Tempo Angelico e Tempo Umano a Confronto: Questioni di Libero Arbitrio – Studio Esplorativo n. 14
- di Renzo R. 8-7-25
[segue da https://ritornocristiano.blogspot.com/2025/07/sugli-angeli-avvio-studio-n-13.html
]
Nel presente studio, quando si citano teologi, filosofi o mistici appartenenti alla tradizione cristiana storica — come Tommaso d’Aquino, Agostino d’Ippona, Giovanni della Croce, Teresa d’Avila, ecc. — non si fa uso del titolo “San”, generalmente attribuito dalla Chiesa Cattolica Romana in seguito alla canonizzazione. Questa scelta rispecchia la visione teologica della fede evangelica protestante, secondo la quale il termine “santo” è applicato biblicamente a tutti i credenti in Cristo, come indicato ad esempio in Efesini 1:1 e Romani 1:7. Il riferimento ai personaggi storici è dunque fatto per riconoscerne il contributo al pensiero cristiano, ma senza aderire alle strutture di venerazione o titolazione ecclesiastica proprie di altre confessioni. La decisione è adottata non in polemica, ma per rispetto verso la distinzione dottrinale e per coerenza con la spiritualità biblica condivisa.
1.
La loro condizione
temporale, che differisce radicalmente da quella umana.
2. L’esercizio del libero arbitrio nei primi momenti della creazione, culminato nella caduta di alcuni spiriti celesti.
IL TEMPO ANGELICO: FUORI DAL TEMPO UMANO
1. Una dimensione
intermedia
Gli angeli non vivono nel tempo
cronologico come noi. Secondo la teologia scolastica (Tommaso d’Aquino), gli
angeli dimorano in un’aevum — una durata intermedia tra il tempo
e l’eternità. “Essi non hanno successione nei loro atti; ciò che decidono,
lo fanno in un istante indivisibile” (Summa Theologiae I, q.10, a.5)
2. Conseguenze del
tempo angelico
- Gli angeli non riflettono nel tempo
come gli uomini: la loro conoscenza è intuitiva, non discorsiva.
- Le loro decisioni sono immediate
e definitive, perché avvengono in un “istante eterno”.
- Questo spiega perché gli angeli caduti non possono pentirsi: la loro scelta è fuori dal tempo, non reversibile (lo riprenderemo tra poco).
3. Il tempo di Dio e la sua natura superiore
- Dio è al di sopra del tempo:
non solo eterno, ma “fuori” dal tempo creato; indipendente dalla creazione
e perfetto nel suo essere.[1]
- Il tempo angelico è partecipato, non assoluto:
gli angeli sono creature, non coeterni a Dio.
- “Per il Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno” (2 Pietro 3:8) — un versetto che mostra la relatività del tempo rispetto a Dio.
IL LIBERO ARBITRIO ANGELICO PRIMA DELLA CADUTA
1. Libertà di
scelta e conoscenza perfetta
- Gli angeli furono creati con libero
arbitrio (Giuda 1:6; Isaia 14:12-15).
- La loro conoscenza era piena e
intuitiva, quindi la scelta fu fatta con piena consapevolezza.
- Bonaventura da Bagnoregio afferma
che Lucifero non peccò nel primo istante della sua creazione, ma poco
dopo, per superbia.
2. Un solo atto di
scelta
- Secondo la teologia classica, gli
angeli ebbero un solo atto di volontà libera: accettare o rifiutare
Dio.
- Dopo la scelta, la volontà si è fissata:
gli angeli fedeli sono confermati nella grazia, quelli caduti nella
ribellione.
3. Impossibilità di
pentimento
- Vivendo fuori dal tempo, gli angeli non
possono cambiare direzione.
- Il pentimento richiede tempo,
riflessione, processo — tutti elementi assenti nella dimensione angelica.
- Questo è coerente con la giustizia
divina: la scelta angelica è definitiva, ma non arbitraria.
Nota esplicativa: Questa formulazione “Il pentimento richiede tempo, riflessione, processo, tutti elementi assenti nella dimensione angelica “ è una sintesi teologica, non una citazione letterale. Essa riflette il pensiero consolidato nella tradizione cristiana, in particolare della teologia scolastica, dove autori come San Tommaso d’Aquino spiegano che gli angeli, vivendo fuori dal tempo, compiono atti di volontà irreversibili. Il pentimento, per contro, implica una progressione temporale (contrizione, riflessione, volontà di cambiamento), ed è perciò incompatibile con la natura della durata angelica.
