Dal Mappamondo alla Mappa del Piano di Dio in uno Studio Sintetico Approfondito - Parte 3 - n. 292

 di Renzo Ronca  18-1-26  Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/01/dal-planisfero-al-mappamondo-dal.html


 Se il mappamondo ci permette di cogliere l’insieme, la mappa ci aiuta a distinguere i passaggi, le tappe, le direzioni. Dopo aver contemplato il piano di Dio nella sua totalità, è utile soffermarsi sui suoi momenti principali, non come episodi isolati, ma come parti di un unico movimento che procede con coerenza perfetta.

La Scrittura non ci offre una linea piatta, ma un percorso che si sviluppa con continuità: dalla creazione alla nuova creazione, passando per la promessa, il compimento in Cristo, la chiesa, il rapimento, il ritorno del Signore, il giudizio delle nazioni e il Regno millenario. Ogni fase illumina la successiva, e tutte insieme formano la traiettoria che conduce verso la Gerusalemme celeste.

Per questo, prima di entrare nello studio dettagliato, è utile tracciare una mappa essenziale degli avvenimenti principali. Non per ridurre la ricchezza della rivelazione, ma per orientare lo sguardo e riconoscere il filo che unisce tutto.

 

Studio approfondito – Il piano di Dio nella sua totalità

1. Creazione: il progetto originario di Dio

La storia della salvezza non inizia con il peccato, ma con la bontà originaria del progetto divino. Genesi 1–2 presenta un mondo ordinato, armonico, dichiarato “molto buono”. L’umanità è creata “a immagine e somiglianza di Dio” (Genesi 1:26‑27), posta come rappresentante del Creatore nella gestione del creato.

Tre elementi emergono con forza:

1.     Relazione: l’uomo è creato per la comunione con Dio.

2.     Vocazione: governare la terra come amministratori, non come padroni (Genesi 1:28; Salmo 8:4‑8).

3.     Destinazione: vivere in un mondo dove la presenza di Dio è accessibile, non velata.

Il giardino di Eden non è solo un luogo geografico, ma un modello teologico: uno spazio dove cielo e terra si toccano, dove Dio cammina con l’uomo (Genesi 3:8). È il prototipo del progetto finale: la comunione piena tra Dio e l’umanità.

La creazione, dunque, non è un prologo marginale: è la matrice del piano di Dio. Tutto ciò che seguirà – promessa, redenzione, restaurazione – non è altro che il recupero e il compimento di ciò che Dio aveva stabilito all’inizio.

2. Post‑Eden: la frattura e la dispersione

La caduta (Genesi 3) introduce una frattura radicale: l’uomo si nasconde da Dio, la terra è maledetta, la morte entra nella storia. Ma il racconto biblico non si limita a descrivere la colpa: mostra le conseguenze progressive della separazione da Dio.

2.1 Alienazione spirituale

L’uomo non è più in comunione con Dio. La relazione è spezzata, e la conoscenza di Dio si oscura (Romani 1:21‑23).

2.2 Disordine morale e sociale

Caino e Abele (Genesi 4), la violenza crescente (Genesi 6:11), la superbia collettiva di Babele (Genesi 11). La storia umana si frammenta come un fiume che si divide in mille rivoli.

2.3 La promessa come filo rosso

In mezzo alla frattura, Dio pronuncia una promessa: la discendenza della donna schiaccerà il serpente (Genesi 3:15). È il primo annuncio del piano di redenzione.

Il post‑Eden è dunque il mondo ferito in cui viviamo: un mondo che conserva la struttura della creazione, ma non la sua armonia. È il contesto in cui si sviluppa tutto il resto della storia biblica.

3. La promessa: il piano prende forma nella storia

Dio chiama Abramo (Genesi 12:1‑3) e stabilisce un patto che diventerà l’asse portante della rivelazione:

  • una discendenza,
  • una terra,
  • una benedizione per tutte le nazioni.

