Il Singolo Credente e l’Uomo Collettivo: Due Percorsi che si Illuminano a Vicenda - Avvio Riflessione Parte 2 - n. 272
di Renzo Ronca - 5-1-26 Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/01/la-rivelazione-come-realta-viva-e-in.html
Come la rivelazione guida il credente
e l’umanità attraverso le età della crescita spirituale
1. Un secondo quadro interpretativo
da tenere a mente
Dopo aver compreso che i contenuti
biblici sono come “materia vivente”, che si assesta e si approfondisce nella
nostra mente grazie all’opera dello Spirito Santo, possiamo introdurre un
secondo quadro interpretativo altrettanto importante: la distinzione e la
relazione tra il singolo uomo e la generazione umana nel suo insieme.
La Bibbia parla a entrambi i livelli. E
per comprendere il piano di Dio nella sua ampiezza, dobbiamo imparare a
muoverci con naturalezza tra queste due dimensioni.
2. La trasformazione del singolo: la
nuova nascita
Per quanto riguarda il singolo credente,
la Scrittura parla chiaramente della nuova nascita (greco gennēthēnai
anōthen, “nascere dall’alto”), come inizio della trasformazione interiore.
È un’opera personale, intima, che avviene nella nostra anima in un rapporto
diretto con il Signore vivente.
Questa trasformazione continua per tutta
la vita terrena: è la santificazione, il cammino quotidiano in cui lo Spirito
Santo plasma il credente “a immagine del Figlio”.
Fin qui siamo nel livello micro,
quello della persona singola.
3. Non fermarsi al singolo: la
generazione umana come “uomo collettivo”
Però, se ci fermassimo solo alla nostra
esperienza individuale, perderemmo una parte essenziale del disegno di Dio.
La Bibbia, infatti, presenta anche
l’umanità come un “uomo collettivo”, una generazione che ha:
- una infanzia (dalla creazione all’epoca
patriarcale)
- una giovinezza (la formazione d’Israele,
la legge, i profeti)
- una maturità (la venuta di Cristo, la
Chiesa, la rivelazione piena)
- una preparazione finale all’eternità
Anche la generazione umana, come il
singolo credente, deve essere purificata dal peccato assorbito nell’Eden,
e condotta fino all’unione con Dio nell’eternità.
Questa immagine semplice ci aiuta a
comprendere come Dio agisca non solo verso il singolo, ma allo stesso tempo verso l’intera storia
umana.
4. Due livelli che si rispecchiano:
micro e macro
L’azione di Dio nel singolo credente è
spesso un riflesso dell’azione di Dio nella storia dell’umanità. E viceversa.
- Ciò che avviene nel cuore del credente in pochi
decenni
- avviene nella generazione umana in millenni
È lo stesso movimento, solo su scale
diverse.
Il teologo evangelico Herman Bavinck
parlava dell’umanità come di un “organismo morale”, in cui il singolo e il
collettivo si influenzano reciprocamente. La Scrittura stessa usa spesso questo
parallelismo: Adamo come capo dell’umanità antica, Cristo come capo
dell’umanità redenta.
Per questo la nostra mente deve essere elastica,
capace di passare dal micro al macro senza irrigidirsi.
5. La rivelazione graduale: Dio parla
secondo la maturità dell’uomo
Se osserviamo la storia biblica, vediamo
che Dio parla all’uomo secondo la sua maturità spirituale.
All’umanità post-Eden, ancora
“infantile”, Dio parla con:
- esempi semplici
- linguaggi concreti
- simboli immediati
- norme essenziali
Se avesse parlato di dimensioni eterne,
di tempi escatologici, di realtà celesti, l’uomo non avrebbe compreso.
Il teologo protestante John Stott
diceva che Dio “si abbassa” al livello dell’uomo, come un padre che parla al
figlio piccolo con parole che può capire.
Questa è la rivelazione graduale:
Dio non cambia, ma cambia il livello di comprensione dell’uomo.
6. Comprendere oggi, comprendere
meglio domani
Anche noi, oggi, pur avendo il Nuovo
Testamento, comprendiamo solo una parte della profondità della rivelazione.
Domani, con maggiore maturità
spirituale, comprenderemo meglio. E dopodomani ancora di più.
Per questo non dobbiamo mai chiudere una
interpretazione come fosse un dogma sigillato. Ogni comprensione è un punto
di crescita, non un punto di arrivo.
Sarà lo Spirito Santo ad aprire
gradualmente la mente, secondo la nostra maturità di fede.
7. La Bibbia come percorso verso un obiettivo
Se guardiamo la Scrittura nel suo
insieme, vediamo un percorso:
- dalla creazione
- alla caduta
- alla formazione d’Israele
- alla venuta di Cristo
- alla Chiesa
- agli ultimi tempi
- all’eternità
L’obiettivo rimane sempre lo stesso: ricondurre
l’uomo a Dio verso l'eternità.
Ma le modalità della rivelazione sono
dinamiche, perché Dio si adatta alla maturità dell’uomo.
8. Il “ricalcolo del percorso”
spirituale
Ecco perché è utile fare spesso un breve
“ricalcolo del percorso”:
- per riallineare la mente alla rivelazione biblica
- per non irrigidirsi in schemi fissi
- per mantenere elasticità spirituale
- per accogliere ciò che lo Spirito Santo illumina
oggi
- per prepararci a ciò che illuminerà domani
La destinazione non cambia. Ma il
cammino si chiarisce passo dopo passo.
(continua in https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/01/dal-dopoeden-il-solco-della-legge-di.html )
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