Un Navigatore Satellitare Verso le Altezze di Dio – Breve Avvio al Percorso Cristiano - Parte 1 - n. 285

 di Renzo Ronca  14-1-26


Pensiamo a una persona che guida un’automobile in strade poco conosciute. Immaginiamo questa persona – se possibile – come un insieme di più componenti: il corpo con le sue parti fisiche, la mente con le sue dinamiche psicologiche, i pensieri dell’uomo che, come dei flash, osservano quanto avviene in lui, come risponde l’automobile, come si presenta la strada di volta in volta, ecc. Tutto questo viene elaborato e valutato dal cervello, che in brevissimo tempo deve tradurre in azione la risultante di ciò che ha osservato e considerato. Dunque stiamo parlando del comportamento dell’uomo nel suo presente.

Se questa persona è credente cristiana, allora la sua automobile sarà dotata anche di un navigatore satellitare. Questo navigatore, basandosi sui dati dei satelliti che sono in cielo, avrà una percezione precisissima della posizione della persona, vale a dire da dove viene e dove sta andando; dati che ritrasmetterà immediatamente anche a voce, indirizzando e correggendo il suo percorso stradale. Potremmo assomigliare – con tutto il rispetto dovuto – questa guida preordinata all’assistenza dello Spirito Santo. In pratica sarebbe come se Gesù, dopo la resurrezione, potesse ancora stare vicino a noi guidandoci nel cammino della vita.

Ora, Dio ha voluto dare all’uomo un dono ineffabile: la libertà di poter scegliere. Dunque chi tiene il volante della nostra automobile è sempre l’uomo, vale a dire quella parte risultante dalla somma del corpo psico‑fisico che chiamiamo “il nostro Io”. Questo significa che il nostro “Io” può ascoltare o meno il suggerimento del navigatore. In molti casi – devo dire – seguendo un percorso indicato dal navigatore satellitare sono rimasto perplesso, indeciso se dargli retta oppure no, perché istintivamente sarei andato in un’altra direzione. Però ammettiamo ora di dargli ascolto. Magari ci farà passare in strade che non abbiamo mai visto. Certo, dipende dalla programmazione, ma diciamo che in linea di massima la persona credente ha sempre impostato il punto di arrivo nella conoscenza e nell’incontro con Dio. Potremmo dire che l’indirizzo è la casa del Signore.

Il permesso di poter usare questo miracoloso navigatore satellitare non è concesso a tutti: occorre una speciale patente con un timbro riconosciuto dall’autorità. La patente in questione è rilasciata dal riconoscimento e dalla fede nel Signore Gesù Cristo risorto, il Quale si trova già nella Casa verso cui siamo diretti. Bene, con questa patente non ci fermerà nessuno; e anche se ci fermassero le guardie, vedendo il segno di Gesù sulla patente ci lascerebbero sempre passare. Anche nel caso in cui per una autostrada fosse necessario un pedaggio costoso, le guardie non avrebbero nulla da obiettare, perché su quella patente c’è scritto “tutto pagato”; poiché in effetti Gesù ha pagato “a caro prezzo”, col Suo sangue, questa nostra libertà nel cammino verso Dio.

A volte il navigatore potrebbe indicarci un percorso breve. I percorsi brevi non sono i più facili. Nel cammino verso Dio, infatti, passano per la solitudine. Chi li rifiuta dovrà ricalcolare un percorso più lungo, non so quanto più conveniente. Se il navigatore indica “strada della solitudine” siamo subito contrariati. Nella consuetudine attuale sembra sempre negativa la solitudine, in realtà, chi si fida del navigatore si rende conto poi che qui la “solitudine” può essere intesa come separazione necessaria da ciò che distrae o appesantisce il cammino. In realtà la compagnia del Signore riempie, appaga, ed apre anche alla fratellanza.

A volte si tratterà di passare per i sentieri rifiniti di qualche giardino molto curato, e dovremo guidare con attenzione per non urtare i cordoli del bel sentiero asfaltato. Il giardino è l’opera dello Spirito di Dio che rinnova il nostro spirito, ricordandoci la creazione nell’Eden. Credo valga la pena passarci. Ma potremmo essere sorpresi nel trovare, lungo il percorso, squadre di meccanici specializzati che revisionano il motore, rifiniscono la carrozzeria dell’automobile, colorano le fiancate, mettono i fregi della marca in modo incredibilmente bello, ripassano tutte le piccole rifiniture – anche artistiche – in modo da valorizzare piccoli fori che ossigenano l’interno della vettura… Ci verrà voglia di intervenire, ma conviene lasciar fare, perché gli angeli del Signore sono servitori perfetti della Sua volontà e sanno equipaggiarci bene per il proseguimento del viaggio.

In una di queste rifiniture ed equipaggiamenti migliori della nostra automobile – cioè della nostra persona spirito‑corpo‑anima – potrebbe esserci la rivisitazione di passi importanti della Scrittura, per esempio del Nuovo Testamento; magari scritti da un apostolo che di particolari meravigliosi in vista dell’eternità se ne intende, come l’apostolo Giovanni…

Osservare queste rifiniture sublimi ci permetterà di contemplare percorsi panoramici da grandi altezze. 


Piacendo a Dio, proveremo a farlo la prossima volta.

(Continua in https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/01/la-sosta-necessaria-e-la-voce-che.html

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