4. 4. Conoscenza intuitiva e decisioni
definitive
Vivendo fuori dal tempo:
- Gli angeli non riflettono “prima” e
“dopo”. Le loro decisioni sono immediate e irrevocabili, perché non
hanno uno “spazio” temporale per il ripensamento.
- La loro conoscenza è intuitiva, non discorsiva come la nostra.
Questa condizione spiega anche l’impossibilità
del pentimento per gli angeli decaduti: non esiste un processo temporale in
cui cambiare direzione. La scelta è unica e definitiva.
- “gli angeli che non conservarono la loro dignità ma lasciarono la propria dimora, egli li tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del gran giorno. (Giuda 1:6 CEI).
📝 Nota teologica aggiuntiva: Va tuttavia considerata una distinzione importante: alcuni esseri celesti, come quelli menzionati in Genesi 6 (che trasgredirono un ordine di Dio e si unirono alle donne della terra), furono giudicati in un momento successivo. Ciò suggerisce che, pur vivendo in una dimensione fuori dal tempo umano, esista una forma di successione logica o di fasi operative anche nella loro realtà. Il “dopo” non è da intendersi come tempo cronologico simile al nostro, ma come manifestazione progressiva del disegno divino nella sfera spirituale.
IL LIBERO ARBITRIO PRIMA DELLA CADUTA
2.1 La prova della
libertà
Gli angeli furono creati con volontà
libera, come mostra:
- Giuda 1:6: angelica ribellione
- Isaia 14:12-15: simbolismo di Lucifero
Secondo alcuni autori medievali (es. Bonaventura), Lucifero peccò non nel primo istante della sua esistenza, ma subito dopo — manifestando orgoglio.
2.2 Una sola
decisione, definitiva
I teologi protestanti classici
sostengono:
- Gli angeli ricevettero una sola
prova di fedeltà.
- Una volta compiuta la scelta, la
loro volontà fu fissata: i fedeli nella grazia, i ribelli nella
caduta.
- Non esistono pentimenti o seconde
possibilità, poiché la dimensione temporale del pentimento non esiste
per loro.
“Il pentimento richiede tempo, riflessione, processo — tutti elementi assenti nella dimensione angelica.”
📝 Nota sullo
spazio angelico
Gli angeli, come spiriti incorporei, non sono soggetti allo spazio come gli esseri umani. Tuttavia, la Scrittura li descrive come presenti in luoghi specifici (Genesi 18; Luca 1), il che implica una sorta di localizzazione spirituale. Tommaso d’Aquino insegna che essi sono dove operano, non dove “occupano” fisicamente. Il loro rapporto con lo spazio è fluido: possono attraversarlo o piegarlo, se Dio lo permette, ma non lo subiscono.
CONSIDERAZIONI FINALI
Il pensiero protestante è meno dogmatico su questi temi rispetto al cattolicesimo, e spesso preferisce il silenzio reverente al dettaglio speculativo. Tuttavia, questa nostra riflessione può aiutare a comprendere:
- La giustizia divina nella
condanna degli angeli caduti.
Romani 8:26 “Nello
stesso modo anche lo Spirito sovviene alle nostre debolezze, perché non
sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera, come si conviene; ma lo
Spirito stesso intercede per noi con sospiri ineffabili”
Efesini 1:17 affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perché possiate conoscerlo pienamente; 18 egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi,
Alle volte non ci rendiamo conto quanto
sia importante la grazia che agisce nel tempo terreno: è per grazia che lo
Spirito Santo ci mostra un errore, un peccato del passato, affinché noi
possiamo capirlo nel presente ed essere compunti nel cuore. La grazia del
perdono avviene per perché lo Spirito di Dio fa da tramite e ci permette di
renderci conto e di inginocchiarci a Dio; questo ci dà la speranza del futuro
come redenti.
Se non avessimo avuto il tempo terreno di
aprirci ai pungoli dello Spirito cosa ne sarebbe stato di noi? Gloria a Dio e la Suo grande amore paziente.
[1]
Può essere utile un nostro Dossier: “Tempo terreno e tempo di Dio” in https://drive.google.com/file/d/1IJ0gqf4DZziBJDByo_RM2QJ1txQiZcMz/view?usp=drive_link
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