La Sosta Necessaria e la Voce che Risuona dall’Alto - Breve Avvio al Cammino Cristiano - Parte 2 - n. 286

 di Renzo Ronca  14-1-26  Prosegue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/01/un-navigatore-satellitare-verso-le.html


Proseguiamo il nostro cammino. Nella prima parte avevamo immaginato la vita del credente come un viaggio in automobile, guidati da un navigatore speciale: l’assistenza dello Spirito Santo, che ci orienta dall’alto come un segnale proveniente dal cielo. Ora, seguendo la stessa immagine, ci lasciamo condurre verso una sosta particolare, una deviazione voluta, un invito a scendere dall’auto e camminare più lentamente.

Nelle mie zone, la Tuscia, ci sono molti piccoli paesi. Viaggiando per le strade principali si passa loro accanto, ma è raro che ci si fermi. Quelle volte però in cui, senza fretta, si entra, si parcheggia e si procede a piedi, accade qualcosa di diverso. Camminando lentamente, osservando e ascoltando l’armonia del luogo – non semplici rumori, ma un intreccio di voci, passi, vento, vita – si percepisce quasi l’umore di chi vi abita. E allora possono avvenire scoperte inaspettate.

Una volta, per esempio, camminando dentro una cittadina, sentii una musica profonda d’organo. Cercando meglio vidi un piccolo ingresso di una chiesa. Dentro, i banchi erano vuoti; da qualche parte, invisibile, qualcuno suonava. Forse era musica di Bach, non so. Entrando e sedendomi, nel silenzio sentii la solennità di una potenza che si ergeva attorno a me nelle volte della chiesa. Lo spazio stesso sembrava elevare l’anima. Le note mi sollevarono il cuore in maniera struggente. Ecco uno dei miracoli possibili per chi ascolta senza prevenzione mentre cammina.

Anche noi, ora, immaginando che il nostro navigatore ci abbia consigliato una sosta precisa, posiamo la macchina e procediamo a piedi in un paese conosciuto e allo stesso tempo poco conosciuto: le sue viuzze interne, una porticina di chiesa, una musica che ci attende.

Come avevamo accennato la volta scorsa, prendiamo insieme uno scritto dell’apostolo Giovanni: il giovanissimo apostolo molto amato da Gesù. Nei Vangeli lo vediamo spesso vicino al Maestro, e gli studiosi hanno notato come la sua sensibilità spirituale emerga in modo unico. È lui che, durante l’ultima cena, posa il capo sul petto di Gesù (Giovanni 13:23), immagine che molti commentatori hanno interpretato come simbolo di un ascolto più profondo del cuore del Signore. Una certa particolarità della figura di Giovanni colpì anche gli altri apostoli come Pietro che chiese di lui, ma Gesù gli rispose in modo volutamente enigmatico; come a dire che la questione non riguardava né Pietro né gli altri discepoli:  Giov 21:20 Pietro, voltatosi, vide venirgli dietro il discepolo che Gesù amava, quello stesso che durante la cena stava inclinato sul petto di Gesù e aveva detto: “Signore, chi è che ti tradisce?”. 21 Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: “Signore, e di lui che ne sarà?”. 22 Gesù gli rispose: “Se voglio che rimanga finché io venga, che t'importa? Tu, seguimi”. 23 Perciò si sparse tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto, Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: “Se voglio che rimanga finché io venga, che t'importa?”.

Alcuni studiosi ipotizzano che Giovanni fosse molto giovane al tempo di Gesù, forse un adolescente; questo spiegherebbe la sua lunga vita, fino all’età avanzata in cui, nell’isola di Patmos, ricevette le visioni dell’Apocalisse. La tradizione lo colloca oltre gli ottant’anni, forse anche più.

Ora, come nell'esempio di prima mi fermai e fui colpito da quella musica inaspettata e solennemente esplosiva, prendiamo gli ultimi versetti di 1 Giovanni 5:

18 Noi sappiamo che chiunque è nato da Dio non persiste nel peccare; ma colui che nacque da Dio lo protegge, e il maligno non lo tocca. 19 Noi sappiamo che siamo da Dio, e che tutto il mondo giace sotto il potere del maligno. 20 Sappiamo pure che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intelligenza per conoscere colui che è il Vero; e noi siamo in colui che è il Vero, cioè nel suo Figlio Gesù Cristo. Egli è il vero Dio e la vita eterna.

 È un passo condensato e complesso, più della musica di Bach. Per questo dobbiamo fare silenzio nella nostra testa e lasciarlo entrare così com’è, prima di attivare l’analisi della mente. Solleviamo in noi la parte che più vibra:

«Gesù Cristo. Egli è il vero Dio e la vita eterna».

Egli è il vero Dio.

Ricordo in quell’episodio della chiesa, rimasi seduto anche dopo la fine del brano musicale, quasi a non voler perdere nemmeno un frammento del riverbero che si diffondeva nella chiesa vuota, che però in quel momento era più che vivente.

Allora anche noi adesso facciamo una sosta prima di proseguire. Rileggiamo il passo:

«Noi sappiamo che siamo da Dio… Egli è il vero Dio e la vita eterna».

E lasciamo che si depositi nel cuore questo versetto folgorante.

Pensiamoci e ripensiamoci. Preghiamo. Ascoltiamolo nel silenzio della nostra stanza.

 

A Dio piacendo, lo approfondiremo la prossima volta.

(Continua in https://ritornocristiano.blogspot.com/2026/01/gesu-e-dio-rivelato-la-vita-eterna-la.html

 

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