DIPENDENZA BUONA e DIPENDENZA CATTIVA - Studio Articolato Parte 1 - n. 304

 di Renzo Ronca  29-1-26   (visibile anche su Youtube in: https://www.youtube.com/watch?v=-62JqGvasDM )


1. La dipendenza come struttura originaria dell’uomo

L’uomo NON è stato creato come essere autosufficiente. La sua identità è una relazione fin dal principio: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza” (Genesi 1:26). L’immagine implica connessione, somiglianza, dipendenza buona.

Dio è unità complessa (Deuteronomio 6:4), e l’uomo, creato a sua immagine, è anch’egli un essere complesso, strutturato per vivere in relazione. La dipendenza da Dio non è un limite, ma la condizione della vita:

  • “In lui viviamo, ci muoviamo e siamo” (Atti 17:28).
  • “È lui che dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa” (Atti 17:25).

La dipendenza buona è dunque ontologica: appartiene alla natura stessa dell’uomo.

L’immagine dell’incubatrice

L’uomo, creato per crescere sotto lo sguardo amorevole di Dio, ha scelto di “uscire troppo presto dall’incubatrice”, illudendosi di poter vivere indipendentemente. È la dinamica della caduta: “sarete come Dio” (Genesi 3:5). L’indipendenza assoluta è stata la prima tentazione, e rimane la radice di ogni smarrimento.

 

2. La dipendenza educativa: crescere sotto lo sguardo del Padre

La Scrittura descrive Dio come un Padre che accompagna la crescita del suo popolo:

  • “Il Signore ti ha portato come un uomo porta suo figlio” (Deuteronomio 1:31).
  • “Come un padre ha compassione dei suoi figli, così il Signore ha compassione di quelli che lo temono” (Salmo 103:13).

L’immagine del bambino è centrale:

  • “Io sono tranquillo e sereno come un bambino svezzato in braccio a sua madre” (Salmo 131:2).

La dipendenza buona è educativa: non infantilizza, ma fa maturare. L’autonomia vera nasce dalla relazione, non dalla separazione.

Gesù stesso, nella sua umanità, ha vissuto questa dipendenza:

  • “Il Figlio non può fare nulla da sé” (Giovanni 5:19).
  • “Io vivo per il Padre” (Giovanni 6:57).

Se il Figlio vive nella dipendenza, quanto più l’uomo.

 

3. La dipendenza cattiva: l’idolo come sostituto

Quando l’uomo rifiuta la dipendenza buona, non diventa libero: diventa dipendente da altro. La struttura rimane, ma si deforma.

La Bibbia descrive questa dinamica con precisione:

  • “Hanno abbandonato me, la sorgente d’acqua viva, per scavarsi cisterne screpolate” (Geremia 2:13).
  • “Si sono attaccati a ciò che non giova” (Geremia 2:8).
  • “Diventano schiavi di ciò che li domina” (2 Pietro 2:19).

L’idolo è una figura sostitutiva idealizzata: un appoggio emotivo, spirituale o simbolico che prende il posto di Dio. L’uomo che si crede libero diventa invece dipendente da:

  • approvazione,
  • potere,
  • emozioni,
  • esperienze,
  • misteri,
  • persone,
  • sistemi religiosi,
  • oggetti.

Il cuore umano è un generatore di idoli (Ezechiele 14:3).

 

4. La nostalgia del mistero: desiderio di Dio deviato

L’uomo è attratto dal mistero perché è stato creato per contemplare Dio. Ma quando si allontana da Lui, questa attrazione si distorce.

La Scrittura mette in guardia:

  • “Non imparerete a imitare le pratiche abominevoli di quelle nazioni” (Deuteronomio 18:9‑12).
  • “Le cose occulte appartengono al Signore” (Deuteronomio 29:29).

Il punto non è che Dio voglia nascondere, ma che ciò che è occulto è stato separato da Lui, manipolato, reso autonomo, trasformato in “magia”, cioè in potere senza relazione.

L’uomo, cercando il mistero, finisce spesso in un labirinto spirituale:

  • “Sempre imparano e non possono giungere alla conoscenza della verità” (2 Timoteo 3:7).

La sete di mistero, senza guida, diventa superstizione, esoterismo, dipendenza emotiva da esperienze spirituali non filtrate.

5. Dio non nasconde il mistero: lo rivela in Cristo

Il mistero non è un enigma da decifrare, ma una Persona da incontrare.

  • “Il mistero nascosto da secoli… ora è stato manifestato” (Colossesi 1:26‑27).
  • “In lui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza” (Colossesi 2:3).
  • “Dio… ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà” (Efesini 1:9).

Il mistero è Cristo stesso, rivelazione piena del Padre (Ebrei 1:1‑3). La vera conoscenza non nasce dall’esplorazione autonoma, ma dalla rivelazione.

 

6. Le scienze sotto Dio: l’esempio dei Magi

I Magi rappresentano un caso emblematico. Essi praticavano una forma antica di scienza celeste. In altri contesti, quella conoscenza sarebbe potuta diventare idolatria. Ma in loro, la scienza rimane sottomessa a Dio, e proprio per questo li conduce alla verità:

  • “Abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti per adorarlo” (Matteo 2:2).

La loro conoscenza non diventa magia, perché non è autonoma. Rimane dipendente. E la dipendenza buona li porta alla nascita del Signore.

Questo principio è universale:

  • ogni sapere umano, se rimane nella dipendenza da Dio, diventa via verso Cristo;
  • ogni sapere umano, se si separa da Dio, diventa idolatria o superstizione.
  •  

7. La libertà come dipendenza buona

La libertà non è assenza di legami, ma legame giusto.

  • “Dove c’è lo Spirito del Signore, lì c’è libertà” (2 Corinzi 3:17).
  • “Se il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi” (Giovanni 8:36).

La dipendenza buona libera. La dipendenza cattiva imprigiona.

La guarigione spirituale consiste nel tornare alla sorgente:

  • “Convertitevi a me e sarete salvati” (Isaia 45:22).
  • “Ritornate a me e io ritornerò a voi” (Malachia 3:7).

L’uomo non è fatto per essere indipendente, ma per essere unito. E la sua unità si compie solo in Dio.

 

8. Approfondimento teologico: la dipendenza come partecipazione

La teologia cristiana ha sempre visto la dipendenza da Dio non come sottomissione servile, ma come partecipazione:

  • partecipazione alla vita divina (2 Pietro 1:4),
  • partecipazione alla gloria (Romani 8:17),
  • partecipazione allo Spirito (Ebrei 6:4),
  • partecipazione al corpo di Cristo (1 Corinzi 10:16‑17).

La dipendenza buona è comunione. La dipendenza cattiva è alienazione. La dipendenza buona è filiazione. La dipendenza cattiva è schiavitù.

 

Conclusione

L’uomo è stato creato per dipendere da Dio. Questa dipendenza è la sua dignità, la sua libertà, la sua verità. Quando la rifiuta, non diventa libero: diventa dipendente da mille idoli. La guarigione consiste nel tornare alla dipendenza buona, che non annulla l’uomo, ma lo compie.


(Continua in https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/01/dalla-dipendenza-alla-liberta.html )


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