La Rivelazione Come Realtà Viva e in Espansione – Avvio alla Riflessione Parte 1 – n. 271

 -di Renzo Ronca  5-1-26

 

1. La Parola di Dio come realtà vivente

Uno dei punti più difficili da conservare nella mente, ma essenziale per comprendere la Bibbia, è questo: la rivelazione di Dio è viva. Non è un insieme di concetti statici, ma una realtà che si muove, cresce, si approfondisce, si espande.

La Scrittura stessa lo afferma quando dice che la Parola di Dio è “vivente ed efficace” (ebraico ḥay = vivo; greco zōn = che possiede vita). Non è un testo morto, ma un fuoco che trasforma.

Il profeta descrive Dio come “fuoco divorante” (ebraico ’ēsh ’okhelāh), immagine che indica un’azione continua, purificatrice, dinamica. Dio non è mai statico: opera, plasma, trasforma.

 

2. Il dinamismo di Dio e il dinamismo del credente

Se Dio è dinamico, anche l’uomo — creato a Sua immagine — porta in sé una dimensione dinamica. Il nostro spirito (minuscolo), quando viene toccato dallo Spirito Santo (maiuscolo), entra in un movimento continuo trasformante.

Il teologo protestante James Packer, parlando dell’opera dello Spirito Santo, affermava che il credente vive in una “continua riforma interiore”, perché lo Spirito Santo non si limita a illuminare, ma espande la comprensione, approfondisce, allarga, eleva.

Questa è l’idea che chiamo “espansione spirituale”: un processo in cui la comprensione di oggi non è negata domani, ma approfondita, allargata, elevata.

Paolo usa un linguaggio simile quando parla dell’amore di Cristo che supera ogni conoscenza, e invita a comprenderne “la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità” (greco platos, mēkos, hypsos, bathos). Sono termini geometrici che indicano espansione, non fissità.

 

3. La rivelazione non cambia, ma cresce la nostra capacità di comprenderla

È fondamentale distinguere due livelli:

  • La rivelazione di base non cambia. Dio è lo stesso, il Suo piano è lo stesso, la Sua Parola è la stessa.
  • La nostra comprensione cambia. Cresce, si affina, si purifica, si libera da elementi mondani.

Il riformatore Giovanni Calvino parlava della Scrittura come di “occhiali” che Dio ci dona per vedere la realtà. Ma aggiungeva che il credente, crescendo, vede con maggiore nitidezza. Non perché gli occhiali cambino, ma perché l’occhio spirituale viene guarito.

 

4. Perché serve un continuo “ricalcolo del percorso”

Se la rivelazione è viva e la nostra comprensione è in espansione, allora è naturale che il credente debba:

  • fermarsi
  • ricapitolare
  • rivedere
  • correggere
  • riallinearsi

come fa un navigatore dell'automobile quando trova una strada chiusa o un nuovo percorso più adatto.

La destinazione non cambia: Cristo, la santificazione, l’eternità, il ritorno del Signore.

Ma il cammino si adatta:

  • alle nuove prove
  • alle nuove comprensioni
  • alle nuove maturità
  • alle nuove purificazioni interiori
  • alle nuove rivelazioni che lo Spirito Santo illumina nel cuore

Il salmista dice: “La tua parola è una lampada al mio piede” (ebraico ner = lampada piccola, che illumina solo pochi passi). Dio non illumina tutto il percorso in una volta: illumina oggi, e domani illuminerà domani.

 

5. Il rischio di una lettura piatta e dogmatica

Se non comprendiamo questo dinamismo, rischiamo di:

  • irrigidire la Scrittura
  • ridurre la rivelazione a formule
  • leggere la Bibbia come un manuale tecnico
  • perdere la dimensione spirituale
  • cadere in un dogmatismo che non è fede, ma paura

Il teologo evangelico John Stott avvertiva che la verità biblica è “ferma nei contenuti, ma viva nel modo in cui lo Spirito Santo la applica”. La fermezza riguarda la dottrina; la vitalità riguarda la crescita del credente.

 

6. Espansione spirituale: un processo continuo

L’espansione spirituale è dunque:

  • un movimento
  • una crescita
  • un approfondimento
  • una purificazione
  • un avvicinamento progressivo al pensiero di Dio

Paolo lo descrive come un passaggio “di gloria in gloria” (greco apo doxēs eis doxan), cioè da una comprensione luminosa a una comprensione ancora più luminosa.

Non è cambiamento della verità, ma cambiamento del credente.

 



Commenti