Israele diventa il popolo custode della rivelazione (Romani 3:2). La Legge, il sacrificio, il tempio, i profeti: tutto è pedagogia, tutto è preparazione. L’Antico Testamento è come un disegno a matita che attende il colore definitivo.

4. Cristo: il centro del piano

In Cristo, il piano di Dio raggiunge il suo punto focale. Egli è:

  • il compimento della promessa ad Abramo (Galati 3:16),
  • il vero Israele (Matteo 2:15),
  • il secondo Adamo (1 Corinzi 15:45),
  • la pienezza della rivelazione (Ebrei 1:1‑3).

La croce riconcilia ciò che era separato (Colossesi 1:20). La risurrezione inaugura la nuova creazione (2 Corinzi 5:17). L’ascensione manifesta Cristo come capo di tutte le cose (Efesini 1:20‑23).

Cristo non è un episodio della storia: è il centro della storia.

5. La chiesa: primizia della nuova umanità

La chiesa nasce come comunità di persone rigenerate, unite a Cristo e abitate dallo Spirito Santo. È:

  • corpo di Cristo (1 Corinzi 12:27),
  • tempio dello Spirito Santo (Efesini 2:21‑22),
  • primizia della nuova creazione (Giacomo 1:18).

La chiesa vive tra il “già” e il “non ancora”: il Regno è iniziato, ma non ancora manifestato in pienezza.

6. Il ritorno del Signore: la svolta finale

Dopo il rapimento della Chiesa e la prima risurrezione dei credenti, il ritorno di Cristo è il momento in cui il piano di Dio passa dalla fase della promessa alla fase del compimento:

  • Ritorno visibile di Cristo → Apocalisse 19:11‑16
  • Giudizio delle nazioni → Matteo 25:31‑46 → dopo il ritorno di Gesù, prima del millennio (da non confondere con il Giudizio finale → Apocalisse 20:11‑15 → dopo il millennio)
  • Manifestazione del Regno millenario → Apocalisse 20:4‑6

È la fine del vecchio ordine e l’inizio del nuovo.

7. Nuova creazione: il compimento del progetto originario

La nuova creazione dopo il millennio (Apocalisse 21–22) non è un’aggiunta, ma il ritorno al progetto originario, portato però a un livello superiore. Non si torna semplicemente all’Eden: si arriva a qualcosa di più grande.

7.1 Continuità

Il mondo rinnovato è ancora un mondo: cieli nuovi e terra nuova (Isaia 65:17; Apocalisse 21:1). Non è un’astrazione spirituale.

7.2 Trasformazione

La morte non c’è più (Apocalisse 21:4). La maledizione è rimossa (Apocalisse 22:3). La comunione con Dio è piena: “Egli abiterà con loro” (Apocalisse 21:3).

7.3 La Gerusalemme celeste: l’eternità che discende

La Gerusalemme celeste non è un semplice ritorno all’Eden, ma la realtà eterna che scende da Dio e avvolge la creazione rinnovata. È la dimora definitiva di Dio con gli uomini, il compimento ultimo del suo progetto: non un giardino terreno, ma una città glorificata, dove la comunione è piena, la maledizione è rimossa e la presenza di Dio permea tutto il nuovo ordine di cose (Apocalisse 21–22).

Il progetto iniziale è finalmente realizzato in modo definitivo e incorruttibile.

8. Il filo che unisce tutto

Dalla creazione alla nuova creazione, il piano di Dio è un unico movimento:

  • creazione: ciò che Dio vuole;
  • post‑Eden: ciò che l’uomo ha rotto;
  • promessa: ciò che Dio prepara;
  • Cristo: ciò che Dio compie;
  • chiesa: ciò che Dio anticipa;
  • ritorno: ciò che Dio ristabilisce;
  • nuova creazione: ciò che Dio porta a pienezza.

È un’unica storia, un unico disegno, un’unica direzione: Dio che fa nuove tutte le cose. Teniamo sempre presente tutto il progetto divino, sia nel quotidiano e sia quando approfondiamo un piccolo passo biblico.  



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