DALLA DIPENDENZA ALLA LIBERTÀ: L’EVOLUZIONE SPIRITUALE DELL’UOMO SECONDO DIO – Parte 2 – n. 305
di Renzo Ronca 29-01-26 (prosegue dalla parte 1 in https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/01/dipendenza-buona-e-dipendenza-cattiva.html ; Questa parte 2 è anche visibile su Youtube in https://www.youtube.com/watch?v=M3lV0LZWccc )
1. Introduzione: la dipendenza non è
statica
Nel primo studio abbiamo visto che
l’uomo è stato creato con una dipendenza originaria da Dio: una dipendenza
buona, vitale, che non limita ma sostiene. Questa dipendenza, però, non è un
punto di arrivo. È un punto di partenza.
Dio non ha creato l’uomo per rimanere in
uno stato infantile, ma per crescere, maturare, discernere,
partecipare. La dipendenza buona è dinamica: è un legame che educa, che
fa evolvere, che conduce alla libertà dei figli.
La Scrittura mostra che il cammino
dell’uomo con Dio è un movimento:
- dall’infanzia alla maturità (Efesini 4:13‑15),
- dalla schiavitù alla libertà (Galati 5:1),
- dall’ignoranza alla conoscenza (Colossesi 1:9‑10),
- dalla paura alla fiducia (Romani 8:15).
La dipendenza buona non trattiene: accompagna.
E prepara a qualcosa che ancora non vediamo pienamente.
2. La libertà secondo Dio: pensare,
discernere, scegliere
La libertà, nella prospettiva biblica,
non è l’indipendenza assoluta. Non è “fare ciò che si vuole”. È la capacità di pensare,
discernere, scegliere secondo la volontà di Dio.
La libertà è maturità spirituale.
- “Dove c’è lo Spirito del Signore, lì c’è libertà” (2 Corinzi 3:17).
- “Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi” (Galati 5:1).
- “Siate trasformati mediante il rinnovamento della
vostra mente” (Romani 12:2).
La libertà cristiana è un processo:
1.
Lo Spirito
libera dal dominio del peccato.
2.
La mente viene
rinnovata per comprendere la volontà
di Dio.
3.
Il cuore viene
guarito per desiderare ciò che è
buono.
4.
La volontà
viene resa capace di scegliere il
bene.
Questa libertà matura non è fine a sé
stessa: è una preparazione alla piena libertà della nuova creazione,
quando l’uomo sarà capace di pensare e agire in totale armonia con Dio.
3. La non evoluzione dell’ingannatore
Il nemico, al contrario, non vuole che
l’uomo maturi. Non vuole che pensi. Non vuole che discerna. Non vuole che
diventi libero.
Ogni “concessione” che offre — potere,
successo, denaro, conoscenza esoterica, esperienze spirituali — è in realtà una
forma sofisticata di manipolazione.
Gesù lo dice con chiarezza:
- “Chi commette il peccato è schiavo del peccato” (Giovanni 8:34).
E gli apostoli confermano:
- “Da ciò che uno è vinto, da quello è ridotto in schiavitù” (2 Pietro 2:19).
- “Sono come bambini sballottati dalle onde e
portati qua e là da ogni vento di dottrina” (Efesini 4:14).
La dipendenza cattiva è involutiva:
- non fa crescere,
- non fa maturare,
- non fa pensare,
- non fa scegliere,
- non fa discernere.
È una regressione spirituale. È una
forma di possesso: non nel senso spettacolare, ma nel senso sottile del
condizionamento, della dipendenza emotiva, dell’incapacità di vedere oltre.
Il nemico non vuole figli maturi: vuole sudditi
confusi. E soprattutto vuole impedire che l’uomo arrivi alla libertà che lo
prepara alla nuova creazione.
4. L’evoluzione cristiana: il cammino
dei discepoli
Gesù accompagna i suoi in un percorso di
crescita reale. Non li lascia fermi. Li fa evolvere.
L’evoluzione si vede nei titoli che usa:
a. Discepoli
Sono coloro che imparano, ascoltano,
osservano. È la fase dell’inizio, dell’apertura, della docilità.
b. Servi
Sono coloro che collaborano con il
Maestro. Entrano nella sua opera, partecipano alla sua missione.
c. Amici
Gesù dice: “Non vi chiamo più servi…
ma amici, perché vi ho fatto conoscere tutto ciò che ho udito dal Padre mio”
(Giovanni 15:15). L’amicizia è condivisione del cuore, confidenza, intimità.
d. Fratelli
Dopo la risurrezione, Gesù dice: “Andate
a dire ai miei fratelli” (Matteo 28:10). Il discepolo diventa parte della
famiglia di Dio.
e. Figli
Paolo afferma: “Tutti quelli che sono
guidati dallo Spirito di Dio sono figli di Dio” (Romani 8:14). La
filiazione è maturità spirituale: non più paura, ma fiducia.
f. Coeredi
“Se siamo figli, siamo anche eredi:
eredi di Dio e coeredi di Cristo”
(Romani 8:17). La maturità culmina nella partecipazione alla gloria.
Questo movimento non è solo pedagogico:
è escatologico. Prepara l’uomo alla sua forma definitiva nella nuova
creazione.
5. La libertà come partecipazione
alla vita di Cristo
La libertà cristiana non è autonomia. È comunione.
- “Siamo diventati partecipi della natura divina” (2 Pietro 1:4).
- “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Galati 2:20).
La libertà non è “io senza Dio”. È “io
in Dio e Dio in me”.
La libertà cristiana è:
- partecipazione alla vita di Cristo,
- partecipazione alla sua mente (1 Corinzi 2:16),
- partecipazione al suo Spirito (Romani 8:9),
- partecipazione alla sua missione (Giovanni
20:21),
- partecipazione alla sua gloria (Romani 8:17).
Questa partecipazione è già reale, ma
non ancora piena. È un’anticipazione della nuova creazione, quando
l’unione con Dio sarà totale e trasfigurata.
6. Conclusione meditativa: verso la
nuova creazione
La libertà cristiana non è il punto
finale del cammino. È la porta verso ciò che Dio ha preparato.
La libertà matura — quella che nasce
dalla dipendenza buona e dalla partecipazione alla vita di Cristo — è la
condizione che ci prepara alla nuova creazione, quando:
- saremo uniti a Dio in modo pieno,
- avremo un corpo nuovo (1 Corinzi 15:49),
- vivremo in un ordine nuovo (Apocalisse 21:1‑5),
- conosceremo come siamo stati conosciuti (1
Corinzi 13:12).
Non sappiamo ancora in che forma tutto
questo si manifesterà. La Scrittura lo dice con sobrietà:
- “Ciò che saremo non è stato ancora manifestato” (1 Giovanni 3:2).
Ma sappiamo che la libertà dei figli —
la libertà che lo Spirito opera in noi — è già l’inizio di quella
trasformazione.
La dipendenza buona ci conduce alla libertà.
La libertà ci conduce alla comunione. La comunione ci prepara alla nuova
creazione.
Il cammino non è finito. È aperto. E la
sua meta è più grande di ciò che ora possiamo comprendere.
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