Dal Planisfero al Mappamondo, dal Frammento al Tutto - Avvio Riflessione Parte 2 - n. 291
di Renzo Ronca 18-1-26 Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/01/annunciare-la-parola-nella-sua-totalita.html
Quando eravamo a scuola, sulle pareti
delle aule c’erano quasi sempre le grandi carte geografiche: enormi planisferi
piatti, dove i continenti apparivano distesi come figure ritagliate e incollate
su un foglio. Le Americhe da una parte, l’Europa e l’Africa al centro, l’Asia
che si allungava fino al Pacifico. Era una rappresentazione utile, certo, ma
inevitabilmente ingannevole: ci dava l’idea di un mondo lineare, disteso,
lontano, fatto di distanze enormi e di continenti separati come isole.
Così, nella nostra mente, l’Africa
sembrava lontanissima dal Brasile, come se fossero due estremi opposti. Eppure,
quando si prendeva in mano un mappamondo – quello vero, tridimensionale, che
quasi nessuno usava davvero – bastava farlo ruotare un poco per scoprire che le
due sponde dell’Atlantico sono vicinissime. Allo stesso modo, guardando il
globo, ci si accorgeva che l’Alaska e la Russia, che sul planisfero sembrano
agli antipodi, in realtà quasi si toccano. Il mondo, visto nella sua forma
reale, è un insieme coerente, continuo, sorprendentemente connesso.
Il planisfero sul foglio è utile, ma è
un’illusione piatta. Il mappamondo, invece, rivela le connessioni che non
avremmo mai immaginato.
Il piano di Dio è qualcosa di simile, ma
infinitamente più grande. Se lo guardiamo come un insieme di episodi isolati –
la creazione, la caduta, Israele, Cristo, la Chiesa, il rapimento, il ritorno
del Signore, il giudizio delle nazioni, il millennio ecc. – rischiamo di
vederlo come un planisfero: una serie di eventi distesi su una linea, lontani
tra loro, senza un legame evidente. Ma se lo osserviamo come Dio lo ha
concepito, scopriamo che non è un disegno piatto: è un progetto multidimensionale,
dove tempi, promesse, figure, compimenti e speranze si toccano, si richiamano,
si illuminano a vicenda.
Dalla creazione alla nuova creazione,
tutto è parte di un unico movimento,
come se millenni di storia fossero un solo respiro, un’unica traiettoria che
conduce verso la Gerusalemme celeste. E quando si inizia a vedere il piano di
Dio come un mappamondo – non come un planisfero – allora le distanze si
accorciano, le connessioni emergono, e ciò che sembrava lontano diventa parte
di un’unica realtà che si muove verso il compimento.
Sintesi intensa del piano di Dio
nella sua totalità
E’ bene ripetere spesso il piano di Dio
per abituarci a vederlo tutto insieme.
Il piano di Dio non è una serie di
episodi isolati, ma un’unica storia che si dispiega con coerenza perfetta. Come
un mappamondo che rivela connessioni invisibili sul planisfero, così la
rivelazione biblica mostra un disegno che attraversa i millenni come fossero un
solo arco narrativo, un’unica traiettoria che parte dalla creazione e culmina
nella nuova creazione.
Tutto inizia con Dio che crea un
mondo buono, ordinato, abitabile,
dove l’umanità è posta come immagine e rappresentanza del Creatore. Il progetto
è chiaro: comunione, governo responsabile, vita piena. Ma la caduta introduce
frattura, alienazione, morte. Non è però la fine: è l’inizio del cammino della
promessa.
Dio chiama Abramo, e in lui stabilisce un filo che attraverserà tutta
la storia: “in te saranno benedette tutte le famiglie della terra”. Israele
diventa il popolo custode delle promesse, il luogo dove Dio rivela la sua
santità, la sua giustizia, la sua misericordia. La Legge, il sacrificio, il
tempio, i profeti: tutto è preparazione, tutto è ombra che attende la sostanza.
Il centro del piano è Cristo. In Lui il tempo si concentra, le promesse si
compiono, il mistero nascosto per secoli viene manifestato. La croce riconcilia
ciò che era separato; la risurrezione inaugura la nuova creazione; l’ascensione
apre la via al compimento finale. In Cristo, Dio ricapitola ogni cosa, unendo
ciò che era disperso, sanando ciò che era fratturato, riportando la storia
verso il suo scopo.
La chiesa nasce come primizia della
nuova umanità, corpo di Cristo nel
mondo, chiamata a testimoniare il Regno che viene. Non è il Regno nella sua
pienezza, ma è il segno che la nuova creazione è già iniziata. Lo Spirito Santo
abita nei credenti come garanzia, come anticipo, come forza che orienta tutto
verso il compimento.
La storia si muove verso il ritorno
del Signore, quando ciò che è
iniziato sarà portato a pienezza. Il giudizio ristabilirà la giustizia; la
risurrezione porterà la vita incorruttibile; il Regno sarà manifestato
apertamente. Tutto ciò che è stato promesso, prefigurato, annunciato, troverà
la sua forma definitiva.
Il punto d’arrivo è la nuova
creazione. Non un semplice “ritorno
all’Eden”, ma un compimento superiore: cieli nuovi e terra nuova, dove Dio
abita con gli uomini. La Gerusalemme celeste non è solo una città, ma il
simbolo del mondo rinnovato, dove la comunione tra Dio e l’umanità è piena,
dove non c’è più morte, né lutto, né dolore, perché le cose di prima sono
passate.
Questo è il piano di Dio nella sua
totalità: un movimento unico, continuo, coerente, che parte dalla creazione,
attraversa la redenzione, e sfocia nella nuova creazione. Un piano che non si può comprendere guardando solo
un frammento, ma che diventa luminoso quando lo si contempla come un tutto,
come il grande disegno del Dio che fa nuove tutte le cose.
(Continua in https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/01/dal-mappamondo-alla-mappa-del-piano-di.html )
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