tribolazione descritta in
Apocalisse avrà il suo centro proprio in Israele, con riflessi mondiali. Il
cristiano fedele deve avere il coraggio di dire queste cose, richiamando al
pentimento e al riconoscimento di Gesù come Messia.
La chiesa cristiana mondana e
ipocrita
La condizione di Laodicea
Molte chiese oggi assomigliano a
Laodicea: “Tu non sei né freddo né fervente… ti vomiterò dalla mia bocca”
(Apocalisse 3:16). Il termine greco chliaros (χλιαρός), “tiepido”,
descrive una fede compromessa.
Il pericolo della politicizzazione
Quando la chiesa si lega a poteri
mondani, tradisce la sua vocazione. È un cristianesimo ipocrita, che usa la
Parola di Dio per fini terreni.
La responsabilità del credente
Il cristiano fedele deve distanziarsi da
queste forme, anche se ciò comporta critiche o isolamento. La fedeltà a Cristo
è più importante della popolarità.
La rimanenza giudaico-cristiana e la rimanenza cristiana occidentale nella prospettiva di unità
Due rimanenze chiamate a convergere
Accanto all’Israele incredulo e alla
chiesa mondana, esistono due rimanenze: i giudei messianici e i cristiani
occidentali fedeli. Entrambi testimoniano che Dio mantiene sempre un seme di
verità.
I giudei messianici
- Alcuni riconoscono Gesù come Messia, ma non come
Figlio di Dio: un passo incompleto.
- Altri confessano Gesù come Signore, pur
mantenendo un’osservanza più letterale della legge. Questa condizione
richiama la chiesa primitiva di Atti 15.
Il modello di Atti 15
Nel concilio di Gerusalemme, Pietro e
Paolo riconobbero che Dio aveva aperto la porta della fede anche agli
stranieri. La chiesa imparò ad accogliere senza barriere, centrando tutto sulla
nuova nascita e sulla guida dello Spirito Santo.
La prospettiva di una chiesa unita
Se oggi i giudei messianici e i
cristiani fedeli si accogliessero reciprocamente, la chiesa potrebbe ritrovare
l’unità originaria. Paolo ammoniva: “Cristo è stato forse diviso?” (1 Corinzi
1:13). La chiesa non deve frammentarsi, ma vivere nell’attesa del rapimento (1
Tessalonicesi 4:17) e del ritorno di Gesù per instaurare il suo regno
millenario.
Il coraggio della distinzione
Questa prospettiva richiede di
distaccarsi da chi devia dalla verità e troverà molti ostacoli ed opposizioni
come vedremo in futuro parlando dei “falsi profeti” religiosi e politici. I
tempi non lasciano spazio alle ambiguità: o si è dalla parte del Signore, o si
rimane fuori dalla sua linea di salvezza. La rimanenza fedele, giudaica e
cristiana, è chiamata a preparare la chiesa unita di Cristo.
Conclusione: la speranza di una
chiesa rinnovata
Il discernimento dei tempi non serve
solo a denunciare gli errori, ma a preparare la speranza. La grande
tribolazione è stabilita da Dio, ma la rimanenza fedele è chiamata a vivere
come segno profetico della speranza futura. Come scrive John Stott: “La
testimonianza cristiana diventa un segno profetico della speranza futura.”
Allora il nostro obiettivo – e di quanti
lo condividono - è chiaro: ritrovare la chiesa unita, sul modello di Atti 15,
centrata sulla nuova nascita e sulla guida dello Spirito Santo, pronta ad
accogliere il ritorno del Signore.
(Piacendo al Signore spero di
evidenziare la volta prossima le false profezie attuali accolte dalla
maggioranza delle persone, ma che confondono il popolo di Dio - continua in https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/12/i-falsi-profeti-discernimento-tipologie.html )
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